Banco Popolare: approvato il resoconto di gestione al 30 settembre 2012. Perdita da 53,8 milioni per la capogruppo

Nonostante tali priorità, prosegue il comunicato, il gruppo ha espresso risultati positivi anche sotto il profilo della redditività della gestione ordinaria. Escludendo l’impatto negativo conseguente al miglioramento del proprio merito creditizio, il Banco Popolare chiude i primi nove mesi con un utile netto consolidato pari a 165,9 milioni rispetto ai 53,1 milioni rappresentanti il dato omogeneo del corrispondente periodo dell’esercizio precedente.

L’impatto delle variazioni del proprio merito creditizio pesa negativamente sui risultati dei primi nove mesi dell’esercizio per 219,8 milioni (nel corrispondente periodo dell’esercizio precedente l’impatto era stato positivo per 268,6 milioni). Considerando anche tale componente straordinaria i primi nove mesi si chiudono con un risultato netto negativo pari a 53,8 milioni.

Va evidenziato che tali risultati sono gravati dall’inatteso contributo negativo derivante dalle perdite registrate dalla collegata Agos Ducato S.p.A. (-116,3 milioni la quota di pertinenza del Banco Popolare).

Nel corrispondente periodo dell’esercizio precedente la collegata aveva fornito al Gruppo un contributo positivo pari a 39,4 milioni di euro.

L’evoluzione dei principali aggregati patrimoniali
La raccolta diretta al 30 settembre 2012 ammonta a 96,6 miliardi ed evidenzia un decremento del 3,6% rispetto ai 100,2 miliardi del 31 dicembre 2011 (+1,5% la variazione registrata nel terzo trimestre e -9,0% la variazione rispetto al 30 settembre 2011).

Il calo dell’aggregato trova la principale giustificazione nel rimborso a scadenza di emissioni obbligazionarie e nell’operazione di buy back dei propri strumenti di capitale perfezionata già nel corso del primo trimestre.

Tale calo è stato parzialmente compensato dall’aumento da forme di raccolta a breve termine (i.e. operazioni di pronti contro termine e prestito titoli). La componente della “raccolta in senso stretto” (i.e. conti correnti e depositi con clientela retail) evidenzia invece una crescita del 3,6% (-0,1% la variazione registrata nel terzo trimestre e +8,6% la variazione rispetto al 30 settembre 2011).

La raccolta indiretta ammonta a 63,9 miliardi, in calo dello 0,7% rispetto ad inizio anno e del 6,4% rispetto al 30 settembre 2011 (nel terzo trimestre 2012 il calo è stato del 2,7%). Il decremento registrato nei primi nove mesi del 2012 è imputabile alla componente della raccolta amministrata che evidenzia un calo del 2,1% rispetto a fine esercizio 2011 (-5,1% la variazione registrata nel terzo trimestre e -6,9% la variazione rispetto al 30 settembre 2011).

La raccolta gestita cresce anche nel terzo trimestre (+0,9%) ed ammonta a 26,8 miliardi evidenziando un incremento dell’1,2% rispetto ad inizio anno e del 6,9% rispetto al 30 settembre 2011. L’incremento deriva principalmente dai collocamenti di quote di fondi e Sicav perfezionati nel corso dell’esercizio (+35,2% rispetto a fine 2011) che hanno più che bilanciato il calo registrato nel comparto delle polizze assicurative (-17,1% rispetto a fine 2011).

Gli impieghi lordi ammontano a 98,0 miliardi ed evidenziano un incremento dello 0,5% rispetto ad inizio anno (+2,8% la variazione registrata nel terzo trimestre e +0,5% la variazione rispetto al 30 settembre 2011). In maggior dettaglio gli impieghi di Banca Italease continuano a scendere passando dai 9,2 di inizio anno agli attuali 8,5 miliardi (-7,0%), mentre gli impieghi riferiti alla rimanente parte del Gruppo registrano una crescita di circa 1 miliardo (+1,1%) rispetto a inizio anno (+1,5% e +0,5% le crescite registrate rispettivamente su base annua e nel terzo trimestre dell’esercizio). A tale crescita hanno contribuito in particolare le forme di impiego a breve termine con clientela istituzionale (i.e. pronti contro termine e prestito titoli) mentre le altre forme tecniche, in particolare i mutui, registrano una flessione.

Resta fermo l’orientamento del Banco Popolare a sostenere il fabbisogno della propria clientela “core”, malgrado anche gli impieghi nei confronti delle famiglie e dei piccoli operatori economici registrino una contrazione sia per una domanda in calo (soprattutto di mutui) sia per la più attenta politica di erogazione adottata dal Gruppo.

Le esposizioni lorde deteriorate (sofferenze, incagli, crediti ristrutturati ed esposizioni scadute) ammontano al 30 settembre 2012 a 15,8 miliardi ed evidenziano una crescita del 14,3% rispetto ad inizio anno, incremento al quale ha contribuito anche la modifica normativa riguardante la soglia temporale di identificazione delle esposizioni scadute, passata da 180 a 90 giorni.

Le esposizioni rappresentate da crediti originati da Banca Italease riultano sostanzialmente invariate rispetto ad inizio anno ed ammontano a 4,2 miliardi, principalmente rappresentati da contratti leasing immobiliare. In maggior dettaglio le sofferenze ammontano a 6,7 miliardi, gli incagli a 5,2 miliardi, i crediti ristrutturati a 2,8 miliardi e le esposizioni scadute a 1,1 miliardi. Escludendo le posizioni di Italease, pari a 1,5 miliardi, le sofferenze risultano nel complesso svalutate o già passate a perdite o coperte da garanzie per circa il 95% del loro ammontare.

L’incidenza delle sofferenze nette sugli impieghi netti si attesta al 4,53% rispetto al 3,93% del 31 dicembre 2011 (3,75% escludendo Banca Italease). L’incidenza degli incagli sugli impieghi netti passa nei primi nove mesi dal 4,11% di inizio anno al 4,59% (3,89% escludendo Banca Italease).

L’andamento economico della gestione

Il margine di interesse si attesta a 1.359,0 milioni ed evidenzia una crescita dello 0,6% rispetto al corrispondente periodo dell’esercizio precedente (1.351,4 milioni), più modesta rispetto a quella evidenziata nel primo semestre 2012, per effetto di una contribuzione del terzo trimestre in calo (442,7 milioni) rispetto a quella registrata nel corrispondente trimestre del 2011 (461,0 milioni). La contribuzione del terzo trimestre risulta invece sostanzialmente stabile rispetto al secondo trimestre 2012 (445,1 milioni) se nel confronto si tiene conto del fatto che nel terzo trimestre sono stati imputati alla voce “altri proventi di gestione”, anziché alla voce “interessi attivi”, 3,5 milioni rappresentanti la nuova “commissione di istruttoria veloce” introdotta dal D.L. 6 dicembre 2011, n. 201, convertito dalla L. n. 214/2011 applicata sui nuovi rapporti aperti nel corso del terzo trimestre. Il calo del margine di interesse è legato alla debolezza dei tassi euribor che hanno registrato un’ulteriore flessione anche nel terzo trimestre determinando una riduzione del margine sulla raccolta che il Gruppo è riuscito solo parzialmente a compensare con le azioni di repricing dei propri impieghi finora poste in essere. Il risultato delle società partecipate, valutate con il metodo del patrimonio netto, ammonta a -92,1 milioni rispetto ai 27,4 milioni rilevati nel corrispondente periodo dell’esercizio precedente.

Il contributo negativo al risultato dei primi nove mesi del 2012 deriva quasi esclusivamente dalla rilevazione della quota di competenza del Gruppo delle perdite registrate dalla collegata Agos Ducato (-116,3 milioni), solo parzialmente compensato dai contributi positivi derivanti da Popolare Vita (+20,3 milioni), da Avipop Assicurazioni (+7,9 milioni) e da Energreen (+2,4 milioni). Per effetto dell’andamento negativo del risultato delle partecipate valutate a patrimonio netto, il margine finanziario risulta conseguentemente pari a 1.266,9 milioni in calo dell’ 8,1% rispetto ai primi nove mesi del 2011.

Le commissioni nette ammontano a 1.013,2 milioni in crescita del 4,6% rispetto ai 969,0 milioni rilevati al 30 settembre 2011 (+6,7% l’incremento della contribuzione del terzo trimestre 2012 rispetto al terzo trimestre 2011). Il dato riferito ai primi nove mesi del 2012 include le commissioni passive di competenza (28,3 milioni) derivanti dall’acquisizione della garanzia dello Stato Italiano su nuove emissioni obbligazionarie per un ammontare pari a 4,7 miliardi utilizzate come sottostante per operazioni di finanziamento con la BCE. Escludendo le suddette commissioni passive l’aggregato evidenzia una crescita del 7,5% rispetto ai primi nove mesi del 2011 (+ 9,9% l’incremento della contribuzione del terzo trimestre rispetto al corrispondente trimestre del 2011). A tale incremento hanno contribuito principalmente i servizi di gestione, intermediazione e consulenza (+58,1 milioni, pari al +13,0%) ed in particolare l’attività di distribuzione di prodotti di risparmio (+21,6%). In crescita anche il contributo dell’attività di intermediazione creditizia (+2,3% l’incremento delle commissioni correlate ai crediti concessi e alla tenuta dei conti correnti e depositi). Gli altri proventi netti di gestione presentano un saldo positivo pari a 41,3 milioni rispetto al contributo positivo di 39,8 milioni rilevato nel corrispondente periodo dell’esercizio precedente.

Entrambi i periodi posti a confronto beneficiano della rilevazione di sopravvenienze attive iscritte a seguito dell’incasso di somme provenienti da accordi transattivi (5 milioni nei primi nove mesi del 2012 contro i 17,5 nel corrispondente periodo dell’esercizio precedente). Al netto di tali componenti straordinarie l’aggregato comprende principalmente i fitti attivi (41,5 milioni) originati prevalentemente dagli immobili riacquisiti con l’attività di derisking di Italease, e le rettifiche dovute all’ammortamento del valore attribuito alle relazioni con la clientela iscritto in occasione delle operazioni di aggregazione aziendale perfezionate nei precedenti esercizi (-26,2 milioni). Nella contribuzione del terzo trimestre 2012, pari a 18,9 milioni, è anche compresa la plusvalenza, pari a 8,8 milioni, derivante dalla cessione delle convenzioni di banca depositaria relative ai fondi gestiti da Arca Sgr all’Istituto Centrale delle Banche Popolari Italiane.

Il risultato netto finanziario è pari a 97,0 milioni rispetto ai 555,1 milioni del corrispondente periodo dell’esercizio precedente ed ai 122,4 milioni del primo semestre 2012. Nel confrontare tali risultati è tuttavia necessario tenere in evidenza il diverso impatto derivante dalla valutazione a fair value delle passività di propria emissione conseguente alle variazioni del merito creditizio del Banco Popolare (“fair value option”). Nei primi nove mesi dell’esercizio 2012, a fronte di una positiva variazione del merito creditizio rispetto a fine 2011, è stato rilevato un impatto negativo sul conto economico pari a 328,3 milioni lordi. A tale risultato si contrappongono impatti positivi per 406,1 milioni e negativi per 212,7 milioni lordi registrati rispettivamente nei primi nove mesi del 2011 e nel primo semestre 2012. Escludendo gli effetti illustrati, il risultato netto finanziario del periodo risulta positivo per 425,4 milioni e più che raddoppiato (+185,5%) rispetto ai 149,0 milioni dei primi nove mesi del 2011. La contribuzione del terzo trimestre 2012 è pari a 90,3 milioni. Il risultato netto finanziario dei primi nove mesi beneficia delle plusvalenze generate dal riacquisto (buy back) dei propri strumenti di capitale e dalla chiusura anticipata dei derivati collegati per un ammontare complessivo di 109,9 milioni oltre che della parziale ripresa rispetto ad inizio anno delle quotazioni di mercato dei titoli governativi per circa 46,2 milioni (erano 30,2 milioni alla fine del primo semestre 2012). Gli altri proventi operativi (proventi operativi diversi dal margine finanziario) sono quindi risultati pari a 1.151,5 milioni rispetto ai 1.563,8 milioni del corrispondente periodo dell’esercizio precedente ed agli 823,1 milioni del primo semestre 2012. Tale flessione trova la sua principale giustificazione nei diversi impatti derivanti dalla valutazione al fair value delle passività finanziarie di propria emissione precedentemente illustrata. I proventi operativi totali (margine finanziario + altri proventi operativi) ammontano quindi a 2.418,4 milioni rispetto ai 2.942,7 milioni dei primi nove mesi del 2011 ed ai 1.680,3 milioni del primo semestre 2012. Escludendo da entrambi i periodi posti a confronto gli impatti derivanti dalla “fair value option”, i proventi operativi (pari a 2.746,7 milioni) evidenziano una crescita dell’8,3% rispetto al corrispondente periodo dell’esercizio precedente (2.536,6 milioni).

Le spese per il personale sono pari a 1.087,7 milioni e, grazie alla riduzione degli organici conseguente alle azioni di recupero di efficienza realizzate, evidenziano una diminuzione del 3,7% rispetto al dato di 1.129,5 milioni del corrispondente periodo dell’esercizio precedente (-3,0% la riduzione della contribuzione del terzo trimestre rispetto alla media dei primi due trimestri del 2012).

Il numero totale dei dipendenti ammonta al 30 settembre 2012 a 18.784 risorse “full time equivalent” rispetto alle 18.911 risorse rappresentanti il dato reso omogeneo in forza ad inizio anno (19.209 e 18.970 gli organici rispettivamente al 30 settembre 2011 ed al 30 giugno 2012).

Le altre spese amministrative ammontano a 559,4 milioni in diminuzione del 3,2% rispetto ai 578,1 milioni dei primi nove mesi del 2011. Gli ammortamenti del periodo sono pari a 98,9 milioni rispetto ai 102,2 milioni dei primi nove mesi del 2011. Il totale degli oneri operativi risulta quindi pari a 1.746,0 milioni ed evidenzia una riduzione del 3,5% rispetto ai 1.809,8 milioni del corrispondente periodo dell’esercizio precedente.

Il risultato della gestione operativa ammonta quindi a 672,4 milioni rispetto ai 1.132,9 milioni dei primi nove mesi del 2011 ed ai 511,2 milioni del primo semestre 2012.

Escludendo da entrambi i periodi posti a confronto gli impatti derivanti dalla “fair value option”, il risultato della gestione operativa risulta pari a 1.000,7 milioni, superiore di 273,9 milioni (+37,7%) rispetto ai 726,8 milioni del corrispondente periodo dello scorso esercizio.

Le rettifiche di valore nette per deterioramento dei crediti verso la clientela sono pari a 602,0 milioni rispetto ai 591,4 milioni ed ai 398,0 milioni addebitati al conto economico rispettivamente nei primi nove mesi del 2011 e nel primo semestre 2012.

Il dato dei primi nove mesi del 2012 comprende le maggiori rettifiche di valore addebitate al conto economico in relazione all’incremento delle esposizioni scadute conseguente alla modifica normativa precedentemente citata. Il costo del credito, misurato dal rapporto tra le rettifiche nette di valore su crediti e gli impieghi lordi, è su base annua pari a 82 b.p. (rispetto agli 83 b.p. al 30 giugno 2012), sostanzialmente in linea agli 81 b.p. registrati nei primi nove mesi del 2011.

Escludendo l’impatto economico della modifica normativa riguardante le esposizioni scadute, il costo del credito risulta sostanzialmente in linea con quello registrato nell’esercizio 2011. Le rettifiche di valore nette per deterioramento di altre attività ammontano a 21,3 milioni, importo inferiore rispetto a quello registrato nel corrispondente periodo del 2011 (38,4 milioni), che includeva la rilevazione integrale delle perdite derivanti dall’allineamento alle quotazioni di mercato della totalità dei titoli governativi greci presenti nel portafoglio delle attività finanziarie disponibili per la vendita, per un importo pari a 20,1 milioni.

Nel corso dei primi nove mesi del 2012 l’allineamento al fair value dei titoli greci rivenienti dall’offerta di scambio proposta dal Governo Ellenico ed iscritti nel portafoglio delle “attività disponibili per la vendita” ha comportato la rilevazione di minusvalenze per 0,9 milioni. Gli accantonamenti ai fondi rischi ed oneri sono pari a 21,4 milioni rispetto ai 9,3 milioni registrati nel corrispondente periodo dell’esercizio 2011 ed agli 11,8 milioni del primo semestre 2012 e derivano integralmente da accantonamenti integrativi ai fondi posti a presidio dei rischi che interessano l’ex Gruppo Italease.

Le rettifiche di valore su avviamenti e partecipazioni addebitate al conto economico dei primi nove mesi dell’esercizio sono pari a 10 milioni e si riferiscono alla partecipazione detenuta dal gruppo in Finoa Srl. La cessione di partecipazioni ed investimenti ha comportato la rilevazione di un utile netto complessivo per 4,5 milioni, quasi interamente imputabile alla plusvalenza generata dalla cessione di quota parte della partecipazione detenuta in Arca Sgr. Nel corrispondente periodo dell’esercizio 2011, invece, erano state rilevate plusvalenze nette per 64,9 milioni, imputabili agli effetti conseguenti alla cessione di quota parte della partecipazione detenuta nell’Istituto Centrale delle Banche Popolari per 47,2 milioni ed alla rilevazione di plusvalenze per 17,7 milioni principalmente derivanti dalla cessione di immobili oggetto di contratti di leasing di cui Banca Italease ha riacquistato il possesso. Il risultato dell’operatività corrente al lordo delle imposte risulta pari a 22,3 milioni e si confronta con un utile registrato nel corrispondente periodo dell’esercizio 2011 di 558,3 milioni. La flessione è interamente giustificata dal diverso impatto della variazione del merito creditizio delle proprie passività valutate al fair value. Al netto di tale componente, il risultato dell’operatività corrente dei primi nove mesi del 2012 è pari a 350,7 milioni, più che raddoppiato (+130,4%) rispetto al corrispondente dato dell’esercizio precedente (152,2 milioni).

Nel corso dei primi nove mesi del 2012 i gruppi di attività in via di dismissione hanno contribuito positivamente alla formazione del risultato del periodo per 0,4 milioni, contro i 19,1 milioni positivi del corrispondente periodo dell’esercizio 2011, che derivavano prevalentemente dalle plusvalenze generate dalle definitive cessioni delle partecipazioni detenute nel Gruppo Bormioli (13,3 milioni) e nella BP Ceska Republika (10,1 milioni). Le imposte sul reddito del periodo ammontano a 65,3 milioni rispetto ai 243,3 milioni del corrispondente periodo del 2011.

Il carico fiscale dei primi nove mesi risente positivamente dei benefici fiscali conseguenti alle novità normative introdotte dal D.L. 2 marzo 2012 n. 16 che ha modificato l’art.2 del D.L. 6 dicembre 2011 n. 201 consentendo di presentare istanza di rimborso all’Agenzia delle Entrate a fronte della deducibilità dall’imponibile IRES dell’IRAP relativa alle spese per il personale dipendente ed assimilato per le annualità dal 2007 al 2011. Il contributo positivo al conto economico rilevato nei primi nove mesi dell’esercizio in corso a fronte dell’iscrizione di un credito di pari importo nei confronti dell’Erario ammonta a 64,7 milioni.

Al netto delle imposte e della quota dell’utile di pertinenza di terzi pari a -11,3 milioni (-12,3 milioni nel corrispondente periodo del 2011), i primi nove mesi dell’esercizio in corso si chiudono con una perdita netta di 53,8 milioni, contro l’utile di 321,8 milioni del corrispondente periodo dello scorso esercizio. Al netto dell’impatto della variazione del proprio merito creditizio sulle passività finanziarie valutate al fair value pari a -219,8 milioni (+268,6 nel 2011), l’utile netto dei primi nove mesi del 2012 è pari a 165,9 milioni rispetto ai 53,1 milioni del corrispondente periodo del 2011 (+212,3%).

I ratio patrimoniali del gruppo

L’impatto positivo conseguente all’adozione dei modelli interni applicati per la prima volta a partire dal 30 giugno 2012, unitamente alle altre azioni gestionali finalizzate al perseguimento del rafforzamento patrimoniale del Gruppo, tra le quali va ricordato il perfezionamento nel primo trimestre dell’operazione di buy back di propri strumenti di capitale destinati a non essere più computabili in prospettiva dell’applicazione delle nuove regole introdotte con Basilea 3, hanno consentito al Banco Popolare di portare il proprio core tier 1 ratio dal 7,1% di inizio anno al 10,4%. L’indice di patrimonializzazione risulta superiore anche al livello obiettivo suggerito dall’EBA. Considerando anche il buffer straordinario di capitale richiesto dall’autorità europea al fine di fronteggiare il rischio sovrano, il core Tier 1 capital ratio raggiunge infatti il 9,8%.

In crescita anche gli altri indicatori: il Tier 1 capital ratio sale dall’8,3% all’ 11,5%, mentre il Total capital ratio passa dall’11,7% al 14,2%. Il profilo di liquidità Il Gruppo conferma un eccellente profilo di liquidità caratterizzato da una raccolta da clientela retail stabile, da scadenze istituzionali coperte ben oltre il 2012 e dalla disponibilità di attivi stanziabili presso la BCE e ad oggi non utilizzati valutati pari, al netto degli haircut, a circa 13,8 miliardi di euro includendo anche la posizione netta in pronti contro termine. Gli attivi stanziabili sono quasi integralmente composti da titoli governativi italiani.

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Banco Popolare: approvato il resoconto di gestione al 30 settembre 2012. Perdita da 53,8 milioni per la capogruppo ultima modifica: 2012-11-14T08:50:22+00:00 da Flavio Meloni

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