Banco Popolare, deliberato aumento di capitale da 1,5 miliardi di euro

Banco Popolare LogoIl consiglio di amministrazione del Banco Popolare ha deliberato di procedere all’integrale rimborso del prestito obbligazionario convertibile denominato “Banco Popolare 2010/2014 4,75% convertibile con facoltà di rimborso in azioni” mediante pagamento in denaro. Alla data di scadenza naturale del prestito (24 marzo 2014) ogni obbligazione convertibile in circolazione, spiega una nota, verrà pertanto rimborsata versando un importo pari al valore nominale (euro 6,15 ciascuna), per un ammontare complessivo massimo pari a euro 996 milioni oltre interessi al tasso previsto dal regolamento.

Nella medesima seduta, prosegue la nota, il consiglio ha approvato un’operazione di aumento di capitale a pagamento fino ad un massimo di 1,5 miliardi di euro. L’operazione consiste nell’attribuzione al Consiglio di Amministrazione, ai sensi dell’art. 2443 cod. civ., della facoltà di aumentare il capitale sociale a pagamento entro il periodo di 24 mesi dalla data della deliberazione assembleare fino all’ammontare massimo precedentemente indicato. E’ quindi prevista l’emissione di azioni ordinarie da offrire in opzione agli azionisti con facoltà di stabilire, nell’imminenza dell’offerta, il prezzo di emissione delle azioni ordinarie di nuova emissione, il rapporto di opzione ed il godimento.

Con le decisioni assunte il cda:

· mantiene l’impegno assunto nei confronti dei propri soci e clienti che a suo tempo hanno sottoscritto il prestito obbligazionario convertibile evitando di ottenere forzosamente risorse patrimoniali;

· garantisce a tutti gli azionisti parità di trattamento, senza distorsioni derivanti dal possesso o meno del prestito obbligazionario convertibile;

· nonostante i ratios patrimoniali del Banco previsti con riferimento alla data dell’1 gennaio 2014 siano superiori ai livelli minimi richiesti dalla nuova normativa prudenziale entrata in vigore a partire da tale data (c.d. regole di Basilea 3 introdotte con l’approvazione della CRD IV e del CRR), rafforza la dotazione patrimoniale del Gruppo promuovendo il reperimento delle risorse ritenute necessarie per il suo sviluppo.

L’operazione di aumento di capitale mira a consentire al Gruppo di raggiungere da subito un Common Equity Tier 1 ratio (CET1 ratio) superiore ai livelli obiettivo anche qualora il calcolo venisse effettuato secondo le regole che saranno in vigore al termine del periodo transitorio (c.d. CET1 ratio fully phased). A tale proposito è opportuno anche evidenziare che rispetto al livello minimo a regime del 7% (4,5%+ un capital conservation buffer pari al 2,5% in base a quanto stabilito dalla Circolare Banca d’Italia n. 285 del 17 dicembre 2013), va tenuta prudenzialmente in considerazione in ottica prospettica la possibilità che il Banco Popolare sia classificato come una Other Systemically Important Institution (O.- S.I.I.) e come tale possa essere allo stesso richiesto di disporre di un ulteriore specifico buffer patrimoniale a partire dal 1° gennaio 2016. La necessità di rispettare un livello minimo patrimoniale maggiore del 7% trova conferma anche nella soglia definita dalla Banca Centrale Europea ai fini dell’esercizio di Comprehensive Assessment comunicato nel mese di ottobre 2013 (CET1 ratio soglia pari all’8% ai fini dell’Asset Quality Review che verrà condotta).

Sulla base della stima dei ratio patrimoniali riferiti alla data dell’1 gennaio 2014, e quindi inclusivi del risultato atteso del quarto trimestre dell’esercizio (oggetto di specifiche precisazioni nel prosieguo del presente comunicato) l’aumento di capitale proposto dovrebbe consentire al Gruppo di raggiungere un livello di CET1 ratio “fully phased” pari a circa il 10%. Tale dato comprende i benefici attesi dalla incorporazione del Credito Bergamasco e di Banca Italease, mentre non comprende i benefici attesi dalla prevista validazione dei nuovi modelli interni di misurazione dei rischi ed i benefici che potranno derivare dall’applicazione del cosiddetto “SME Supporting Factor”. L’ampio margine rispetto al livello minimo dell’8% rappresenta un buffer di capitale che consentirà al Gruppo di affrontare con maggiore serenità anche l’esercizio di Comprehensive Assessment ovvero l’Asset Quality Review ed il successivo stress test al quale tutte le banche destinate ad essere vigilate direttamente dalla BCE saranno sottoposte nel corso del corrente anno.

Ai fini di una corretta interpretazione della decisione assunta dal Consiglio va sottolineato che l’aumento di capitale consentirà al Banco Popolare di migliorare il proprio posizionamento competitivo all’interno del mercato finanziario domestico, di ridurre il proprio costo del funding grazie all’auspicato miglioramento del proprio rating e di acquisire i margini di libertà necessari per poter programmare un significativo sviluppo delle proprie attività, preservando la forte vocazione e tradizione di banca popolare, vicina alle famiglie ed alle imprese dei propri territori, con l’erogazione del credito, ma anche con investimenti orientati a dotarsi delle migliori tecnologie a supporto dei servizi offerti e lo sviluppo dei servizi di gestione del risparmio ed investimento.

Proprio in tale prospettiva è stato previsto che nella seduta del Consiglio di Amministrazione fissata per il 27 febbraio p.v. venga approvato, oltre al progetto della Relazione Finanziaria Annuale 2013, anche il nuovo piano industriale 2014 – 2016/2018. Il nuovo piano comporterà la ridefinizione degli obiettivi economici e di ritorno sul capitale del Gruppo nel quadro di un nuovo contesto operativo che si gioverà anche dei mezzi patrimoniali e del correlato miglioramento del profilo di rischio garantiti dall’operazione di aumento di capitale.

Infine, il rafforzamento patrimoniale consentirà al Gruppo di posizionarsi in modo favorevole sul mercato al fine di cogliere le opportunità derivanti dalla futura crescita economica.

La decisione assunta dal Consiglio di Amministrazione tiene conto altresì di una serie di eventi che nel complesso comporteranno la rilevazione di un risultato economico negativo nel quarto trimestre superiore rispetto alle aspettative del mercato. Con il presente comunicato, ai sensi di quanto previsto dall’art. 68, secondo comma, del Regolamento Emittenti, il Banco Popolare intende rendere note le informazioni resesi disponibili nell’ambito del processo di redazione del bilancio attualmente in corso dalle quali trae origine lo scostamento rilevato tra il risultato economico relativo all’esercizio 2013 atteso dal mercato (“consensus estimate”) e le proprie previsioni.

Lo scostamento riguarda principalmente l’ammontare del costo del credito del quarto trimestre. Sulla base dei dati provvisori emergenti dal processo di redazione del bilancio attualmente in corso le rettifiche nette di valore sui crediti relative all’intero esercizio dovrebbero assestarsi a circa 1.700 milioni di euro evidenziando un costo del credito in sensibile crescita rispetto a quello registrato nei precedenti trimestri. Tale dinamica trova giustificazione in un ulteriore deterioramento delle condizioni finanziarie della clientela debitrice che ha trovato manifestazione anche nell’incremento del fenomeno dei cosiddetti “concordati in bianco” e nell’adozione di parametri valutativi nuovi e più conservativi rispetto a quelli ritenuti espressione delle migliori prassi valutative utilizzate in passato sulla base dei medesimi principi contabili di riferimento. Le maggiori rettifiche addebitate al conto economico del quarto trimestre tengono infatti conto di nuove indicazioni desumibili dalla lettura della bozza finale dell’International Technical Standards pubblicata dall’EBA nel mese di ottobre 2013 e riguardante le modalità di rilevazione in bilancio delle esposizioni creditizie “non performing” e “forborne”. Tali indicazioni sono state prese in considerazione ai fini della classificazione delle esposizioni creditizie, anche alla luce delle indicazioni trasmesse dall’Organo di Vigilanza nell’ambito della visita ispettiva che si sta per concludere. Le conseguenti riclassificazioni di crediti in bonis verso la classe dei crediti deteriorati, nelle more dell’eventuale definizione di una nuova e diversa sottocategoria  riservata alle “esposizioni forborne non-performing”, hanno comportato la rilevazione di rettifiche di valore aggiuntive per importi di rilievo.

Ulteriori e più limitati impatti sul conto economico del quarto trimestre conseguono ad alcune decisioni, assunte poco prima della fine dell’esercizio 2013, che hanno dato l’avvio a processi attualmente ancora in corso di realizzazione. Si intende fare riferimento in primo luogo all’accordo siglato con le Organizzazioni Sindacali che prevede, tra l’altro l’impegno condiviso a perseguire un contenimento dei costi del personale attraverso riduzioni dell’organico per 470 unità da realizzarsi nel 2014, primariamente attraverso il ricorso alle prestazioni straordinarie del Fondo di Solidarietà di settore. L’onere relativo a tale programma, che in conformità a quanto previsto dai principi contabili di riferimento verrà addebitato al conto economico dell’esercizio 2013, è stato stimato in 79 milioni di euro al lordo dell’effetto fiscale.

Un secondo impatto negativo sul risultato del quarto trimestre consegue alla decisione, assunta nell’ambito di una logica di mera riduzione dei rischi connessi ai contenziosi fiscali, di definire in via extragiudiziale la vertenza riguardante le contestazioni mosse nei confronti di operatività svolte dalla controllata Banca Aletti fino all’esercizio 2010. La stima dell’onere in termini di maggiori imposte, sanzioni ed interessi che verrà addebitato al conto economico del quarto trimestre ammonta a 77 milioni di euro. Un terzo impatto negativo deriva dalla decisione di rilevare rettifiche di valore (impairment) a fronte di attività finanziarie disponibili per la vendita per circa 80 milioni di euro. Infine, un quarto impatto negativo è emerso dagli sviluppi del percorso finalizzato alla vendita dell’intera partecipazione nella controllata BP Croatia. L’allineamento del valore di carico all’ipotizzato prezzo di cessione al netto dei costi di vendita comporterà la rilevazione di un impairment pari a circa 19 milioni di euro che si andrà ad aggiungere al previsto risultato negativo di competenza dell’esercizio stimato in circa 9 milioni di euro. Un impatto positivo dovrà essere invece prevedibilmente registrato in relazione a quanto attualmente disposto dall’art. 6, comma 6 del D.L. 30 novembre 2013 n. 133 in tema di modalità di rilevazione delle quote partecipative al capitale di Banca d’Italia detenute dal Gruppo. L’allineamento del valore contabile delle quote possedute dal Gruppo, pari all’1,2% del capitale dell’Organo di Vigilanza Nazionale al valore recentemente attribuito al medesimo (euro 7,5 miliardi) comporterà la rilevazione di una plusvalenza stimata in euro 55 milioni lordi con un impatto sul risultato dell’esercizio al netto delle imposte di 48 milioni di euro.

Alla luce di quanto sopra esposto, e quindi considerati gli impatti conseguenti ai nuovi eventi illustrati, le più recenti previsioni elaborate evidenziano un risultato d’esercizio 2013 negativo stimabile in circa 600 milioni di euro. Tale stima comprende anche gli effetti di natura meramente contabile conseguenti alla valutazione al fair value delle passività di propria emissione che come conseguenza del miglioramento del proprio merito creditizio, penalizzano il risultato atteso precedentemente indicato per circa 95 milioni di euro.

Nonostante l’importanza degli impatti negativi illustrati, va peraltro sottolineato che il risultato della gestione operativa, al netto delle partite straordinarie (incluse quelle oggetto del presente comunicato), evidenzia, sulla base dei dati provvisori disponibili un andamento positivo ed in linea con le aspettative del mercato.

Si ritiene opportuno precisare che, anche dopo aver considerato il risultato negativo stimato per l’intero esercizio 2013, i ratios patrimoniali del Gruppo alla data dell’1 gennaio 2014 risultano ampiamente superiori ai limiti minimi previsti dalla normativa prudenziale attualmente in vigore.

Alla luce delle informazioni attualmente disponibili e delle sopra menzionate stime di chiusura dell’esercizio 2013, tenuto conto del contributo atteso dall’ aumento di capitale illustrato, le migliori stime formulate esprimono i seguenti i ratios patrimoniali pro-forma alla data dell’1 gennaio 2014 calcolati in applicazione della normativa attualmente vigente comprensiva delle disposizioni transitorie (phase in):

CET1 ratio superiore al 12%
· Tier 1 capital superiore al 12%
· Total capital ratio pari a circa il 15%.
In una prospettiva di immediato superamento della disciplina transitoria il CET 1 ratio “fully phased” pro-forma è stimato pari a circa il 10,0%.

Tramite l’operazione di aumento di capitale proposta il Banco Popolare recepisce quindi le indicazioni formulate dall’Organo di Vigilanza, da ultimo anche in adempimento di quanto previsto dalla Raccomandazione EBA del 22 luglio 2013, con le quali veniva suggerito al Banco Popolare di elevare la propria dotazione patrimoniale in modo da allinearla ai più elevati livelli espressi dalle altre principali banche nazionali.Come già detto, una volta approvata l’operazione dall’Assemblea Straordinaria che si terrà in prima convocazione il 28 febbraio ed in seconda convocazione il 1° marzo p.v., il Consiglio di Amministrazione avrà facoltà di determinare, in prossimità dell’avvio dell’offerta, le modalità e l’importo dell’aumento di capitale: il prezzo di emissione delle azioni, incluso l’eventuale sovrapprezzo, sulla base delle condizioni di mercato; l’esatto numero delle azioni ordinarie oggetto dell’emissione ed il rapporto di opzione; la misura dell’aumento di capitale e la sua attuazione in una o più tranche.

  • Ove le condizioni di mercato lo consentano e compatibilmente con i tempi tecnici necessari e subordinatamente all’ottenimento delle prescritte autorizzazioni, è ipotizzabile che l’aumento di capitale di massimi 1,5 miliardi di euro si completi già entro la fine del primo semestre.Mediobanca – Banca di Credito Finanziario S.p.A. Ed UBS Investment Bank che agiranno in qualità di Joint Global Coordinators e Joint Bookrunners, hanno sottoscritto un pre-underwriting agreement ai sensi del quale si sono impegnate a garantire – a condizioni e termini usuali per tale tipologia di operazioni – la sottoscrizione dell’aumento di capitale per la parte eventualmente rimasta inoptata al termine dell’offerta, fino all’ammontare massimo di 1,5 miliardi di euro.

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    Il Consiglio di Amministrazione è profondamente convinto che l’operazione di ricapitalizzazione consentirà al Gruppo Banco Popolare, in un arco temporale di medio periodo, di migliorare le condizioni di accesso ai mercati finanziari, gli indici di capitalizzazione di borsa rispetto al patrimonio, ed allinearsi ai migliori competitors.

    __________

    Gli effetti dell’Aumento di Capitale e la sua esecuzione, mediante avvio dell’offerta in opzione agli azionisti prima che divenga efficace la fusione per incorporazione del Credito Bergamasco nella Capogruppo, dovranno essere oggetto di analisi e approfondimento, con particolare riferimento agli effetti sul rapporto di cambio fissato dai Consigli di Amministrazione del Banco Popolare e del Credito Bergamasco nelle riunioni del 26 novembre 2013.


    Al fine di semplificare i processi amministrativi di gestione dell’elevato numero di azioni in circolazione, destinato ad aumentare a seguito dell’aumento di capitale, il Consiglio di Amministrazione intende infine sottoporre all’Assemblea Straordinaria dei Soci anche il raggruppamento delle azioni nel rapporto di n. 1 nuova azione ordinaria con godimento regolare ogni n. 10 azioni ordinarie esistenti da eseguirsi prima dell’avvio dell’offerta in opzione. L’operazione è di per sé neutra per gli azionisti e non incide sul corso dei titoli.


    Il Banco Popolare è assistito nell’operazione di aumento di capitale da Mediobanca – Banca di Credito Finanziario S.p.A. anche in qualità di advisor finanziario e dallo studio legale Pavesi Gitti Verzoni in qualità di advisor legale. Per la predisposizione del piano industriale Banco Popolare si avvale della collaborazione di Value Partners Management Consulting S.p.A.

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Banco Popolare, deliberato aumento di capitale da 1,5 miliardi di euro ultima modifica: 2014-01-28T12:26:01+00:00 da Redazione

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