Banco Popolare, proventi in crescita del 6,9% nel primo trimestre

Banco Popolare LogoIl consiglio di amministrazione del Banco Popolare ha approvato il resoconto intermedio di gestione al 31 marzo 2015. Nel corso del primo trimestre 2015, si legge in una nota, il Gruppo ha completato la riorganizzazione societaria in atto portando a termine la fusione per incorporazione della controllata Banca Italease nel Banco Popolare S.C. ed ha rafforzato ulteriormente la propria posizione patrimoniale.

Concentrandosi sul core business, il Gruppo ha realizzato nel primo trimestre proventi operativi pari a 954 milioni in crescita del 6,9% rispetto agli 893 milioni realizzati nel corrispondente periodo dello scorso esercizio. L’incremento è confermato anche  con riferimento all’aggregato rappresentato dai proventi “core”, rappresentati dalla somma del margine di interesse, delle commissioni nette e degli altri proventi netti di gestione, che ammontano complessivamente a 838 milioni ed evidenziano un incremento del 6,8% rispetto ai 785 milioni del primo trimestre 2014. Alla favorevole dinamica dei ricavi, si è contrapposta un’ulteriore contrazione degli oneri operativi, pari a 539 milioni, del 2,7% rispetto ai 555 milioni del corrispondente periodo del 2014.

Il risultato della gestione operativa, pari a 415  milioni, segna conseguentemente una crescita del 22,7% rispetto ai 338 milioni del primo trimestre 2014.

Il risultato economico del periodo beneficia del rallentamento della crescita dei crediti deteriorati che ha  comportato un sostanziale dimezzamento del costo del credito (181 milioni rispetto ai 328 del primo trimestre 2014) e dell’impatto positivo sulle imposte sul reddito conseguente alla rilevazione delle attività per imposte anticipate collegate alle perdite fiscali pregresse dell‘incorporata Banca Italease (+85 milioni). La performance economica risulta per contro penalizzata dalla rilevazione negli accantonamenti per rischi ed oneri della miglior stima del contributo che il Banco sarà chiamato a versare al Fondo di Risoluzione Nazionale in conformità a quanto previsto dalla Bank Resolution and Recovery Directive (-23 milioni al lordo dei prevedibili effetti fiscali) e della passività emersa dall’inattesa sfavorevole decisione della Corte di Cassazione riguardante la vertenza fiscale di una società controllata (-18 milioni).

Escludendo l’impatto negativo della “fair value option” (FVO), pari a -8 milioni, il risultato economico del periodo ammonta a 217 milioni (+1  milione al 31 marzo 2014). Considerando anche l’impatto della FVO il trimestre si chiude con un utile netto di 209 milioni.

L’andamento economico della gestione

Il margine di interesse si attesta a 387,6 milioni ed evidenzia un incremento del 4,0% rispetto al dato del corrispondente periodo dello scorso esercizio (372,5 milioni), e risulta sostanzialmente allineato alla contribuzione del quarto trimestre 2014 (388,3 milioni) nonostante la diversa estensione temporale dei due trimestri (-2 giorni). Rispetto all’ultimo trimestre 2014, l’andamento della voce è stato caratterizzato da volumi medi di impieghi e raccolta in flessione, più che compensati però dal recupero dello spread medio totale sulla clientela (+5 b.p.). In maggior dettaglio lo spread medio ha beneficiato del continuo miglioramento del costo del funding  (mark down  in aumento di 7 b.p.) che ha compensato la diminuzione del  mark up (-2 b.p.).
Il risultato delle società partecipate, valutate con il metodo del patrimonio netto, risulta positivo per 24,6 milioni rispetto ai 19,4 milioni rilevati nel primo trimestre 2014 (+25,0 milioni nel quarto trimestre 2014). Il contributo positivo al risultato del primo trimestre 2015 deriva principalmente dalle quote partecipative detenute in Agos Ducato (+13,6 milioni rispetto ad un contributo di 2,9 milioni registrato nel primo trimestre 2014), in Popolare Vita (+6,3 milioni rispetto ai 13,4 milioni del 31 marzo 2014),  in Avipop Assicurazioni (+4,2 milioni rispetto ai 4,1 milioni  del primo trimestre 2014).
In virtù delle dinamiche descritte, il margine finanziario ammonta a 412,2 milioni, in crescita del 5,2% rispetto ai 391,9 milioni  del primo trimestre 2014.
Le commissioni nette ammontano a 422,3 milioni e risultano in crescita del 13,6% rispetto ai 371,7 milioni dello scorso primo trimestre 2014 (310,5 milioni nel quarto trimestre 2014). La contribuzione del trimestre in corso rappresenta la miglior performance trimestrale di sempre del Gruppo ed è stata    ottenuta grazie alla crescita delle commissioni dei servizi di gestione, intermediazione e consulenza che sono risultate pari a 246,4  milioni, in aumento del 25,0% rispetto ai 197,1  milioni del primo trimestre 2014. Il comparto è stato trainato dall’attività di distribuzione di prodotti di risparmio ed in particolare dal significativo collocamento  di  quote di fondi effettuato al fine di soddisfare la crescente domanda della clientela.
Gli altri proventi netti di gestione sono pari a 28,3 milioni ed evidenziano una riduzione significativa rispetto ai 40,6  milioni registrati nel primo trimestre dello scorso esercizio (26,3 milioni la contribuzione del quarto trimestre 2014).  Il calo è dovuto alla riduzione dell’ammontare delle “commissioni di istruttoria veloce” addebitate alla clientela.
Al fine di permettere una migliore e immediata comprensione del contributo del risultato finanziario, gli effetti della variazione del merito creditizio sulle passività finanziarie di propria emissione valutate al fair value (FVO) risultano esposti in una voce separata del conto economico riclassificato, successiva rispetto al risultato dell’operatività corrente. Per effetto del miglioramento del merito creditizio del Banco, l’impatto della FVO nel primo trimestre del 2015 è risultato negativo per 12,6 milioni (-8,4 milioni al netto delle imposte). Nel corrispondente periodo del 2014 il contributo, ugualmente negativo, era stato pari a 30,1 milioni (-20,1 milioni al netto delle imposte).
Il risultato netto finanziario senza FVO è positivo e pari a 91,2 milioni rispetto agli 88,4  milioni  del primo trimestre 2014 (-1,9 milioni nel quarto trimestre 2014). A tale risultato ha contribuito la controllata Banca Aletti per 46,9 milioni, un risultato in linea con quanto realizzato nel corrispondente periodo dello scorso esercizio (+47,1 milioni). Per quanto riguarda la gestione del portafoglio titoli e la tesoreria della Capogruppo, il contributo realizzato nel primo trimestre è pari a 44,1  milioni e dunque in  aumento  rispetto a  quanto realizzato nel primo trimestre 2014 e deriva  in gran parte dalla buona performance dell’attività di negoziazione e del portafoglio titoli in generale.
Gli altri proventi operativi (proventi operativi diversi dal margine finanziario) sono quindi pari a 541,8 milioni rispetto ai 500,7  milioni  del 31 marzo 2014, evidenziando una crescita dell’ 8,2%. Il totale dei proventi operativi (margine finanziario + altri proventi operativi) ammonta quindi a 954,0 milioni rispetto agli 892,6 milioni del 31 marzo 2014 (+6,9%). I proventi “core”, rappresentati dalla somma di margine di interesse, commissioni nette ed altri proventi netti, ammonta a 838,2 milioni in crescita del 6,8% rispetto ai 784,9 milioni del primo trimestre 2014.
Nonostante l’aumento retributivo contrattuale previsto dal precedente CCNL, le spese per il personale, pari a 341,4 milioni evidenziano un calo dello 0,8% rispetto ai 344,2 milioni  del  31 marzo 2014 (376,1 milioni la contribuzione del quarto trimestre 2014 che però includeva oneri straordinari connessi agli accordi per la riduzione del personale in esubero). La riduzione delle spese deriva quindi dalla riduzione dell’organico medio (-509 risorse FTE su base annua). Il numero totale dei dipendenti ammonta al 31 marzo 2015 a 17.166 risorse “full time equivalent” rispetto alle 17.179 risorse in organico alla data del 31 dicembre 2014 ed alle 17.685 del 31 marzo 2014.
L’attento controllo dei costi ha interessato anche le altre spese amministrative che al 31 marzo 2015 ammontano a 165,5 milioni in aumento  del 2,3% rispetto ai 161,7 milioni del primo trimestre 2014 che peraltro beneficiavano di una componente straordinaria di 7,0 milioni. Su basi omogenee anche tale componente di spesa registra una riduzione pari all’1,9%. Le rettifiche di valore su attività materiali ed immateriali del periodo ammontano a 32,5 milioni rispetto ai 48,8 milioni del 31 marzo 2014. La forte diminuzione è imputabile al fatto che il dato al 31 marzo 2014 includeva rettifiche di valore straordinarie  (-17,6 milioni) rilevate al fine di adeguare il valore contabile di alcuni immobili classificati come investimenti immobiliari al valore recuperabile stimato sulla base delle più recenti perizie acquisite. Le analoghe componenti straordinarie incluse nel dato al 31 marzo 2015 sono limitate a 3,8 milioni. Al netto delle componenti straordinarie le rettifiche di valore in esame evidenziano un calo del 7,7% rispetto al primo trimestre 2014.
Il totale degli oneri operativi è conseguentemente pari a 539,5  milioni in calo del 2,7% rispetto ai 554,7 milioni  del primo trimestre 2014. Escludendo da entrambi i trimestri posti a confronto le componenti di natura straordinaria precedentemente illustrate, l’aggregato pone in luce una riduzione dell’ 1,6%. Il cost/income di periodo, calcolato come rapporto tra il totale degli oneri operativi, al netto delle componenti straordinarie ed il totale dei proventi al netto dell’impatto della variazione del merito creditizio, risulta pari al 56,2 % (61% al 31 marzo 2014).
Il risultato della gestione operativa ammonta quindi a 414,5 milioni in aumento del 22,7% rispetto ai 337,9 milioni del primo trimestre 2014. Anche al netto delle componenti non ricorrenti incluse negli oneri operativi l’aggregato conferma l’andamento positivo (+19,0% rispetto al primo trimestre 2014).
Le rettifiche di valore nette per deterioramento dei crediti verso la clientela sono pari a 181,4 milioni rispetto ai 328,0 milioni  del primo trimestre 2014, grazie alla riduzione dei flussi netti di nuovi crediti deteriorati, scesi nel primo trimestre 2015 a 206 milioni dagli 869 milioni del primo trimestre 2014 . La componente riferita al solo settore “Leasing” (rappresentato dalla Divisione Leasing del Banco Popolare e dalla controllata Release Spa) ammonta a 24,7 milioni.  Il costo del credito, misurato dal rapporto tra le rettifiche nette di valore su crediti e gli impieghi lordi, è su base annua pari a 82  b.p., rispetto ai 144 b.p. registrati nel corrispondente periodo del precedente esercizio.
Al conto economico dell’esercizio sono state inoltre addebitate rettifiche di valore nette per deterioramento di altre attività per 3,6 milioni (3,5 milioni nel primo trimestre del 2014).
Gli accantonamenti netti ai fondi rischi ed oneri ammontano complessivamente a 43,2 milioni rispetto agli 1,5 milioni  del primo trimestre 2014  ed includono lo stanziamento della miglior stima dell’onere contributivo al Fondo di Risoluzione Nazionale (23,0 milioni) e l’accantonamento della passività emersa a seguito dell’inattesa sfavorevole decisione della Corte di Cassazione che ha ribaltato i favorevoli giudizi registrati nei precedenti gradi di giudizio con riferimento ad una vertenza fiscale di una società controllata risalente al 2006 (17,7 milioni).
Nel periodo sono state registrate perdite da cessione di partecipazioni e investimenti per 0,1 milioni derivanti dalla cessione di immobili di proprietà (rispetto ad un utile di 1,0 milioni registrato al 31 marzo 2014).
Il risultato lordo dell’operatività corrente è pari a 186,3 milioni rispetto ai 5,9 milioni del primo trimestre 2014.
Le imposte sul reddito dell’operatività corrente alla data del 31 marzo 2015 sono positive e pari a 27,0 milioni (-5,3 milioni al 31 marzo 2014), in quanto includono l’effetto positivo derivante dalla rilevazione delle attività per imposte anticipate riconducibili alle perdite fiscali pregresse riportabili a nuovo senza limiti temporali della incorporata Banca Italease (85,1 milioni). L’iscrizione è motivata dalla diversa capacità di generazione di reddito imponibile del Banco Popolare rispetto alla controllata.
Considerata la quota delle perdite attribuibili ai soci terzi pari a 3,9 milioni  e gli impatti della FVO già in precedenza illustrati (-8,4 milioni al netto delle imposte), il primo trimestre del 2015 si chiude con un utile di periodo pari a 208,8 milioni, rispetto alla perdita di 19,0  milioni realizzata nel primo trimestre 2014.

L’evoluzione dei principali aggregati patrimoniali

La raccolta diretta al 31 marzo 2015  ammonta a 85,7 miliardi ed evidenzia un decremento dello 0,9% rispetto agli  86,5 miliardi del 31 dicembre 2014 e del 3,7% rispetto agli 89,0 miliardi del 31 marzo 2014. Il calo registrato su base annua, correlato all’analoga diminuzione del volume degli attivi, è imputabile alla diminuzione della componente obbligazionaria (principalmente retail) nell’ambito della strategia di contenimento del costo complessivo della raccolta. La riduzione della componente illustrata ha trovato parziale compensazione nella crescita delle componenti meno onerose, rappresentate da conti correnti e depositi (+2,4%) e nell’incremento delle operazioni di pronti contro termine e prestito titoli. La riduzione della raccolta diretta è inoltre in larga misura compensata dalla stabile provvista garantita dallo stock di certificates emessi dal Gruppo, pari ad oltre 4 miliardi di valore nominale al 31 marzo 2015.
La diminuzione registrata nel primo trimestre 2015 è riconducibile al rimborsi di ulteriori prestiti obbligazionari giunti a scadenza non compensati da nuove emissioni e dall’orientamento manifestato dalla clientela verso la ricerca di rendimenti più favorevoli identificati nei prodotti di risparmio gestito.

Coerentemente con la politica commerciale perseguita nel primo trimestre 2015 la raccolta indiretta, pari a 73,4 miliardi, segna un incremento del 10,4% rispetto ai 66,5 miliardi di inizio anno e del 9,8% rispetto ai 66,8 miliardi del 31 marzo 2014.
L’aumento su base annua (calcolato su basi rese omogenee) è imputabile sia alla componente gestita, pari a 35,2 miliardi al 31 marzo 2015 (+9,5%), sia a quella  amministrata, pari a 38,2 miliardi (+10,1%). La crescita della componente gestita deriva principalmente dal sensibile sviluppo del comparto di Fondi e Sicav (+26,1%) e polizze assicurative (+9,6%).
La crescita registrata nel primo trimestre 2015 (+10,4%) è invece prevalentemente imputabile alla raccolta amministrata che, su basi omogenee, ha subito una forte espansione per effetto dell’incremento delle consistenze delle attività finanziarie detenute dalla clientela in seguito al positivo andamento dei mercati. Anche la raccolta gestita rileva comunque un aumento (+3,1%) in seguito ai volumi di fondi e Sicav collocati.

Gli impieghi lordi ammontano al 31 marzo 2015 a 88,6 miliardi, in calo del 2,6% rispetto ai 91,0 miliardi del 31 marzo  2014, ma in crescita dell’1,1% rispetto agli 87,7 miliardi del 31 dicembre 2014. L’aumento registrato nel trimestre è prevalentemente concentrato sulla forma tecnica dei mutui. La componente riferita agli impieghi del settore “Leasing” Da intendersi come somma delle esposizioni riferite al perimetro della ex Banca Italease, oggetto di fusione per incorporazione nel Banco Popolare, e delle controllate Release  e Italease Gestione Beni. ammonta al 31 marzo 2015 a 6,6 miliardi in calo rispetto ai 6,7 miliardi di fine esercizio 2014 ed ai 7,4 miliardi del 31 marzo 2014. La crescita degli impieghi al netto del leasing è da attribuirsi alla forte ripresa delle erogazioni di finanziamenti registrata nel corso del trimestre che ha interessato tutti i segmenti (in maggior dettaglio la crescita su base annuale è del 44% per i “privati”, dell’82% per lo “small business” e del 134% per il “mid corporate”).

Le esposizioni nette deteriorate (sofferenze, inadempienze probabili ed esposizioni scadute e/o sconfinate) ammontano al 31 marzo 2015 a 14,1 miliardi ed evidenziano una diminuzione del 2,2% e dello 0,9% nel confronto, rispettivamente, con i 14,4 miliardi del 31 marzo 2014 ed i 14,2 miliardi del 31 dicembre 2014. La contrazione dell’aggregato è stata resa possibile dal calo dei flussi netti di crediti deteriorati, che nel primo trimestre 2015 sono risultati pari a circa 206 milioni rispetto agli 869 milioni registrati nel primo trimestre 2014. Anche le esposizioni nette deteriorate rappresentate da crediti del settore “Leasing” risultano in calo rispetto al 31 dicembre 2014 ed ammontano a 2,6 miliardi, principalmente rappresentate da contratti di leasing immobiliare.
In maggior dettaglio, sempre al netto delle rettifiche di valore, le sofferenze del Gruppo ammontano a 6,2 miliardi, le inadempienze probabili  a 7,6 miliardi, le esposizioni scadute a 0,3 miliardi.
L’indice di copertura dell’intero aggregato dei crediti deteriorati includendo i crediti in sofferenza oggetto di stralcio si attesta al 45,1% (in crescita rispetto al 44,6% del 31 dicembre 2014 ed al 37,6% del 31 marzo 2014). In maggior dettaglio, al 31 marzo 2015 le sofferenze del Gruppo risultano nel complesso già passate a perdite o svalutate per il 58,7% del loro ammontare (58,8% e 54,4% rispettivamente al 31 dicembre 2014 ed al 31 marzo 2014), la copertura delle inadempienze probabili  si attesta al 26,5% (26,3% e 17,5% rispettivamente al 31 dicembre 2014 ed al 31 marzo 2014), e quella degli scaduti al 16,2% (17,0% e 6,9% rispettivamente al 31 dicembre 2014 ed al 31 marzo 2014).
Il coverage ratio delle esposizioni in bonis è pari allo 0,63% rispetto allo 0,64% del 31 dicembre 2014 ed allo 0,38% del 31 marzo 2014. Escludendo dal computo le esposizioni in pronti contro termine ed in prestito titoli e quelle con parti correlate, sostanzialmente prive di rischio, l’indice di copertura raggiunge lo 0,72% rispetto allo 0,73% del 31 dicembre 2014.

I ratio patrimoniali del gruppo

Applicando il regime transitorio in vigore al 31 marzo 2015 il Common Equity Tier 1 ratio (CET1 ratio), inclusivo dell’utile del primo trimestre in corso di formazione In base  a quanto previsto dall’art. 26 comma 2 del Regolamento UE n. 575/2013 del 26 giugno 2013 (CRR), l’inclusione degli utili intermedi o di fine esercizio nell’ambito del capitale primario di classe 1 (Common Equity Tier 1 Capital – CET1) è subordinata alla preventiva autorizzazione dell’autorità competente che la concede solo se gli utili sono stati verificati dalla società di revisione.
Il Resoconto Intermedio di Gestione al 31 marzo 2015 non è stato oggetto di attività di revisione e conseguentemente i fondi propri che saranno oggetto di segnalazione alla BCE non comprendono l’utile del periodo. Escludendo dal calcolo l’utile registrato nel primo trimestre, iI CET 1 ratio al 31 marzo 2015 risulta pari all’11,4%, il Tier 1 capital ratio si attesta all’11,8% ed il Total capital ratio al 13,9%., risulta pari all’11,9%, sostanzialmente allineato al dato del 31 dicembre 2014. Il Tier 1 ratio è pari al 12,3, anch’esso invariato rispetto al 31 dicembre 2014. Il Total capital ratio è invece pari al 14,4% (14,6% al 31 dicembre 2014).
L’11 aprile l’Assemblea dei Soci del Banco Popolare ha approvato il bilancio d’esercizio 2014 del Banco Popolare. A seguito dell’approvazione le attività per imposte anticipate (DTA) si sono ridotte di 689,8 milioni per effetto della loro trasformazione in crediti d’imposta e conseguentemente è stato registrato un pari decremento delle attività di rischio ponderate. Considerando tale riduzione il CET 1 ratio pro-forma al 31 marzo 2015 sale al 12,0%.

Il CET1 ratio calcolato sulla base delle regole che saranno in vigore al termine del periodo transitorio (c.d. CET1 ratio fully phased) è stimato pari all’11,6% (11,3% al 31 dicembre 2014). Il corrispondente dato pro-forma calcolato considerando la riduzione delle attività di rischio ponderate conseguente alla trasformazione delle DTA in crediti d’imposta raggiunge l’11,8%.

Il Leverage ratio calcolato includendo il risultato economico del trimestre secondo le regole del regime transitorio è pari al 5,0%. Lo stesso indicatore in prospettiva fully phased è stimato pari al 4,8%.

A seguito di delibera del Consiglio di Amministrazione e successiva notifica alla Banca d’Italia e alla Banca Centrale Europea, il Banco Popolare procederà, in data 30 giugno 2015, al rimborso anticipato degli Strumenti Aggiuntivi di Classe 1, a scadenza perpetua, denominati “500,000 Non-cumulative Guaranteed Fixed/Floating Rate Perpetual Trust Preferred Securities” della Banca Popolare di Lodi Investor Trust III (codice Isin XS0223454512), rappresentativi di un ugual numero di “Non-cumulative Guaranteed Fixed/Floating Rate Perpetual LLC Preferred Securities” emesse della Banca Popolare di Lodi Capital Company III LLC.
Si precisa che i titoli della specie in circolazione ammontavano a fine aprile a 248,2 milioni. L’operazione di rimborso non avrà impatti significativi sulla posizione di liquidità del Gruppo per la quale non è richiesta la preventiva autorizzazione delle Autorità competenti, in quanto, alla data di rimborso, le passività in oggetto non saranno più computabili nei Fondi Propri. L’impatto sul Tier 1 capital ratio pro-forma al 31 marzo 2015 è stimato pari a -23 bps (- 21 bps a livello di Total Capital ratio).

Il profilo di liquidità

Il Gruppo conferma al 31 marzo 2015 un eccellente profilo di liquidità. L’esposizione in BCE ammonta a 11,2 miliardi (11,9 miliardi a fine esercizio 2014). Alla stessa data il Gruppo dispone di  attivi stanziabili presso la BCE e ad oggi non utilizzati che, al netto degli haircut, ammontano a 14,7 miliardi (14,2 miliardi al 31 dicembre 2014) rappresentati quasi esclusivamente da un portafoglio libero di titoli governativi italiani.
L‘indice LCR (Liquidity Coverage Ratio) è in linea con i target di Basilea 3. L’indice NSFR (Net Stable Funding Ratio) calcolato secondo le più recenti regole fissate dal Quantitative Impact Study è pari a circa il 95%.

Evoluzione prevedibile della gestione

Sulla base dei risultati del primo trimestre e confidando nella possibilità che la tanto attesa ripresa economica possa effettivamente concretizzarsi, è ragionevole prevedere che la gestione possa continuare ad esprimere una redditività positiva.  

Leggi il comunicato

Banco Popolare, proventi in crescita del 6,9% nel primo trimestre ultima modifica: 2015-05-13T08:47:23+00:00 da Redazione

Print Friendly, PDF & Email
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Articoli che potrebbero interessarti: