Banco Popolare: utile netto consolidato a 165 milioni nei primi nove mesi dell’anno

Banco Popolare LogoIl consiglio di amministrazione del Banco Popolare ha approvato il resoconto intermedio di gestione del Gruppo al 30 settembre 2013. Il Gruppo, spiega una nota,  registra alla data un utile netto consolidato di 165 milioni che si confronta con il risultato negativo di 54 milioni registrato alla fine del corrispondente periodo dell’esercizio precedente.

In un contesto caratterizzato da tassi di interesse di mercato che rimangono ancorati ai livelli minimi e da un incremento del costo del “funding” istituzionale, il Gruppo conferma nei primi nove mesi del corrente esercizio la capacità di generare ricavi. Escludendo i ricavi di natura finanziaria che sono stati influenzati da utili da riacquisti di passività finanziarie di propria emissione, da profitti da cessione di attività finanziarie disponibili per la vendita  e dalle fluttuazioni del fair value dei titoli governativi classificati nel portafoglio delle attività finanziarie di negoziazione per importi significativamente diversi nei periodi posti a confronto, i ricavi generati dal “core business” evidenziano una crescita del 2,6% rispetto ai primi nove mesi del 2012. L’attento monitoraggio dei costi e le nuove iniziative volte al loro contenimento hanno consentito al Gruppo di ridurre gli oneri operativi del 4,2% rispetto ai primi nove mesi del 2012, mantenendoli in linea con quelli del secondo trimestre 2013.

La buona redditività operativa ha quindi permesso di sostenere anche nel corso del primi nove mesi un livello del costo del credito che continua a mantenersi elevato. I primi nove mesi dell’esercizio hanno beneficiato della rilevazione di una ripresa di valore parziale a fronte dell’impairment del valore della partecipazione detenuta in Agos-Ducato registrato nel bilancio dell’esercizio precedente. Considerando anche il contributo negativo rappresentato dalla quota delle perdite generate dalla collegata di competenza del Gruppo, i primi nove mesi del 2013 beneficiano di un apporto netto positivo di 51,5 milioni, mentre il risultato del corrispondente periodo del 2012 era stato penalizzato da un contributo negativo pari a 116,3 milioni. L’impatto della variazione del proprio merito creditizio sulla valutazione delle passività finanziarie di propria emissione (FVO) ha avuto effetti negativi più contenuti sul conto economico dei primi nove mesi (-21,7 milioni al netto degli effetti fiscali) rispetto a quelli del corrispondente periodo dell’esercizio precedente (-219,8 milioni di euro al netto degli effetti fiscali). I primi nove mesi del 2013 risultano gravati dalla rilevazione di impairment su attività finanziarie diverse dai crediti alla clientela e relative a residue posizioni di private equity che hanno comportato un impatto negativo sul risultato netto del periodo pari a 35,1 milioni. Il risultato “normalizzato” del periodo risulta pari a 154,0 milioni

L’andamento economico della gestione

Il margine di interesse si attesta a 1.267,3 milioni ed evidenzia un decremento del 6,6% rispetto al dato del corrispondente periodo dell’esercizio precedente (1.356,7 milioni), con una contribuzione del terzo trimestre 2013 pari a 426,5 milioni in calo dell’ 1,3% rispetto ai 432,3 milioni del secondo trimestre. Nel valutare questo andamento occorre tener presente che, a partire dal terzo trimestre 2012, in conformità a quanto prescritto dall’Organo di Vigilanza, sono stati imputati alla voce “altri proventi di gestione” i ricavi rappresentanti la nuova “commissione di istruttoria veloce” introdotta dal D.L. 6 dicembre 2011, n. 201, convertito dalla L. n. 214/2011, commissione che ha sostituito l’indennità di sconfinamento in precedenza classificata nell’ambito del margine di interesse. Pertanto, i dati relativi ai primi tre trimestri dell’esercizio 2013 non includono il contributo relativo all’indennità di sconfinamento che invece è ricompresa nel dato relativo dei primi nove mesi dello scorso esercizio. Escludendo da quest’ultimo l’impatto dell’indennità di sconfinamento, il margine di interesse dei primi nove mesi del 2013 risulta in crescita dell’11,2% (8,4% escludendo l’impatto della PPA) rispetto al corrispondente dato dello scorso esercizio. Tale crescita è stata realizzata principalmente attraverso una forte azione di repricing ed una progressiva stabilizzazione del costo della raccolta. Il mark up degli impieghi è cresciuto di 26 pb rispetto al 30 settembre 2012 consentendo di compensare la debolezza del mark down (-9 pb rispetto al 30 settembre 2012). Il calo del margine di interesse nel corso del terzo trimestre è principalmente dovuto ad una riduzione degli impieghi, concentrata nei segmenti Mid e Large Corporate.

Il risultato delle società partecipate, valutate con il metodo del patrimonio netto, è negativo ed ammonta a -34,3 milioni rispetto ai -92,1 milioni rilevati nel corrispondente periodo dell’esercizio precedente. Il contributo negativo al risultato dei primi nove mesi del 2013 trova la sua principale giustificazione nella rilevazione alla fine del terzo trimestre dell’intera quota di pertinenza della perdita dei primi nove mesi registrata da Agos-Ducato (-54,3 milioni rispetto ai -116,3 milioni dei primi nove mesi del 2012). Tale contributo negativo ha trovato parziale compensazione nella registrazione delle quote di pertinenza degli utili di periodo registrati da Popolare Vita (+22,1 milioni rispetto ai +20,3 milioni del 30 settembre 2012), Avipop Assicurazioni (+4,0 milioni rispetto ai +7,9 milioni del 30 settembre 2012). Negativo il contributo di Alba Leasing e pari a -4,7 milioni al 30 settembre 2013 rispetto ai -4,0 milioni del corrispondente periodo dello scorso esercizio.

Per effetto dell’andamento negativo del risultato delle partecipate valutate a patrimonio netto, il margine finanziario risulta conseguentemente pari a 1.233 milioni in calo del 2,5% rispetto ai primi nove mesi del 2012.

Le commissioni nette ammontano a 1.068,5 milioni ed evidenziano un incremento del 5,6% rispetto ai 1.012,2 milioni rilevati al 30 settembre 2012, con una contribuzione del terzo trimestre pari a 324,7 milioni in calo rispetto alla contribuzione del secondo trimestre 2013 (pari a 378,3 milioni), ma sostanzialmente in linea con quella del terzo trimestre 2012 (334,6 milioni). La crescita è stata sostenuta principalmente dall’attività di intermediazione creditizia grazie alle commissioni legate alla tenuta e gestione dei conti correnti e finanziamenti alla clientela (+19,2%), nonché alle garanzie rilasciate (+6,6%) mentre i servizi di gestione, intermediazione e consulenza registrano commissioni nette in linea con lo scorso esercizio (-0,6% la variazione rispetto al 30 settembre 2012). In tale ambito l’attività di distribuzione di prodotti di risparmio evidenzia un incremento del 3,8% trainata dalla distribuzione dei prodotti di risparmio gestito del Gruppo (+23,3%).

Gli altri proventi netti di gestione presentano un saldo positivo pari a 136,0 milioni rispetto al contributo positivo di 41,2 milioni rilevato nel corrispondente periodo dell’esercizio precedente. La maggior contribuzione registrata nei primi nove mesi del 2013 è dovuta alla rilevazione in tale voce di conto economico della già citata “commissione di istruttoria veloce” (115,5 milioni dei quali 33,1 milioni nel terzo trimestre) che era presente nel corrispondente periodo dell’esercizio precedente limitatamente all’importo di 3,5 milioni. L’aggregato include inoltre affitti attivi per 42,5 milioni (41,3 milioni al 30 settembre 2012) originati prevalentemente dagli immobili riacquisiti con l’attività di derisking di Italease e le rettifiche dovute all’ammortamento del valore attribuito alle relazioni con la clientela iscritto in occasione delle operazioni di aggregazione aziendale perfezionate nei precedenti esercizi, pari a -24,2 milioni (-26,2 milioni al 30 settembre 2012). Sono ancora compresi nella voce i proventi generati dai servizi distribuiti dalla controllata Tecmarket per 19,2 milioni (11,7 milioni nei primi nove mesi del 2012).

Al fine di permettere una migliore ed immediata comprensione del contributo del risultato finanziario, gli effetti della variazione del merito creditizio sulle passività finanziarie di propria emissione valutate al fair value (FVO) risultano esposti in una voce separata del conto economico riclassificato, successiva rispetto al risultato dell’operatività corrente. L’impatto della FVO sui primi nove mesi del 2013 è risultato negativo e pari a -32,4 milioni (-21,7 milioni al netto delle imposte), ma è il risultato della composizione di andamenti opposti registrati nei tre trimestri. Ad un impatto positivo nel primo trimestre pari a 76,4 milioni (51,2 milioni al netto delle imposte), si è contrapposta nel secondo e terzo trimestre una variazione negativa rispettivamente pari 75,8 e 33,1 milioni (-50,7 e -22,1 milioni al netto degli impatti fiscali). L’estrema volatilità di tale componente reddituale trova conferma anche nel confronto con i primi nove mesi del 2012. L’effetto della FVO sul conto economico era infatti risultato negativo per ben 328,3 milioni (219,8 al netto degli impatti fiscali).

Il risultato netto finanziario al netto della FVO è positivo e pari a 268,3 milioni rispetto ai 425,3 milioni del corrispondente periodo dell’esercizio precedente. Come già illustrato, nel confrontare i risultati occorre tener presenti i contributi significativamente diversi forniti dai riacquisti di passività finanziarie di propria emissione (+37,6 milioni nei primi nove mesi del 2013 rispetto ai +109,9 milioni realizzati nel corrispondente periodo del 2012), dalla cessione di attività finanziarie disponibili per la vendita (nei primi nove mesi del 2012 erano stati registrati utili per 14,0 milioni mentre nei primi nove mesi dell’esercizio in corso sono stati realizzati profitti per complessivi 70,5 milioni di cui 31,3 nel terzo trimestre, per effetto della cessione della quota partecipativa detenuta in Azimut Holding) e dalle fluttuazioni del fair value dei titoli governativi classificati nel portafoglio delle attività finanziarie di negoziazione (-9,8 milioni nei primi nove mesi del 2013 rispetto ai +46,2 milioni realizzati nel corrispondente periodo del 2012). Al netto delle componenti citate, il risultato netto finanziario risulta pari a 170,0 milioni, in calo di 85,3 milioni rispetto ai 255,3 milioni dei primi nove mesi del 2012. La contribuzione del terzo trimestre 2013, sempre al netto delle componenti più volatili, è risultata pari a 50,3 milioni rispetto ai 55,7 milioni del secondo trimestre 2013 ed ai 67,5 milioni del terzo trimestre 2012.

Gli altri proventi operativi (proventi operativi diversi dal margine finanziario) sono quindi risultati pari a 1.472,8 milioni rispetto ai 1.478,7 milioni del corrispondente periodo dell’esercizio precedente, con una contribuzione del terzo trimestre pari a 457,5 milioni in calo rispetto ai 520,6 milioni del secondo. Il totale dei proventi operativi (margine finanziario + altri proventi operativi) ammonta quindi a 2.705,8 milioni rispetto ai 2.743,3 milioni del corrispondente periodo dell‘esercizio precedente.

Le spese per il personale pari a 1.036,0 milioni includono lo stanziamento dell’onere (41,9 milioni) derivante dall’accordo raggiunto il 27 giugno con le Organizzazioni Sindacali per consentire il futuro esodo di 250 dipendenti mediante il ricorso alle prestazioni del fondo di solidarietà, il cui onere straordinario è stato sostanzialmente compensato da specifici interventi di contenimento delle retribuzioni variabili di tutto il personale dipendente. La riduzione del 4,4% registrata dalle spese in esame rispetto ai 1.084,2 milioni del corrispondente periodo dell’esercizio precedente è pertanto la conseguenza della riduzione degli organici conseguente alle azioni di recupero di efficienza realizzate. Il numero totale dei dipendenti ammonta al 30 settembre 2013 a 18.319 risorse “full time equivalent” rispetto alle 18.372 del 30 giugno 2013 ed alle 18.293 risorse rappresentanti il dato reso omogeneo in forza ad inizio anno.

L’attento controllo dei costi ha interessato anche le altre voci di spesa. Le altre spese amministrative ammontano a 532,8 milioni in diminuzione del 4,3% rispetto ai 556,9 milioni dei primi nove mesi del 2012. Le rettifiche di valore su attività materiali ed immateriali del periodo sono pari a 96,8 milioni rispetto ai 98,4milioni del corrispondente periodo dell’esercizio precedente (-1,6%). Il totale degli oneri operativi risulta conseguentemente pari a 1.665,6 milioni ed evidenzia una riduzione del 4,2% rispetto ai 1.739,4 milioni del corrispondente periodo del 2012. Il cost/income di periodo, calcolato come rapporto tra il totale degli oneri operativi ed il totale dei proventi operativi, è pari al 61,6% (60,8% al 30 giugno 2013), in miglioramento rispetto al 63,4% registrato al 30 settembre 2012.

Il risultato della gestione operativa ammonta quindi a 1.040,2 milioni rispetto ai 1.003,9 milioni del corrispondente periodo dell’esercizio 2012. Escludendo dal confronto le componenti più volatili del risultato netto finanziario precedentemente illustrate, il risultato della gestione dei primi nove mesi del 2013 evidenzia una crescita del 19,4%.

Le rettifiche di valore nette per deterioramento dei crediti verso la clientela sono pari a 689,0 milioni (rispetto ai 600,9 milioni del corrispondente periodo dello scorso esercizio), con la contribuzione del terzo trimestre, pari a 248,0 milioni, in crescita del 17,2% rispetto a quella del secondo trimestre 2013). Il costo del credito, misurato dal rapporto tra le rettifiche nette di valore su crediti e gli impieghi lordi, è su base annua pari a 98 b.p. rispetto agli 82 b.p. del corrispondente periodo dello scorso esercizio ed ai 92 b.p. registrati nel primo semestre del corrente anno.

Le rettifiche di valore nette per deterioramento di altre attività ammontano a 66,5 milioni (6,7 milioni nel terzo trimestre 2013),importo superiore a quello registrato nel corrispondente periodo dello scorso esercizio e pari a 21,3 milioni. Le maggiori rettifiche rilevate nel corso dei primi nove mesi del 2013 hanno avuto per oggetto principalmente investimenti in fondi di private equity e in veicoli d’investimento assimilabili classificati nell’ambito delle attività finanziarie disponibili per la vendita e trovano origine nel superamento dei rigorosi parametri identificativi dell’esistenza di obiettive evidenze di riduzione di valore previsti dalla specifica “policy valutativa” adottata dal Gruppo.

La voce accantonamenti netti ai fondi rischi ed oneri è positiva ed ammonta a +1,7 milioni rispetto ai -21,4 milioni registrati nel corrispondente periodo dello scorso esercizio e che interessavano gli accantonamenti integrativi ai fondi posti a presidio dei rischi che interessano l’ex Gruppo Italease.

Il conto economico dei primi nove mesi 2013 beneficia della rilevazione di riprese di valore su partecipazioni per un ammontare complessivo netto di 95,5 milioni, mentre nel corrispondente periodo dell’esercizio precedente era stata registrata una rettifica di valore di 10 milioni. La voce in esame include la parziale ripresa di valore (105,8 milioni) registrata a fronte dell’impairment (399,5 milioni) rilevato nel bilancio al 31 dicembre 2012 sulla base di una valutazione del rischio connesso all’investimento partecipativo in Agos-Ducato fondata sui limitati elementi informativi allora disponibili. Nel secondo trimestre dell’esercizio corrente sono stati predisposti ed approvati il nuovo piano industriale riferito al periodo 2013-2017 ed il bilancio al 31 dicembre 2012 della collegata, sulla base dei quali è stata rideterminata la stima del valore recuperabile dell’investimento. Per effetto della ripresa di valore, la partecipazione detenuta in Agos-Ducato risulta ora iscritta nel bilancio consolidato del Banco Popolare per un importo corrispondente alla quota di pertinenza del patrimonio netto della partecipata alla data del 30 settembre 2013. Le rettifiche di valore addebitate al conto economico dei primi nove mesi del 2013 per un importo di 10,3 milioni si riferiscono alla partecipazione detenuta in Finoa (10 milioni lo scorso esercizio).

La cessione di partecipazioni ed investimenti ha comportato la rilevazione di una perdita netta di 0,7 milioni contro un utile netto complessivo per 4,5 milioni relativo al corrispondente periodo dello scorso esercizio (quasi interamente imputabile alla plusvalenza generata dalla cessione di quota parte della partecipazione detenuta in Arca Sgr).

Il risultato dell’operatività corrente al lordo delle imposte risulta essere pari a 381,2 milioni rispetto ai 354,9 milioni del corrispondente periodo dell’esercizio 2012.

Nel corso dei primi nove mesi del 2013 i gruppi di attività in via di dismissione hanno contribuito negativamente alla formazione del risultato del periodo per 0,8 milioni (-3,9 milioni il contributo del corrispondente periodo dell’esercizio 2012) e sono principalmente attribuibili alla perdita registrata dalla cessione della controllata Banco Popolare Hungary (0,5 milioni), avvenuta nel corso del secondo trimestre dell’esercizio.

Le imposte sul reddito del periodo ammontano a 182,2 milioni rispetto ai 173,9 milioni del primi nove mesi del 2012. Quest’ultimo beneficiava peraltro della sopravvenienza attiva conseguente all’iscrizione del credito connesso al rimborso della deducibilità dall’imponibile IRES dell’IRAP relativa alle spese del personale dipendente ed assimilato per le annualità dal 2007 al 2011 (64,7 milioni).

Al netto della quota dell’utile di pertinenza di terzi pari a 11,1 milioni (11,3 milioni nei primi nove mesi del 2012) e degli impatti della FVO già in precedenza illustrati, l’utile netto di periodo ammonta a 165,4 milioni rispetto alla perdita di 53,8 milioni del corrispondente periodo dell’esercizio precedente.

L’evoluzione dei principali aggregati patrimoniali

La raccolta diretta al 30 settembre 2013 ammonta a 91,8 miliardi ed evidenzia un decremento del 2,8% rispetto ai 94,5 miliardi del 31 dicembre 2012 (-3,3% rispetto alle consistenze al 30 giugno 2013). La diminuzione dell’aggregato rispetto al dato di fine 2012 è dovuta sia al riacquisto ed al rimborso di proprie passività emesse (circa -2,3 miliardi), sia alla riduzione dei depositi e conti correnti con la clientela (circa -2,3 miliardi), in particolare nel segmento corporate, solo parzialmente compensata dalla crescita delle operazioni di pronti contro termine ed in particolare di quelle stipulate con la Cassa di Compensazione e Garanzia (circa +1,9 miliardi). La riduzione registrata dall’aggregato al netto delle operazioni pronti contro termine trova giustificazione nella scelta commerciale di rinunciare sistematicamente alla raccolta di fondi a condizioni ritenute eccessivamente onerose e nelle operazioni di riacquisto di passività finanziarie di propria emissione perfezionate nel secondo trimestre dell’esercizio. Il calo rispetto a giugno 2013 è invece legato interamente alla riduzione delle operazione di pronti contro termine di raccolta con la Cassa di Compensazione Garanzia (-2,4 miliardi circa).

La raccolta indiretta ammonta a 60,4 miliardi, in calo del 2,2% rispetto ai 61,8 miliardi di inizio anno (-5,4% rispetto alle consistenze al 30 settembre 2012), ma sostanzialmente invariata rispetto alle consistenze di giugno 2013.

Il decremento dell’aggregato è totalmente imputabile alla componente della raccolta amministrata che evidenzia un calo dell’8,9% rispetto a fine esercizio 2012 e del 13,7% su base annua, imputabile in egual misura sia alla diminuzione dei corsi degli asset finanziari oggetto dell’investimento, sia al calo dei volumi (più che compensati dalla crescita di quelli gestiti). Infatti, la componente della raccolta gestita raggiungendo i 28,4 miliardi al 30 settembre 2013, evidenzia un incremento del 6,6% rispetto ad inizio anno e del 6,0% su base annua, principalmente grazie ai collocamenti di quote di fondi e Sicav (+26,8% rispetto ad inizio anno) che hanno più che bilanciato il calo registrato dalle gestioni patrimoniali (-5,9% da inizio anno) e dalle polizze assicurative (-4,2% da inizio anno).

Gli impieghi lordi ammontano a 94,0 miliardi ed evidenziano un decremento del 2,3% rispetto ai 96,2 miliardi di inizio anno (-1,5% rispetto al 30 giugno 2013). In maggior dettaglio, al lordo delle componenti infragruppo, gli impieghi di Banca Italease continuano a scendere passando dagli 8,3 miliardi di inizio anno agli attuali 7,7 miliardi (-6,8%). Escludendo Banca Italease, il calo trimestrale degli impieghi lordi si riduce a -1,9% da inizio anno ed a -1,4% rispetto al 30 giugno. Su base trimestrale i segmenti legati alle Famiglie, ai Piccoli Operatori Economici ed alle Medie Imprese registrano contrazioni contenute degli impieghi vivi (rispettivamente: -0,8%, – 1,0%, -1,8%), mentre la riduzione è più sostenuta sul segmento delle Grandi Imprese (-4,2%) ed è legata al calo degli utilizzi a breve termine, che risultano comunque superiori rispetto ai livelli di settembre 2012.

Le esposizioni lorde deteriorate (sofferenze, incagli, crediti ristrutturati ed esposizioni scadute) ammontano al 30 settembre 2013 a 17,4 miliardi ed evidenziano una crescita del 7,3% rispetto ai 16,2 miliardi del 31 dicembre 2012 e del 3,2% nel terzo trimestre. Le esposizioni rappresentate da crediti originati da Banca Italease risultano in leggero calo rispetto al 31 dicembre 2012 ed ammontano a 4,0 miliardi (-4,5%), principalmente rappresentati da contratti di leasing immobiliare. Il totale dei crediti deteriorati netti del Gruppo si attesta a 13,0 miliardi, in aumento del 9,4% rispetto ad inizio anno e del 3,7% rispetto al 30 giugno 2013. In maggior dettaglio, al netto delle rettifiche di valore, le sofferenze del Gruppo ammontano a 5,3 miliardi, gli incagli a 4,7 miliardi, i crediti ristrutturati a 2,1 miliardi e le esposizioni scadute a 0,9 miliardi. Al 30 settembre 2013 il totale dei crediti deteriorati risulta nel complesso già passato a perdite o svalutato per il 36,7%, percentuale invariata rispetto al 30 giugno 2013 e sostanzialmente stabile rispetto al 36,9% di inizio anno.

I ratio patrimoniali del gruppo

Il Core Tier 1 Ratio al 30 settembre 2013 è pari al 10,3%, in crescita rispetto al 10,1% del 30 giugno 2013 e del 31 dicembre 2012. Il Tier 1 Capital Ratio è pari all’11,1% in crescita rispetto al 10,9% del 30 giugno 2013. Il Total Capital Ratio è pari al 12,3% anch’esso in crescita rispetto al 12,2% del 30 giugno 2013 ed è destinato a rafforzarsi per effetto delle emissioni di prestiti subordinati che verranno effettuate nel corso del quarto trimestre.

Il profilo di liquidità

Il Gruppo conferma un eccellente profilo di liquidità che al 30 settembre 2013 si caratterizza per la disponibilità di ulteriori attivi stanziabili presso la BCE e ad oggi non utilizzati, al netto degli haircut, per 18,8 miliardi di euro (come al 30 giugno 2013, mentre erano 14,5 miliardi al 31 dicembre 2012). L’incremento, nei primi nove mesi del corrente esercizio, di tali attivi è dovuto alla finalizzazione di due operazioni di autocartolarizzazione, rispettivamente di mutui residenziali e mutui alle PMI. Tale ampio buffer di liquidità permetterà una tranquilla gestione delle scadenze istituzionali riferite alla parte rimanente del corrente esercizio ed a tutto il 2014.

Gli indici LCR (Liquidity Coverage Ratio) e NSFR (Net Stable Funding Ratio) sono superiori ai target attualmente richiesti da Basilea 3 e si collocano al di sopra del 100%.

Dichiarazione del Dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari

Il dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari del Banco Popolare Società Cooperativa, Gianpietro Val, attesta, in conformità a quanto previsto dal secondo comma dell’art. 154 bis del “Testo unico delle disposizioni in materia di intermediazione finanziaria” che l’informativa contabile contenuta nel presente comunicato corrisponde alle risultanze documentali, ai libri e alle scritture contabili.

Il Resoconto Intermedio di Gestione al 30 settembre 2013 e la documentazione a supporto dell’odierna conference call di presentazione dei risultati del Gruppo Banco Popolare saranno messi a disposizione del pubblico presso la sede sociale e Borsa Italiana, nonché resi disponibili sul sito internet www.bancopopolare.it.

Il Consiglio di Amministrazione ha determinato in n. 1.500.000.000 le azioni a servizio del prestito obbligazionario convertibile “Banco Popolare 2010/2014 4,75% convertibile con facoltà di rimborso in azioni”

Il Consiglio di Amministrazione del Banco Popolare, nella seduta odierna, in esecuzione della delega conferita dall’Assemblea Straordinaria dei Soci del 26 novembre 2011, ha determinato in 1.500.000.000 il numero massimo di azioni a servizio del prestito obbligazionario convertibile “Banco Popolare 2010/2014 4,75% convertibile con facoltà di rimborso in azioni”. Si precisa che l’eventuale esercizio della facoltà di riscatto delle obbligazioni rimane disciplinata dai termini e dalle condizioni previste dal Regolamento del suddetto prestito, non essendo stato modificato l’orientamento di fondo del Consiglio di Amministrazione né assunta, al riguardo, alcuna determinazione.

Banco Popolare: utile netto consolidato a 165 milioni nei primi nove mesi dell’anno ultima modifica: 2013-11-14T18:07:27+00:00 da Redazione

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