Bankitalia, in calo aspettative di inflazione in Italia e aumento dei prezzi di vendita delle imprese

Le attese sul tasso d’inflazione al consumo per i prossimi dodici mesi in base alle rilevazioni a campione della Banca d’Italia si sono collocate all’1,1%, in calo dall’1,4% della rilevazione di giugno e inferiori a quelle dei previsori professionali. Le attese d’inflazione a 24 mesi si sono collocate all’1,8% (1,9% nella rilevazione precedente). Su entrambi gli orizzonti temporali, le attese sono lievemente superiori al Sud, per le imprese del terziario e quelle con almeno 1.000 dipendenti.

Dal 3 al 22 settembre 2009 si sono svolte le interviste dell’indagine trimestrale Banca d’Italia – Il Sole 24 Ore sulle aspettative di inflazione e crescita.

Hanno partecipato 465 imprese con almeno 50 addetti, di cui 286 operanti nell’industria e 179 nel settore dei servizi. Il tasso di risposta è stato del 47,2 per cento; la variabilità delle stime si mantiene entro margini contenuti e in linea con il passato.

Alle imprese è stato richiesto di formulare previsioni sia su temi macroeconomici, quali l’andamento del tasso d’inflazione e la situazione generale del sistema produttivo italiano, sia su aspetti legati alla propria operatività. Per alcuni fenomeni le valutazioni prospettiche sono accompagnate da giudizi retrospettivi; dove possibile, si approfondiscono le cause delle dinamiche osservate o attese.

I principali risultati

In settembre la variazione sui 12 mesi dell’indice armonizzato dei prezzi al consumo è stata pari allo 0,3 per cento (stima preliminare diffusa dall’Istat il 30 settembre), inferiore di oltre tre punti percentuali rispetto alle aspettative delle imprese rilevate nello stesso mese dello scorso anno (3,7 per cento).

Il tasso di variazione dei prezzi di vendita dei propri prodotti nei 12 mesi precedenti è stato negativo (–0,6 per cento; era –0,4 lo scorso giugno), contro un aumento del 2,4 per cento previsto dalle imprese sullo stesso orizzonte temporale nell’inchiesta di settembre 2008. La riduzione dei prezzi di vendita è stata particolarmente marcata nell’industria (–1,2 per cento) e pressoché nulla nei servizi (–0,2 per cento). A livello territoriale, la flessione più consistente si è registrata nelle imprese operanti nel Nord Ovest del paese (–1,8 per cento).

Per i prossimi dodici mesi le imprese intervistate anticipano in media un rincaro dei propri prodotti dell’1,1 per cento, senza differenze di rilievo tra industria e servizi (0,9 e 1,2 per cento rispettivamente) in lieve crescita rispetto alla rilevazione dello scorso giugno (0,8 per cento), al contrario di ciò che accade per le aspettative di inflazione. Gli aumenti più consistenti sono attesi dalle aziende ubicate al Sud e nelle Isole (1,6 per cento). Tra i fattori che determineranno questo andamento le imprese segnalano, in continuità con quanto dichiarato a giugno, principalmente pressioni al rialzo provenienti dai prezzi delle materie prime e al ribasso determinate dalle politiche di prezzo dei principali concorrenti; le variazioni della domanda dopo tre trimestri tornerebbero a esercitare una pressione al rialzo, seppur di entità ancora modesta.

Condizioni di accesso al credito
Gli esiti dell’indagine sembrano delineare un’attenuazione anche nel deterioramento delle condizioni di accesso al credito: la percentuale di imprese che segnala un peggioramento rispetto a tre mesi addietro è ulteriormente diminuita, attestandosi ora al 18,6 per cento (dal 27,8 in giugno) dopo aver toccato un picco del 40,6 per cento a fine 2008. Risultano conseguentemente aumentate le imprese che giudicano la situazione stazionaria, ora pari ai tre quarti del totale, mentre permangono in numero esiguo quelle che hanno rilevato un miglioramento (6,3 per cento). Le condizioni appaiono più favorevoli al crescere della classe dimensionale e nelle regioni del Nord Ovest.

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Bankitalia, in calo aspettative di inflazione in Italia e aumento dei prezzi di vendita delle imprese ultima modifica: 2009-10-12T15:07:40+00:00 da Flavio Meloni

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