Bankitalia: la diffusione delle attività finanziarie e assicurative in Lombardia

Nel capitolo dedicato alla diffusione delle attività finanziarie e assicurative e alle conoscenze finanziarie, l’analisi sottolinea come il deposito bancario o postale si di gran lunga lo strumento più diffuso: ne possiede almeno uno il 96,6% delle famiglie lombarde, in linea con le altre regioni del Nord (96,2%) e in percentuale maggiore rispetto al Centro-Sud (80,4%) e alla media nazionale (88,1%).

Gli altri strumenti finanziari
In Lombardia le diverse attività finanziarie sono più diffuse che nel resto del Paese. Nella regione la quota di famiglie che investono i propri risparmi in obbligazioni o azioni o in titoli di Stato è pari, rispettivamente, al 20,3%, 14,4% e 12,8%; seguono i buoni fruttiferi postali (5,7%) e i certificati di deposito (3,8%), mentre le gestioni patrimoniali, i titoli esteri e i prestiti a cooperative hanno una rilevanza residuale.
Il dato medio italiano registra valori più bassi per tutti gli strumenti: l’11,7% delle famiglie possiede obbligazioni, il 6,4% azioni, il 9% titoli di Stato e il 5,9% buoni fruttiferi postali.
Mentre nelle diverse regioni del Nord le varie forme di investimento hanno diffusione intermedia tra i valori della regione e quelli della media del Paese (ma i titoli di Stato sono più frequenti delle azioni, 14,3% e 8,2%), le famiglie del Centro-Sud esibiscono comportamenti differenti e preferiscono i buoni fruttiferi postali (6,7%) e le obbligazioni (6,6%) agli altri titoli, sia quelli rischiosi (le azioni, 3,2%), sia quelli a minor rischio (i titoli di Stato, 4,4%).

Le differenze per reddito e condizione professionale
La quota di famiglie che possiedono almeno un deposito è elevata per tutte le tipologie, ma relativamente più contenuta per quelle a basso reddito (sotto i 10 mila euro), e quelle con persona di riferimento donna o anziana (68%, 92,7% e 93,2%).
Tra gli strumenti diversi dai depositi, l’avere una persona di riferimento donna influenza la scelta a sfavore di quelli più rischiosi: le azioni e le obbligazioni (7,9% e 13,9%); tra le anziane, pure più avverse al rischio della media, i titoli di Stato sono relativamente più diffusi (16,6%), mentre tra i giovani in generale gli strumenti diversi dai depositi o dai certificati di deposito sono meno utilizzati che nella restante parte della popolazione. Redditi familiari più alti (oltre i 50.000 euro) e condizione professionale di dirigente, quadro-direttivo o professionista rendono sensibilmente più frequente il possesso di tutti gli strumenti, in particolar modo quelli più complessi e rischiosi quali le azioni e le obbligazioni.

Le polizze assicurative
Una particolare forma di risparmio delle famiglie è costituita dalle polizze assicurative, sia di tipo vita, sia nella forma di pensioni integrative. In Lombardia il 19,3% delle famiglie paga un premio per almeno una polizza vita e il 12,8% per almeno una pensione integrativa. In Italia la diffusione di questi strumenti è minore: ha almeno un’assicurazione sulla vita il 13,2% dei nuclei familiari (15,2% nelle regioni del Nord diverse dalla Lombardia, 10,4% in quelle del Centro-Sud), mentre vi è almeno un componente iscritto a qualche forma di previdenza integrativa nell’8,2% delle famiglie (10,3% nel resto del Nord, e 5,5% nel Centro-Sud).
Come per gli altri strumenti finanziari, anche per il possesso di assicurazioni e pensioni integrative c’è una marcata differenza tra le famiglie con persona di riferimento maschio o femmina, a sfavore di queste ultime. Un maggior reddito familiare e un più alto livello di istruzione sono i fattori che si associano positivamente alla frequenza di possesso di questi strumenti finanziari, in tutte le circoscrizioni territoriali.
La diffusione delle polizze vita è maggiore tra i lavoratori autonomi (33,7% in Lombardia, in linea col resto del Nord; 21,9% per cento al Centro-Sud, contro il 27,2% della media nazionale) e, fra i dipendenti, è massima per quadri e dirigenti.  Le pensioni integrative, invece, in Lombardia sono relativamente più diffuse tra le famiglie di dipendenti (soprattutto quadri o dirigenti), e, fra gli autonomi, tra i professionisti. Nelle altre ripartizioni, così come nella media italiana, sono più frequenti tra gli indipendenti, pur se di poco.

La conoscenza degli strumenti finanziari
Le famiglie lombarde risultano tra le più informate nel Paese, anche se sussistono ampi margini di miglioramento. Le conoscenze sono marcatamente crescenti sia con il possesso di attività finanziarie sia col grado di istruzione, anche se in Lombardia la quota di risposte esatte si ferma a 7 su 10 anche tra i laureati (6 su 10 altrove).
Le competenze finanziarie sono più fragili tra gli anziani (42% di risposte esatte, contro il 32,5% in Italia), ma anche le famiglie più giovani presentano una modesta quota di risposte corrette.
Le competenze finanziarie sono più basse nelle famiglie di pensionati (44,2% nella regione, 35% in Italia), superiori per quelle di quadri-dirigenti (oltre il 75% in Lombardia, tra il 65% e il 70% nella media del Paese) e di professionisti (intorno al 60%, nella regione come in Italia).

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Bankitalia: la diffusione delle attività finanziarie e assicurative in Lombardia ultima modifica: 2011-06-22T07:20:00+00:00 da Flavio Meloni

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