Bas, Giacomazzi: “Oggi la normativa richiede politiche aziendali per la valutazione del profilo di rischio della clientela mediante controlli continuativi e qualitativi”

Come funziona?
È un applicativo modulare che, utilizzando informazioni strutturate e standardizzate, assicura l’intero iter normativo, mediante monitoraggio della clientela fino alla definizione e gestione delle operazioni sospette. Infatti qualsiasi nuova relazione commerciale comporta un certo grado di incertezza e di rischio e la normativa richiede sempre più agli intermediari di eseguire controlli completi sulle relazioni correnti e su quelle nuove, per evitare di favorire attività di riciclaggio e di terrorismo. In questo momento di grande cambiamento devono essere compresi sia la gestione dinamica dei dati dell’adeguata verifica, sia una valutazione sul rischio della clientela mediante controlli qualitativi e quantitativi, automatici e oggettivi. Discorso analogo per i controlli automatici previsti per gli indicatori di anomalia che non potranno essere più soddisfatti “manualmente”, ma andranno gestiti in via automatica.

La vostra suite si colloca quindi sul mercato come ultimo elemento di controllo.
Sì, si tratta di un ultimo elemento di verifica nella filiera dei controlli dettati dalla normativa per le segnalazioni antiriciclaggio. Il nostro strumento non impatta sui processi in essere degli intermediari e risponde al D.Lgs. 231/2007 in termini di approccio basato sul rischio. La normativa stimola a instaurare dei presidi volti a garantire la piena conoscenza del cliente e la tracciabilità delle transazioni, con l’obiettivo di individuare le operazioni sospette che poi verranno segnalate. La normativa in essere poggia su tre pilastri.

Quali sono?
Il primo è l’approccio basato sul rischio – graduare il rigore degli adempimenti in relazione al livello di rischio. Il secondo è la collaborazione passiva – approfondita conoscenza della clientela e tracciabilità delle transazioni. Infine, la collaborazione attiva – segnalazione agli organi di vigilanza di operazioni ritenute sospette.

Quale approccio metodologico segue la vostra suite?
La suite è stata sviluppata secondo un approccio metodologico articolato su 3 livelli: raccolta dei dati in forma strutturata secondo i principi organizzativi di ciascun intermediario; misurazione e valutazione del rischio attraverso un algoritmo di calcolo; verifica del profilo attribuito al cliente. La valutazione del rischio misurata in base a tre classi avviene attraverso la valutazione dei singoli valori, ovvero sulla base di una metodologia di natura statistica, e quindi oggettiva e non soggetta a discrezionalità. La nostra suite valuta gli eventi operativi riconducibili agli indici di anomalia e consente agli utenti preposti ai controlli, di valutare quelle operazioni “atipiche” in relazione al profilo di rischio associato al cliente. Diversamente i comportamenti atipici dei clienti vengono gestiti come dossier antiriciclaggio.

A chi si rivolge la vostra suite?
Agli intermediari finanziari non bancari, come società di mediazione creditizia, agenti in attività finanziaria, promotori finanziari, intermediari assicurativi ma anche agli altri intermediari finanziari iscritti nell’elenco speciale previsto dall’art. 106 e 107 del TUB, SIM, SGR, SICAV, istituti di pagamento, istituti di moneta elettronica, agenti di cambio.

Bas, Giacomazzi: “Oggi la normativa richiede politiche aziendali per la valutazione del profilo di rischio della clientela mediante controlli continuativi e qualitativi” ultima modifica: 2011-09-29T15:41:02+00:00 da Flavio Meloni

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