Basilea 3, le modifiche in programma. Abi: rigore eccessivo può penalizzare la crescita

L’Associazione bancaria italiana ha chiesto al comitato di Basilea di tenere nella massima considerazione il differente peso che le banche rivestono per il finanziamento dell’economia nei diversi Paesi. In un’Europa continentale in cui il canale bancario è preponderante rispetto a quello di mercato, si rischia una penalizzazione dell’economia attraverso una diretta riduzione di risorse disponibili per il suo finanziamento.

La riunione del Comitato
Il comitato si è riunito il 7 settembre per preparare i nuovi coefficienti sul capitale, sulla liquidità e sull’esposizione debitoria delle banche. L’obiettivo è quello di arrivare a definire uno schema da approvare nel G20 di Seul del 20 novembre. Secondo quanto riportato dal settimanale tedesco Die Zeit, i lavori sono orientati a portare il coefficiente patrimoniale Tier 1 al 9% dell’attivo ponderato per il rischio: percentuale formata da una quota minima obbligatoria del 6% e un ulteriore cuscinetto del 3% che garantisca l’assorbimento di eventuali shock. La soglia minima di Tier 1 al momento è pari al 4% ed è costituita per metà (core Tier 1) da azioni e utili non distribuiti. Nella nuova formulazione, secondo quanto riportato dal periodico tedesco, la percentuale di core Tier 1 salirebbe al 5%.

Le richieste dell’Abi
Alla vigilia della riunione del comitato di Basilea, l’Associazione bancaria italiana ha sottolineato come l’economia continentale dipenda dai finanziamenti bancari e come un innalzamento degli attuali coefficienti minimi di patrimonio comporterebbe una riduzione di risorse disponibili sul mercato. “Ribadiamo quindi la necessità che le esigenze di stabilità e di risposta tempestiva alla crisi non vadano ad incidere sulla crescita e lo sviluppo rendendo complicati i rapporti tra banche e imprese. Non vi può essere stabilità, infatti, in assenza di una vigorosa ripresa” si legge in una nota dell’Abi.
Inoltre ha insistito sulla necessità di un periodo transitorio sufficientemente lungo rispetto ai tempi del consolidamento della ripresa economica. Un arco di tempo necessario per consentire, attraverso clausole specifiche, di tener conto delle caratteristiche dei diversi modelli di business delle banche e dei differenti contesti nazionali, normativi e fiscali. “Per le banche italiane è fondamentale che siano previste soluzioni che consentano, ai fini del computo del patrimonio di vigilanza, un equo trattamento degli avviamenti e delle imposte differite attive – prosegue il comunicato -. Queste ultime in particolare non derivano da perdite di bilancio ma da un penalizzante regime fiscale degli accantonamenti su crediti. Svantaggi competitivi potrebbero infatti emergere da una sottovalutazione di questi aspetti”. Infine ha indicato quale condizione indispensabile per il suo funzionamento che la nuova normativa trovi attuazione omogenea non solo in Europa ma a livello globale, a partire dagli Stati Uniti.

Basilea 3, le modifiche in programma. Abi: rigore eccessivo può penalizzare la crescita ultima modifica: 2010-09-08T08:04:15+00:00 da Flavio Meloni

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