BCC e banche popolari, cooperazione per il rilancio economico

Lo scorso 11 gennaio a Milano, Alessandro Azzi, il presidente di Federcasse (l’associazione nazionale delle 400 BCC e Casse Rurali Italiane) e Carlo Fratta Pasini, presidente dell’Associazione Nazionale tra le Banche Popolari hanno presieduto un incontro stampa nell’ambito del Patto di Consultazione e Collaborazione permanente sottoscritto nella scorsa primavera tra le due organizzazioni, con l’obiettivo di valorizzare la funzione e il ruolo delle banche cooperative e popolari nell’economia e nella società italiane.

L’intero sistema della cooperazione bancaria conta oggi nel nostro Paese 511 aziende con circa 14 mila sportelli ed oltre 2 milioni e 300 mila soci. I dipendenti sono 121 mila. Nell’ultimo anno gli impieghi all’economia reale erogati nel complesso da BCC e Popolari hanno superato i 530 miliardi di euro a fronte di una raccolta di 609 miliardi.
Tra i temi discussi da Azzi e Fratta Pasini le modifiche che il sistema bancario cooperativo si appresta a richiedere rispetto alle norme di attuazione di Basilea 3 e più in generale rispetto alla proliferazione normativa che dallo scoppio della crisi, nel tentativo di mantenere in sicurezza il sistema, sta condizionando pesantemente le banche italiane ed in particolare le banche locali e cooperative. Rispetto a questi temi, Azzi e Fratta Pasini hanno osservato che una normativa omogenea applicata a contesti caratterizzati da forti profili di eterogeneità rischia di determinare un terreno di gioco non livellato; in secondo luogo, occorre che tutta la normativa sappia distinguere tra intermediari che operano a livello territoriale o trans-nazionale, se nella finanza speculativa o solo nell’intermediazione tradizionale e nel sostegno all’economia reale; se in portafoglio si possiedono titoli del debito pubblico del proprio Stato o titoli subprime. Per le banche cooperative, inoltre, gli scopi della nuova normativa potranno essere raggiunti solo se si potrà assicurarne la contestuale applicazione in tutti i paesi che partecipano al sistema finanziario globale, pena il rinvio della data di attuazione delle disposizioni. Infine, il recepimento delle nuove regole di Basilea 3 comporta un aumento significativo, in termini di quantità e qualità, del capitale necessario a soddisfare i requisiti normativi. Si tratta, è stato sottolineato, di un incremento del 31,3% del livello degli attuali requisiti. Per chi non accede al mercato per gli aumenti di capitale, come le BCC, il rischio è che perdurando circostanze sfavorevoli si determini una contrazione, molto pesante, della capacità di finanziamento e sostegno dell’economia.

 

BCC e banche popolari, cooperazione per il rilancio economico ultima modifica: 2012-01-13T09:55:51+00:00 da Flavio Meloni

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