Bce lascia i tassi invariati. Pepp cesserà a fine marzo

La Banca centrale europea (Bce) ha lasciato i tassi di interesse sulle operazioni di rifinanziamento principali, sulle operazioni di rifinanziamento marginale e sui depositi presso la banca centrale invariati e pari rispettivamente allo 0%; 0,25% e -0,50%.

L’invasione russa dell’Ucraina segna uno spartiacque per l’Europa – ha spiegato una nota del consiglio direttivo, riunitosi oggi -. Il consiglio direttivo esprime il suo pieno sostegno al popolo ucraino. Assicurerà condizioni di liquidità distese e attuerà le sanzioni decise dall’Unione europea e dai governi europei. E intraprenderà qualsiasi azione necessaria per adempiere il mandato della Bce di perseguire la stabilità dei prezzi e per preservare la stabilità finanziaria”.

Modifica dei tassi solo dopo la fine del Programma di acquisto attività

Più nel dettaglio, “qualsiasi modifica dei tassi di interesse di riferimento della Bce avverrà qualche tempo dopo la conclusione degli acquisti netti di attività nel quadro del Paa da parte del consiglio direttivo e sarà graduale”. Il profilo dei tassi di interesse di riferimento continuerà a essere determinato dalle indicazioni prospettiche del consiglio direttivo (forward guidance) e dal suo impegno strategico a stabilizzare l’inflazione al 2% nel medio periodo.

Il consiglio direttivo si attende pertanto che “i tassi di interesse di riferimento della Bce si mantengano su livelli pari a quelli attuali finché non vedrà l’inflazione raggiungere il 2% ben prima della fine del suo orizzonte di proiezione e in maniera durevole per il resto dell’orizzonte di proiezione, e finché non riterrà che i progressi conseguiti dall’inflazione di fondo siano sufficientemente avanzati da essere coerenti con lo stabilizzarsi dell’inflazione sul 2% nel medio periodo”.

Rivisto il calendario del Programma di acquisto di attività (Paa)

Sulla base della sua valutazione aggiornata e tenendo conto del contesto di incertezza, il consiglio direttivo ha oggi rivisto il calendario del Paa per i prossimi mesi: gli acquisti netti mensili saranno pari a 40 miliardi di euro ad aprile, 30 miliardi di euro a maggio e 20 miliardi di euro a giugno. La calibrazione degli acquisti netti per il terzo trimestre sarà guidata dai dati e rifletterà l’evolversi della valutazione delle prospettive. Se i nuovi dati confermeranno l’aspettativa che le prospettive di inflazione a medio termine non si indeboliranno neanche dopo la conclusione degli acquisti netti di attività, gli acquisti netti nel quadro del Paa termineranno nel terzo trimestre.

Se invece le prospettive di inflazione a medio termine cambieranno e le condizioni di finanziamento risulteranno incoerenti con ulteriori progressi verso l’obiettivo del 2%, il calendario verrà rivisto in termini di entità e/o durata. Il consiglio direttivo intende inoltre “continuare a reinvestire, integralmente, il capitale rimborsato sui titoli in scadenza nel quadro del Paa per un prolungato periodo di tempo successivamente alla data in cui inizierà a innalzare i tassi di interesse di riferimento della Bce e, in ogni caso, finché sarà necessario per mantenere condizioni di liquidità favorevoli e un ampio grado di accomodamento monetario”.

Programma di acquisto per l’emergenza pandemica (Pepp) cesserà a fine marzo

Nel primo trimestre del 2022, il consiglio direttivo condurrà gli acquisti netti di attività nell’ambito del Pepp a un ritmo inferiore rispetto al trimestre precedente. Esso interromperà gli acquisti netti di attività del Pepp alla fine di marzo 2022. Il consiglio direttivo intende reinvestire il capitale rimborsato sui titoli in scadenza almeno sino alla fine del 2024. In ogni caso, la futura riduzione del portafoglio sarà gestita in modo da evitare interferenze con l’adeguato orientamento di politica monetaria. “La pandemia ha dimostrato che, in condizioni di tensione, la flessibilità nella configurazione e nella conduzione degli acquisti di attività ha contribuito a contrastare le disfunzioni nella trasmissione della politica monetaria e a rendere più efficaci gli sforzi tesi a raggiungere l’obiettivo del consiglio direttivo – precisa la nota stampa della Bce -. Nell’ambito del mandato, in condizioni di tensione, la flessibilità rimarrà un elemento della politica monetaria ove i rischi per la sua trasmissione mettano a repentaglio il conseguimento della stabilità dei prezzi. In particolare, in caso di ulteriore frammentazione del mercato connessa alla pandemia, i reinvestimenti del Pepp potranno essere adeguati in maniera flessibile nel corso del tempo, fra le varie classi di attività e i vari paesi in qualsiasi momento. Ciò potrebbe implicare fra l’altro l’acquisto di obbligazioni emesse dalla Repubblica ellenica in aggiunta ai reinvestimenti, al fine di scongiurare che un’interruzione degli acquisti nel paese possa compromettere la trasmissione della politica monetaria all’economia greca, in un momento in cui quest’ultima sta recuperando dalle conseguenze della pandemia. Gli acquisti netti del Pepp potrebbero anche essere ripresi, se necessario, per contrastare gli shock negativi connessi alla pandemia”.

Operazioni di rifinanziamento Omrlt-III, confermato il termine previsto di giugno 2022

Il consiglio direttivo continuerà a seguire le condizioni di finanziamento delle banche e ad assicurare che la scadenza delle operazioni mirate di rifinanziamento a più lungo termine della terza serie (Omrlt-III) non ostacoli l’ordinata trasmissione della politica monetaria. Inoltre, il consiglio si è impegnato a riesaminare regolarmente il modo in cui le operazioni mirate di rifinanziamento contribuiscono all’intonazione della politica monetaria. Come annunciato, si attende che le condizioni specifiche delle Omrlt-III cesseranno di essere applicate a giugno di quest’anno. Il consiglio direttivo valuterà inoltre “l’adeguata calibrazione del sistema a due livelli per la remunerazione delle riserve, affinché la politica dei tassi di interesse negativi non limiti la capacità di intermediazione delle banche in un contesto di abbondante liquidità in eccesso”.