Bce: tassi fermi. Pepp rallenta e terminerà a marzo 2022

La Bce ha annunciato che, pur mantenendo invariati i tassi di interesse, inizierà a ridurre gradualmente il ritmo degli acquisti di attività nei prossimi trimestri, a causa dei progressi compiuti nella ripresa economica e verso l’obiettivo di inflazione a medio termine. In ogni caso, alla luce dell’attuale incertezza, il consiglio direttivo resterà flessibile e “aperto a tutte le opzioni nella conduzione della politica monetaria”.

Tassi restano fermi

Nella riunione di oggi il consiglio direttivo ha lasciato i tassi di interesse sulle operazioni di rifinanziamento principali, sulle operazioni di rifinanziamento marginale e sui depositi presso la banca centrale rispettivamente allo 0%, allo 0,25% e al -0,50%.

A sostegno dell’obiettivo di inflazione simmetrico del 2% e in linea con la sua strategia di politica monetaria, il consiglio direttivo si attende che i tassi di interesse di riferimento della Bce si mantengano su livelli pari o inferiori a quelli attuali finché non vedrà l’inflazione raggiungere il 2% ben prima della fine del suo orizzonte di proiezione e in maniera durevole per il resto dell’orizzonte di proiezione, e finché non riterrà che i progressi conseguiti dall’inflazione di fondo siano sufficientemente avanzati da essere coerenti con lo stabilizzarsi dell’inflazione sul 2% nel medio periodo. Ciò inoltre può comportare un periodo transitorio in cui l’inflazione si colloca su un livello moderatamente al di sopra dell’obiettivo”, ha spiegato la Banca centrale europea in una nota stampa.

Programma di acquisto per l’emergenza pandemica (Pepp) terminerà a fine marzo

Nel primo trimestre del 2022 il consiglio direttivo prevede di condurre gli acquisti netti di attività nell’ambito del Pepp (Pandemic emergency purchase programme) a un ritmo inferiore rispetto al trimestre precedente. E interromperà gli acquisti netti di attività alla fine di marzo 2022.

Il consiglio direttivo ha deciso di estendere l’orizzonte dei reinvestimenti del Pepp e reinvestire il capitale rimborsato sui titoli in scadenza almeno fino alla fine del 2024. “In ogni caso, la futura riduzione del portafoglio del Pepp sarà gestita in modo da evitare interferenze con l’adeguato orientamento di politica monetaria – precisa il comunicato -. La pandemia ha dimostrato che, in condizioni di tensione, la flessibilità nella configurazione e nella conduzione degli acquisti di attività ha contribuito a contrastare le disfunzioni nella trasmissione della politica monetaria e a rendere più efficaci gli sforzi tesi a raggiungere l’obiettivo del consiglio direttivo. Nell’ambito del nostro mandato, in condizioni di tensione, la flessibilità rimarrà un elemento della politica monetaria ove i rischi per la sua trasmissione mettano a repentaglio il conseguimento della stabilità dei prezzi. In particolare, in caso di ulteriore frammentazione del mercato connessa alla pandemia, i reinvestimenti del Pepp potranno essere adeguati in maniera flessibile nel corso del tempo, fra le varie classi di attività e i vari paesi in qualsiasi momento. Ciò potrebbe implicare fra l’altro l’acquisto di obbligazioni emesse dalla Repubblica ellenica in aggiunta ai reinvestimenti, al fine di scongiurare che un’interruzione degli acquisti nel paese possa compromettere la trasmissione della politica monetaria all’economia greca, in un momento in cui quest’ultima sta recuperando dalle conseguenze della pandemia. Gli acquisti netti del Pepp potrebbero anche essere ripresi, se necessario, per contrastare gli shock negativi connessi alla pandemia”.

Programma di acquisto di attività (Paa) avanti fino al quando i tassi torneranno a crescere

In linea con una riduzione graduale degli acquisti di attività, affinché l’intonazione della politica monetaria rimanga coerente con lo stabilizzarsi dell’inflazione sull’obiettivo di medio termine, il consiglio direttivo ha stabilito un ritmo mensile degli acquisti netti nel quadro del Paa di 40 miliardi di euro nel secondo trimestre e di 30 miliardi nel terzo trimestre.

A partire da ottobre 2022, il consiglio direttivo manterrà gli acquisti netti nell’ambito del Paa a un ritmo mensile di 20 miliardi di euro, finché necessario a rafforzare l’impatto di accomodamento dei tassi di riferimento. Il consiglio direttivo si attende che gli acquisti netti termineranno poco prima che inizierà a innalzare i tassi di interesse di riferimento della Bce.

Intende inoltre “continuare a reinvestire, integralmente, il capitale rimborsato sui titoli in scadenza nel quadro del Paa per un prolungato periodo di tempo successivamente alla data in cui inizierà a innalzare i tassi di interesse di riferimento della Bce e, in ogni caso, finché sarà necessario per mantenere condizioni di liquidità favorevoli e un ampio grado di accomodamento monetario”.