Bnl, il profilo patrimoniale delle banche italiane. Un confronto con l’Europa

Secondo i dati dell’istituto del gruppo Bnp-Paribas, a fine 2009 il rapporto riferito al patrimonio di base (tier 1 ratio) risultava a livello di sistema pari al 9%, con i cinque maggiori gruppi all’8,3% e le banche di minore dimensione al 10,1%. Alla stessa data l’analogo rapporto per un campione di 12 grandi banche europee risultava pari all’11,6%.

Una indicazione analoga proviene anche dall’esercizio di stress sulla solidità patrimoniale delle principali banche europee condotto recentemente dal Cebs (Committee of European Banking Supervisors), spiega l’analisi. Nello scenario più avverso la media semplice del tier 1 dei cinque maggiori gruppi italiani risulterebbe a fine 2011 pari a 7,2% rispetto al 7,5% per quelli spagnoli, all’8,2% per quelli tedeschi, al 9,3% per quelli francesi, all’11,1% di quelli inglesi.

Integrando i dati con altre rilevanti informazioni la solidità patrimoniale delle banche italiane (ed in particolare di quelle di maggiore dimensione) risulta in effetti migliore di quanto non appaia” precisa lo studio. Prima di tutto si deve osservare che “tutti i gruppi italiani coinvolti nell’esercizio di stress sono ampiamente al di sopra non solo della soglia regolamentare (4%) ma anche della soglia minima ritenuta opportuna dalle autorità di vigilanza (6%), circostanza invece non sempre verificata per altri paesi”. In secondo luogo “gli indicatori di patrimonializzazione delle banche italiane risentono non poco di una regolamentazione prudenziale nazionale che pone limiti più stringenti al computo di alcuni strumenti finanziari (è il caso degli strumenti ibridi di capitalizzazione): l’adozione di una regolamentazione comune ridurrebbe in misura non marginale le differenze prima riportate”. La leva finanziaria misurata dal rapporto tra il totale dell’attivo di bilancio e il patrimonio di base risulta inoltre mediamente più contenuta: a fine 2009, 22 per i maggiori gruppi italiani contro 31 per un campione di 12 grandi banche europee. Infine, le attività di livello 3 (attività finanziarie prive di un effettivo mercato e quindi inserite in bilancio con valori interamente stimati) sono nel caso delle banche italiane appena il 16% del tier 1 a fronte di un valore medio del 52% nel resto d’Europa, ove in alcuni casi esse risultano pari ad un multiplo del patrimonio11. “Questa tolleranza contabile, introdotta per stemperare gli effetti della crisi finanziaria, è ovviamente solo temporanea: il suo superamento migliorerà non di poco il posizionamento relativo dei principali gruppi bancari italiani nel ranking europeo riferito ai coefficienti patrimoniali” conclude il Focus.

Bnl, il profilo patrimoniale delle banche italiane. Un confronto con l’Europa ultima modifica: 2010-09-07T08:14:20+00:00 da Flavio Meloni

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