Bnp Paribas, utile netto in aumento dell’8,6% nel 2019

Bnp Paribas LogoIl consiglio di amministrazione di Bnp Paribas, riunitosi sotto la presidenza di Jean Lemierre, ha esaminato i risultati del Gruppo per il quarto trimestre e ha chiuso il bilancio dell’esercizio 2019.

Bnp Paribas, si legge in una nota, realizza quest’anno un’ottima performance d’insieme, che conferma la forza del suo modello diversificato e integrato e la sua capacità di creare valore in contesti economici, tecnologici, regolamentari, sociali e ambientali in piena evoluzione.

Il margine di intermediazione, pari a 44.597 milioni di euro, cresce del 4,9% rispetto al 2018.

Nelle divisioni operative, il margine di intermediazione aumenta del 5,9%, con una crescita in tutte le linee di business: +0,8% in Domestic Markets2, dove l’effetto del persistente scenario di bassi tassi d’interesse con un impatto negativo sulle reti retail della zona euro è più che compensato dalla crescita dell’attività, in particolare nei business specializzati; +6,9%3 in International Financial Services, grazie al dinamismo dell’attività in Personal Finance e alle ottime performance dell’Assicurazione e di Europa Mediterraneo; e +11,6% in CIB, che registra un significativo aumento dei ricavi, con ottime performance di Global Markets e Corporate Banking.

I costi operativi del Gruppo, pari a 31.337 milioni di euro, sono in aumento del 2,5% rispetto al 2018 ed includono i seguenti elementi non ricorrenti: costi di trasformazione del piano 2020 (744 milioni di euro), costi di ristrutturazione4 (311 milioni di euro) e misure di adattamento5 (162 milioni di euro per piani di pensionamento anticipati) per un totale di 1.217 milioni di euro (1.235 milioni di euro nel 2018).

I costi operativi delle varie divisioni crescono del 3,5% rispetto al 2018: in lieve aumento dello 0,3% in Domestic Markets2, con una flessione nelle reti (-0,5%) e un incremento del 4,5% nelle linee di business specializzate a seguito dello sviluppo dell’attività, essi aumentano del 4,5% per International Financial Services6 per sostenere la crescita e crescono del 6,1% in CIB, a causa all’accelerazione dell’attività.

Il soddisfacente controllo dei costi permette di generare un effetto forbice positivo di 2,4 punti. Tale effetto forbice è accompagnato da un calo del rapporto di cost/income in ciascuna delle divisioni operative grazie all’attuazione, in linea con il piano 2020, di misure di riduzione dei costi per un totale cumulato di 1,8 miliardi di euro, dal lancio avvenuto ad inizio 2017. I costi di trasformazione sono in linea con gli obiettivi annunciati e non ve ne saranno più nel 2019.

Il risultato lordo di gestione del Gruppo si attesta a 13.260 milioni di euro, con un aumento dell’11,1%. Per le divisioni operative, l’incremento è dell’11,2%.

Il costo del rischio ammonta a 3.203 milioni di euro, con un aumento di 439 milioni di euro rispetto al 2018. Con 39 punti base in rapporto agli impieghi a clientela, resta a un livello contenuto, attribuibile in particolare al buon controllo dei rischi in fase di origination, al contesto di tassi bassi e all’ulteriore miglioramento del portafoglio creditizio in Italia.

Il risultato di gestione del Gruppo, pari a 10.057 milioni di euro, è quindi in aumento del 9,7%, con una crescita del 9,4% per le divisioni operative.

Gli elementi non ricorrenti ammontano a 1.337 milioni di euro, con un incremento rispetto al 2018 (1.039 milioni di euro), e registrano l’impatto straordinario della plusvalenza da cessione del 16,8% di SBI Life in India, seguita dal deconsolidamento della partecipazione residua1 (+1.450 milioni di euro), della plusvalenza da cessione di un immobile per +101 milioni di euro, nonché della svalutazione di avviamenti (-818 milioni di euro). Essi contabilizzavano nel 2018 la plusvalenza da cessione di un immobile per +101 milioni di euro e la plusvalenza derivante dalla cessione di una quota del 30,3% in First Hawaiian Bank per 286 milioni di euro.

L’utile ante imposte, pari a 11.394 milioni di euro (10.208 milioni di euro nel 2018), è quindi in crescita dell’11,6%.

Il tasso medio di imposizione sugli utili si attesta al 24,2%, grazie in particolare alla debole tassazione sulla plusvalenza da cessione a lungo termine su SBI Life.

L’utile netto di Gruppo è pari a 8.173 milioni di euro, con un incremento dell’8,6% rispetto al 2018 e di +4,7% al netto degli elementi non ricorrenti.

La redditività dei fondi propri tangibili (ROTE) non rivalutati è del 9,8% e riflette la buona performance d’insieme del Gruppo.

Al 31 dicembre 2019, il coefficiente patrimoniale Common Equity Tier 1 si attesta al 12,1%, con un incremento di 40 punti base rispetto al 1° gennaio 20192. Il coefficiente di leva finanziaria3 si attesta al 4,6%. Le riserve di liquidità immediatamente disponibili del Gruppo ammontano a 309 miliardi di euro, equivalenti ad oltre un anno di margine di manovra rispetto alle risorse di mercato.

L’attivo netto contabile per azione è pari a 79,0 euro, con un tasso di crescita media annua del 5,1% dal 31 dicembre 2008. L’attivo netto contabile tangibile4 per azione è pari a 69,7 euro, con un tasso di crescita del 7,3% dal 31 dicembre 2008, ad illustrazione della continua creazione di valore attraverso il ciclo.

Il Consiglio di Amministrazione proporrà all’Assemblea Generale degli azionisti di versare un dividendo di 3,10 euro per azione (+2,6% rispetto al 2018), pagabile in contanti, pari ad un tasso di distribuzione del 50%, in linea con il piano.

Il Gruppo prosegue la sua trasformazione e porta a termine attivamente il suo piano 2020, rafforzando al tempo stesso il suo sistema di controllo interno e di compliance.

Alla fine del 2019, BNP Paribas ha riaffermato il proprio obiettivo di imporsi come leader mondiale della finanza sostenibile, con una politica ambiziosa di impegno nella società civile. Il Gruppo si è già distinto in questo senso, diventando il n° 3 mondiale del mercato dei Green Bond a fine 2019, con 9,8 miliardi di euro gestiti come joint bookrunner per i suoi clienti, o ancora con la firma di 3,7 miliardi di euro di Sustainability Linked Loans a fine 2019, uno strumento di finanziamento indicizzato su criteri ambientali, sociali e di governance (ESG). Questa politica di impegno in favore di un impatto positivo sulla società ha ottenuto prestigiosi riconoscimenti (“Best Bank for Corporate Responsibility 2019” assegnato da Euromoney) e l’inclusione della banca nei grandi indici specializzati (Dow Jones Sustainability Indices, Mondo ed Europa).

Il 2020 sarà caratterizzato da un contesto di tassi più bassi del previsto, che avrà un impatto sui prodotti a tasso d’interesse delle banche retail della zona Euro. Il Gruppo farà leva sul proseguimento della dinamica di crescita in tutte le divisioni. BNP Paribas continuerà a far crescere le sue varie attività all’interno di un modello integrato, proseguendo in particolare la dinamica di sviluppo CIB e il rafforzamento della sua leadership europea. Esso beneficerà inoltre pienamente del piano di trasformazione. Il Gruppo conferma l’obiettivo di economie ricorrenti di costi cumulati per 3,3 miliardi di euro a fine 2020. Su queste basi, gli obiettivi per il 2020 sono un calo in valore assoluto dei costi operativi e un effetto forbice positivo, un rendimento dei fondi propri tangibili (ROTE) del 10% e un tasso di distribuzione del dividendo del 50% in contanti.