Bper Banca ha chiuso il 2020 con un utile netto di 245,7 milioni

Bper Banca LogoIl consiglio di amministrazione di Bper Banca ha esaminato e approvato i risultati individuali della banca e consolidati di gruppo al 31 dicembre 2020.

Il margine di interesse si attesta a 1.238,9 milioni. Il dato del quarto trimestre risulta pari a  295,1 milioni, in calo del 9,3% trim/trim rispetto a 325,5 milioni del trimestre precedente, principalmente a seguito della riclassificazione contabile di proventi pari a € 23,1 milioni, aventi natura commissionale e precedentemente iscritti negli interessi attivi. Il calo del margine, al netto di tali effetti contabili, è pari al 2,2% trim/trim.

Le commissioni nette risultano pari a 1.072,5 milioni. Il dato del quarto trimestre risulta pari a € 297,7 milioni mostrando un deciso incremento del 13,6% trim/trim dovuto principalmente alla già evidenziata riclassificazione contabile. La crescita delle commissioni, al netto di tali effetti contabili, è pari al 4,8% trim/trim. Nel confronto con il terzo trimestre 2020, si registra una buona performance del comparto Bancassurance (+33,6% trim/trim), del comparto della raccolta indiretta amministrata (+14,2% trim/trim), della componente riferibile a finanziamenti e garanzie (+3,3% trim/trim al netto degli effetti contabili) e del comparto relativo a carte, incassi e pagamenti (+4,6% trim/trim).

La voce dividendi dell’esercizio 2020 risulta pari a 18,5 milioni.

Il risultato netto della finanza si attesta a 138,2 milioni; il dato relativo al quarto trimestre è pari a 42,6 milioni. Esso include utili netti da cessione di attività finanziarie e crediti per 101,6 milioni, plusvalenze nette su titoli e derivati per 32 milioni e altri ricavi per 4,6 milioni.

I proventi operativi netti risultano pari a € 2.509,0 milioni. Tale dato nel quarto trimestre risulta pari a € 645,5 milioni.

Gli oneri operativi dell’esercizio 2020 si quantificano pari a 1.638,3 milioni, costituiti da spese per il personale pari a 960,7 milioni, altre spese amministrative per 499 milioni e rettifiche di valore nette su attività materiali e immateriali per 178,5 milioni. Nel quarto trimestre dell’anno, gli oneri operativi risultano pari a € 437,4 milioni: 1) le spese per il personale sono pari a € 239,4 milioni, in crescita del 10,5% trim/trim, per effetto della consueta stagionalità del terzo trimestre, ma in calo rispetto ai primi due trimestri dell’anno, grazie anche agli effetti positivi della manovra sul personale; 2) le altre spese amministrative sono pari a € 147,4 milioni in aumento del 22,7% trim/trim prevalentemente per effetto delle spese relative al progetto di acquisizione del ramo d’azienda dal Gruppo Intesa Sanpaolo, pari a 21,1 milioni nel trimestre; 3) le rettifiche di valore nette su attività materiali e immateriali risultano pari a 50,5 milioni in crescita del 17,5% trim/trim, principalmente per effetto dell’impairment su immobili.

Il risultato della gestione operativa è pari a 870,7 milioni nell’esercizio. Il dato relativo al quarto trimestre è pari a 208,1 milioni.

Le rettifiche di valore nette per rischio di credito si attestano a 544,4 milioni, quasi interamente riferibili a rettifiche di valore nette su attività al costo ammortizzato (541,9 milioni). Le rettifiche di valore nette su attività al costo ammortizzato per il rischio di credito nel quarto trimestre sono pari a 136,7 milioni in aumento rispetto a 107,9 milioni del terzo trimestre (+26,7%). Il costo del credito per l’esercizio risulta quindi pari a 101 bps (86 bps nel 2019), includendo altresì l’impatto delle componenti relative alla stima di peggioramento dello scenario congiunturale per l’emergenza sanitaria e della cessione delle tranches mezzanine e junior delle cartolarizzazioni di sofferenze.

Gli accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri ammontano a 32,5 milioni nell’esercizio.

I contributi ai fondi sistemici di competenza dell’anno risultano complessivamente pari a 77,3 milioni (60,7 milioni nel 2019). Nel dettaglio: nel primo semestre sono stati contabilizzati il contributo ordinario per l’anno 2020 del Gruppo Bper al Fondo di Risoluzione Unico (“SRF”) di € 26,0 milioni e il contributo addizionale per l’anno 2018 di 8,1 milioni; inoltre nel secondo semestre è stato versato il contributo ordinario al Fondo di Garanzia dei Depositi (“DGS”) pari a € 43,2 milioni. Si evidenzia che nello schema di Conto economico riclassificato, per chiarezza espositiva, tali contributi sono esposti in una riga separata, mentre nello schema di Banca d’Italia essi sono ricompresi all’interno della voce 190 b) “Altre spese amministrative”.

L’utile delle partecipazioni e da cessione di investimenti risulta negativo per 2,1 milioni nell’esercizio e include un impairment su partecipazioni per un ammontare totale pari a 8,2 milioni contabilizzato nel secondo trimestre.

L’utile della gestione corrente al lordo delle imposte risulta pari a 203,6 milioni.

Le imposte sul reddito dell’esercizio risultano positive per 67,0 milioni, principalmente riferibili ai benefici previsti dall’art. 55 del D.L. 18/2020 “Cura Italia” e all’effetto netto derivante dall’affrancamento di attività immateriali (complessivamente positivi pari a circa € 86,9 milioni).

L’utile dell’esercizio si attesta a 270,7 milioni e comprende un utile netto di pertinenza di terzi pari a 25 milioni.

L’utile dell’esercizio di pertinenza della Capogruppo è pertanto pari a 245,7 milioni.

Stato patrimoniale consolidato: dati principali

La raccolta diretta da clientela (debiti verso clientela, titoli in circolazione e passività finanziarie designate al fair value) si attesta a € 63,1 miliardi, in aumento dell’8,8% rispetto a fine 2019. La raccolta da clientela ordinaria risulta pari a € 59,5 miliardi in significativa crescita su dicembre 2019 (+8,9%), costituita principalmente da conti correnti e depositi liberi per € 55,1 miliardi (+15,5% da fine 2019), da depositi vincolati e certificati di deposito per € 0,4 miliardi (-73,5% da fine 2019) e da obbligazioni per € 0,8 miliardi (-54,7% da fine anno). La raccolta istituzionale è pari a € 3,6 miliardi, in crescita del 6,0% da fine 2019 e costituita prevalentemente da obbligazioni.

La raccolta indiretta da clientela, valorizzata ai prezzi di mercato, è pari a € 114,8 miliardi in crescita del 3,8% da fine 2019. In particolare, la raccolta gestita è pari a € 42,7 miliardi in crescita del 2,4% da fine anno, di cui € 17,4 miliardi riferibili a Arca Holding al netto della quota di fondi collocata dalla rete del Gruppo BPER. La raccolta amministrata risulta pari a € 72,1 miliardi (+4,6% da fine 2019, +4,2% da settembre 2020). Il portafoglio premi assicurativi riferibile al ramo vita, non compreso nella raccolta indiretta, ammonta a € 7,3 miliardi in aumento del 7,0% da fine 2019 e dello 0,8% da settembre 2020.

I crediti lordi verso la clientela sono pari a € 55,4 miliardi in incremento dello 0,2% rispetto a fine 2019. I crediti “in bonis” lordi sono pari a € 51,1 miliardi, mentre quelli deteriorati lordi (sofferenze, inadempienze probabili e scaduti) ammontano a € 4,3 miliardi in forte calo del 29,1% da fine 2019 anche per effetto delle cartolarizzazioni di due portafogli di sofferenze per un valore lordo contabile complessivo alla data di cessione pari a € 1,3 miliardi (operazioni “Spring” e “Summer”), con un’incidenza del 7,8% sui crediti lordi complessivi (8,8% a settembre e 11,1% a fine 2019). Nel dettaglio, la componente di sofferenze lorde è pari a € 2,1 miliardi (in calo del 39,8% da fine 2019); le inadempienze probabili lorde sono pari a € 2,1 miliardi (in calo del 14,3% da fine 2019); i crediti scaduti lordi sono pari a € 141,3 milioni (in diminuzione del 27,5% da fine 2019). La qualità dei crediti “in bonis” si mantiene elevata, con una percentuale dei rating a basso rischio pari al 64,4%.

I crediti netti verso la clientela sono pari a € 53,0 miliardi e risultano in aumento rispettivamente dello 0,2% e dell’1,9% da settembre scorso e da fine 2019. I crediti “in bonis” netti sono pari a € 50,9 miliardi, mentre quelli deteriorati netti (sofferenze, inadempienze probabili e scaduti) ammontano a € 2,1 miliardi in calo del 29,0% da fine 2019 anche per effetto delle cartolarizzazioni sopra menzionate, con un’incidenza pari al 4,0% sui crediti netti complessivi (4,7% a settembre e 5,8% a fine 2019) e un coverage ratio in aumento al 51,0% dal 49,3% di settembre. Nel dettaglio, la componente di sofferenze nette è pari a € 0,7 miliardi con un livello di copertura del 65,0%; le inadempienze probabili nette sono pari a € 1,3 miliardi con un livello di copertura del 39,1%; i crediti scaduti netti sono pari a € 109,6 milioni con una copertura pari al 22,4%.

Nel corso dell’anno sono state concesse oltre 100.000 moratorie su finanziamenti a clientela per un ammontare di € 11 miliardi, pari a circa il 20% del totale finanziamenti lordi. A fine 2020 l’ammontare delle moratorie attive è pari a € 7,2 miliardi. Sui prestiti sui quali la moratoria non è stata rinnovata i mancati pagamenti sono alla data odierna di entità marginale.

La posizione interbancaria netta risulta negativa per € 10,3 miliardi determinata dallo sbilancio tra i crediti verso banche di € 9,9 miliardi e i debiti della stessa natura pari a € 20,2 miliardi. L’ammontare complessivo del rifinanziamento con la Banca Centrale Europea (“BCE”) del Gruppo BPER risulta pari a € 16,7 miliardi costituito interamente da operazioni di rifinanziamento a più lungo termine denominate “TLTRO 3” con scadenza triennale. Gli strumenti finanziari utilizzabili come collaterale per operazioni di rifinanziamento sul mercato ammontano a € 28,1 miliardi al netto dell’haircut, di cui € 10,0 miliardi disponibili ai quali si aggiungono € 9,9 miliardi di depositi presso la BCE.

Le attività finanziarie ammontano complessivamente a € 24,7 miliardi (+6,2% da settembre e +30,1% da fine 2019) e risultano pari al 26,5% del totale attivo. I titoli di debito ammontano a € 23,6 miliardi e rappresentano il 95,8% del portafoglio complessivo: di essi, € 11,7 miliardi sono riferiti a titoli governativi e di altri enti pubblici, di cui € 7,8 miliardi di titoli di Stato italiani.

I mezzi patrimoniali complessivi ammontano a € 6,3 miliardi, con una quota di patrimonio di pertinenza di terzi pari a € 0,1 miliardi. Il patrimonio netto consolidato del Gruppo, che include il risultato dell’esercizio, si attesta pertanto a € 6,2 miliardi. Nel mese di ottobre 2020 è stato completato con successo l’aumento di capitale a pagamento per € 802 milioni a supporto dell’acquisizione di un ramo d’azienda dal Gruppo Intesa Sanpaolo.

Per quanto riguarda gli indici di liquidità LCR (“Liquidity Coverage Ratio”) e NSFR (“Net Stable Funding Ratio”), al 31 dicembre 2020 l’indice LCR è pari al 200,1%, mentre l’indice NSFR è stimato al di sopra del 100%.