Bper Banca, nel I semestre utile netto pari a 119 milioni

Bper Banca LogoIl cda di Bper Banca ha esaminato e approvato i risultati individuali della Banca e consolidati di Gruppo al 30 giugno 2017.

Conto economico: dati principali

Il margine di interesse si attesta a € 570,1 milioni in diminuzione del 3,4% a/a principalmente a causa dell’effetto spread negativo, pur in presenza di una costante diminuzione del costo del funding non in grado, però, di controbilanciare il calo del rendimento dell’attivo, in particolare sui conti correnti attivi e sui finanziamenti a imprese.

Le commissioni nette, pari a € 359,2 milioni, risultano in crescita dello 0,3% a/a. In dettaglio, le commissioni nette relative alla raccolta gestita e “bancassurance” registrano un significativo aumento dell’11,0% a/a, mentre sono in calo le commissioni nette relative al business commerciale come conseguenza, in particolare, della politica di ottimizzazione delle linee di credito non utilizzate.

Il risultato netto delle attività di negoziazione (comprensivo dei dividendi pari a € 11,1 milioni) si attesta a € 61,7 milioni (€ 73,5 nel primo semestre 2016 inclusivo di una voce dividendi pari a € 8,8 milioni) in calo del 16,2% a/a, ma in forte incremento del 56,4% a/a al netto delle componenti non ricorrenti presenti nei due periodi (€ 67,8 milioni nel primo semestre 2017 rispetto a € 43,3 milioni nello stesso periodo 2016). Esso include utili netti realizzati su titoli e derivati per € 29,3 milioni, plusvalenze nette su titoli e derivati per € 19,8 milioni, e altri elementi positivi per € 1,4 milioni.

La redditività operativa risulta pari a € 1.015,6 milioni, in calo del 3,6% a/a, ma sostanzialmente stabile (-0,2% a/a) al netto delle componenti straordinarie riferibili al risultato netto delle attività di negoziazione presenti nei due periodi, in presenza di un andamento positivo del risultato netto della finanza e dividendi ai quali si contrappone un minore contributo del margine di interesse e degli altri oneri e proventi.

I costi della gestione si quantificano pari a € 627,9 milioni in calo dell’1,8% a/a. Le spese per il personale ammontano a € 385,7 milioni, risultando in forte diminuzione del 3,2% a/a principalmente per effetto dell’uscita di un numero rilevante di risorse in attuazione del Piano di incentivazione all’esodo e Fondo di solidarietà previsto nel vigente Piano Industriale 2015-17, già totalmente spesato nel 2015. Le altre spese amministrative sono pari a € 201,5 milioni in calo dell’1,2% a/a. Gli ammortamenti su attività materiali e immateriali ammontano a € 40,7 milioni (€ 37,5 milioni nel primo semestre 2016).

Il risultato della gestione operativa (redditività operativa al netto dei costi della gestione) è pari a € 387,7 milioni (€ 414,4 nel semestre 2016); essa si attesta a € 393,9 milioni (€ 384,2 milioni nel primo semestre 2016) al netto delle componenti straordinarie presenti nei due periodi, risultando in crescita del 2,5% a/a.

Le rettifiche nette su crediti e su altre attività si attestano a € 388,4 milioni (€ 283,1 milioni nel primo semestre 2016); tale valore include due componenti non ricorrenti per un importo complessivo pari a € 61,5 milioni, costituite da 1) l’impairment sull’intera quota versata al Fondo Atlante da questo investita in Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca (€ 52,9 milioni nel semestre, che si aggiunge alla svalutazione già effettuata nel quarto trimestre del 2016 per un importo pari a € 28,3 milioni, per una svalutazione di valore complessiva pari a € 81,2 milioni che rappresenta il 92,50% delle quote fino ad oggi versate e 2) la svalutazione sulla quota residua del contributo versato al FITD-SV a fronte dell’intervento a favore di CariCesena per un importo pari a € 8,6 milioni, che si aggiunge alla svalutazione già effettuata nel quarto trimestre del 2016 per un importo di € 2,5 milioni. In dettaglio, le rettifiche nette operate su crediti ammontano a € 323,2 milioni (€ 276,1 milioni nel primo semestre 2016) e risentono dell’approccio particolarmente conservativo nelle politiche di accantonamento su crediti attuate nel semestre. Le rettifiche nette per deterioramento di attività finanziarie sono pari a € 71,6 milioni (€ 7,2 milioni nello stesso periodo dello scorso anno) inclusive delle componenti straordinarie sopra menzionate. Le rettifiche nette su altre attività hanno segno positivo (riprese di valore) per € 6,4 milioni (erano pure positive per € 0,3 milioni nel primo semestre 2016). Il costo del credito del primo semestre dell’anno risulta pari a 69 bps (138 bps annualizzato).

Gli accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri si attestano a € 11,6 milioni nel semestre (€ 22,1 milioni nello stesso periodo del 2016) in calo del 47,6% a/a.

Nel primo semestre è stato contabilizzato il contributo ordinario per l’anno 2017 del Gruppo BPER al Fondo di Risoluzione Unico (“SRF”) pari a € 15,9 milioni (€ 15,1 milioni nello stesso periodo dello scorso anno), che è la somma del contributo stimato e contabilizzato di € 18,0 milioni nel primo trimestre e di una ripresa pari a € 2,1 milioni in sede di versamento effettivo richiesto dalle Autorità di Risoluzione Nazionali effettuato nel secondo trimestre (tale quota del contributo dovuto è stata versata ricorrendo ad impegni irrevocabili di pagamento collateralizzati come previsto dalla normativa generando, pertanto, una corrispondente ripresa di valore in conto economico). Si evidenzia che nello schema di conto economico riclassificato, per chiarezza espositiva, tale contributo è esposto in una riga separata mentre nello schema di Banca d’Italia esso è ricompreso all’interno della voce 180 b) “Altre spese amministrative”.

Al 30 giugno si è provveduto alla prima, provvisoria, contabilizzazione, ai sensi dell’IFRS3 “Aggregazioni aziendali”, della citata acquisizione di Nuova Carife. Il differenziale negativo tra prezzo di acquisto e patrimonio netto consolidato di pertinenza del gruppo acquisito è risultato pari a € 156,0 milioni. Tale importo è stato oggetto di allocazione provvisoria sulla base delle informazioni di dettaglio disponibili al momento. Il processo di Purchase Price Allocation (“PPA”) ha determinato rettifiche patrimoniali per un importo complessivo pari a € 25,3 milioni. Pertanto il beneficio complessivo dell’acquisizione è stato pari a € 130,7 milioni registrato quale provento alla voce 240 di conto economico (c.d. badwill).

L’utile dell’operatività corrente al lordo delle imposte risulta pari a € 109,0 milioni che si confronta con un utile pari a € 92,9 milioni dello stesso periodo dello scorso anno. Le imposte sul reddito risultano positive e sono calcolate pari a € 10,2 milioni (erano negative per € 27,8 milioni nel primo semestre 2016).

L’utile netto complessivo del periodo si attesta a € 119,2 milioni (€ 65,1 milioni nel primo semestre 2016) e comprende un utile di periodo di pertinenza di terzi pari a € 0,1 milioni (€ 0,3 milioni al 30 giugno 2016). L’utile netto di pertinenza della Capogruppo si quantifica pertanto pari a € 119,1 milioni (€ 64,7 milioni al 30 giugno 2016).

Stato patrimoniale: dati principali

La raccolta diretta da clientela (debiti verso clientela, titoli in circolazione e passività finanziarie valutate al fair value) si attesta a € 48,6 miliardi, che include € 2 miliardi riferibile all’ingresso di Nuova Carife nel Gruppo bancario, in diminuzione del 2,4% rispetto alla fine del 2016 a parità di perimetro, principalmente per effetto della politica perseguita dal Gruppo di trasformazione della stessa in raccolta “indiretta”. Tra le diverse forme tecniche, risultano in diminuzione la raccolta a vista (conti correnti e depositi liberi) per € 0,7 miliardi a parità di perimetro (-2,2% rispetto a fine 2016), la componente obbligazionaria per € 0,2 miliardi a parità di perimetro (-2,8% da fine 2016) e i certificati di deposito per € 0,2 miliardi a parità di perimetro (-9,5% da fine 2016). La raccolta diretta, inclusiva della quota riferita a Nuova Carife, è costituita in prevalenza da conti correnti e depositi liberi e vincolati a breve scadenza (73,1%) e obbligazioni (12,5%) di cui il 49,8% sottoscritte dalla clientela retail.

La raccolta indiretta da clientela, valorizzata ai prezzi di mercato, è pari a € 34,8 miliardi, di cui € 1,4 miliardi riferibile a Nuova Carife, in aumento dell’1,7% da fine 2016 a parità di perimetro. In particolare, la raccolta gestita è pari a € 18,6 miliardi di cui € 1,0 miliardi riferibili a Nuova Carife (+8,5% da fine 2016 a parità di perimetro) e presenta una raccolta netta del periodo positiva per circa € 1,2 miliardi, più che quadruplicata rispetto ai € 0,3 miliardi del primo semestre 2016. La raccolta amministrata pari a € 16,2 miliardi, di cui € 0,4 miliardi riferibile a Nuova Carife, registra una flessione del 5,0% da fine 2016 a parità di perimetro principalmente per l’uscita di masse di clienti istituzionali a bassa marginalità. Il portafoglio premi assicurativi riferibile al ramo vita, non compreso nella raccolta indiretta, ammonta a € 4,7 miliardi di cui € 0,1 miliardi riferibili a Nuova Carife, evidenziando una crescita da inizio anno del 3,1% a parità di perimetro.

I crediti verso la clientela, al netto delle rettifiche di valore, sono pari a € 47,0 miliardi (di cui € 1,3 miliardi riferibili a Nuova Carife) in incremento dello 0,4% rispetto a fine 2016 a perimetro costante con un forte incremento delle erogazioni di mutui residenziali nel primo semestre dell’anno rispetto allo stesso periodo dello scorso anno (+34,3%).

L’ammontare dei crediti deteriorati netti (sofferenze, inadempienze probabili e scaduti), inclusi gli aggregati riferibili a Nuova Carife, è di € 5,9 miliardi in significativa diminuzione del 5,5% da fine 2016 (-6,4% a parità di perimetro) con un coverage ratio complessivo del 46,9% (44,5% a fine 2016) e senza considerare l’ammontare dei “write off” su sofferenze ancora in essere (€ 1,0 miliardi) che portano l’indice di copertura al 51,3% (49,4% a fine 2016). Nel dettaglio, la componente di sofferenze nette è pari a € 2,9 miliardi in rilevante diminuzione rispetto alla fine del 2016 (-2,6%) con un livello di copertura del 58,8% (57,2% a fine 2016); inoltre, tenuto conto delle svalutazioni dirette su crediti in sofferenza (“write-off”), la copertura si attesta al 63,8% (62,9% a fine 2016). Le inadempienze probabili nette sono pari a € 2,7 miliardi in significativo calo rispetto alla fine del 2016 (-10,1%) con un livello di copertura del 26,4% in incremento di 289 bps da fine 2016; i crediti scaduti netti sono pari a € 0,2 miliardi in incremento del 31,9% dalla fine dello scorso anno con una copertura pari al 7,9% (7,8% a fine 2016).

La posizione interbancaria netta risulta negativa per € 9,0 miliardi rispetto a € 8,1 miliardi di fine 2016 ed è determinata dallo sbilancio tra i crediti verso banche di € 3,5 miliardi e i debiti della stessa natura pari a € 12,5 miliardi. L’ammontare complessivo del rifinanziamento con la Banca Centrale Europea del Gruppo BPER risulta pari a € 9,3 miliardi interamente riconducibili alla partecipazione alla seconda serie delle operazioni di rifinanziamento a più lungo termine denominata “TLTRO2” con scadenza quadriennale (€ 4,1 miliardi sottoscritti a giugno 2016 parzialmente utilizzata per il rimborso integrale del finanziamento “TLTRO1”; € 1 miliardo a fine di dicembre 2016 e € 4,2 miliardi a fine marzo 2017). Gli strumenti finanziari, utilizzabili come collaterale per operazioni di rifinanziamento sul mercato, ammontano a € 15,5 miliardi al netto dell’haircut, di cui € 3,0 miliardi disponibili ai quali si devono aggiungere circa € 2,1 miliardi di depositi disponibili presso la Banca Centrale.

Le attività finanziarie ammontano complessivamente a € 15,0 miliardi, di cui € 0,2 miliardi riferibili a Nuova Carife, in incremento del 9,1% rispetto alla fine del 2016, e sono pari al 21,2% del totale attivo. I titoli di debito rappresentano il 94,0% del portafoglio complessivo e ammontano a € 14,1 miliardi: di essi, € 6,3 miliardi sono riferiti a titoli governativi, in massima parte rappresentati da titoli di Stato italiani (€ 5,5 miliardi).

A fronte delle attività disponibili per la vendita (“AFS”) pari a € 11,6 miliardi, sono complessivamente presenti riserve da valutazione positive per € 98,5 milioni, al netto della relativa componente fiscale, come risultanza della sommatoria di riserve positive riferite ai titoli di debito, titoli di capitale e OICR per un valore di € 146,9 milioni e di riserve negative per € 48,4 milioni. In particolare, la riserva AFS riferibile ai titoli governativi in portafoglio evidenzia una plusvalenza (al netto delle imposte) di € 14,9 milioni (€ 37,3 milioni al 31 dicembre 2016). Inoltre, relativamente al portafoglio delle attività finanziarie detenute fino a scadenza (“HTM”) pari a € 2,6 miliardi, la differenza tra il fair value ed il valore di bilancio, al netto della relativa componente fiscale, risulta positiva (“riserva implicita netta”) per € 106,8 milioni.

I mezzi patrimoniali complessivi al 30 giugno 2017 ammontano a € 5,6 miliardi (+1,4% rispetto a fine 2016), con una quota di patrimonio di pertinenza di terzi pari ad € 0,6 miliardi. Il patrimonio netto consolidato del Gruppo, che include il risultato del periodo, si attesta a € 5,0 miliardi, in aumento di 1,9% da fine 2016.

Il leverage ratio Basilea 3 Phased In risulta pari al 6,16% (6,07% Fully Phased), tra i migliori del sistema. Gli indici di liquidità LCR (“Liquidity Coverage Ratio”) e NSFR (“Net Stable Funding Ratio”) risultano ampiamente superiori al 100%; in particolare, al 30 giugno 2017 l’indice LCR è pari al 130,1%, mentre l’indice NSFR è stimato al di sopra del 100% (era pari al 106,6% al 31 marzo 2017 e 104,3% al 31 dicembre 2016).

Capital ratios

I ratios patrimoniali al 30 giugno 2017, calcolati tenendo conto della metodologia AIRB per i requisiti sul rischio di credito, considerano il valore dei Fondi propri inclusivo della quota di utile realizzato nel periodo, al netto del dividendo ipotizzabile per la Capogruppo BPER Banca:

  • Common Equity Tier 1 (CET1) ratio Phased In pari al 13,38% (13,33% al 31 marzo 2017 e 13,80% al 31 dicembre 2016). L’indice calcolato in regime di piena applicazione (“Fully Phased”), è pari al 13,17% (13,11% al 31 marzo 2017 e 13,27% al 31 dicembre 2016) in lieve incremento di 6 bps sul dato al 31 marzo 2017 nonostante il consolidamento di Nuova Carife all’interno del Gruppo bancario;
  • Tier 1 ratio Phased In pari al 13,47% (13,43% al 31 marzo 2017 e 13,89% al 31 dicembre 2016);
  • Own Funds ratio Phased In pari al 16,16% (14,66% al 31 marzo 2017 e 15,21% al 31 dicembre 2016)

Principali dati di struttura al 30 giugno 2017

Il Gruppo è presente in diciotto Regioni italiane con 1.282 sportelli bancari, di cui 98 riferibili a Nuova Carife; a perimetro costante, il numero degli sportelli risulta pari a 1.184 (in calo di 16 unità dalla fine del 2016), oltre alla Sede in Lussemburgo di BPER (Europe) International s.a.

I dipendenti del Gruppo sono pari a 12.014, di cui 841 unità provenienti dal consolidamento di Nuova Carife, rispetto alle 11.635 in servizio alla fine del 2016 (-462 risorse a parità di perimetro); il rilevante calo di personale del Gruppo, a parità di perimetro, è prevalentemente riferibile all’attuazione dell’accordo per l’incentivazione all’esodo e per il Fondo di solidarietà siglato con le OOSS il 14 agosto 2015 e pressoché interamente spesato a conto economico lo stesso anno, come previsto nel Piano Industriale 2015-17.

Prevedibile evoluzione della gestione

Il livello ancora molto contenuto dei tassi di mercato e l’elevata competizione nel sistema sull’attività tradizionale di finanziamento continueranno ad esercitare pressione sul rendimento dell’attivo, anche se con intensità in graduale riduzione; al contempo, le azioni di repricing del passivo e il potenziale beneficio dello sweetener derivante dal programma TLTRO2 della BCE consentiranno un ulteriore calo del costo della raccolta, contribuendo a contenere le pressioni sul margine di interesse. Un supporto ai ricavi è atteso dalla componente commissionale, con la conferma delle performance positive, già registrate nel corso del primo semestre, nel comparto dell’asset management e bancassurance e la stabilizzazione della componente relativa al business commerciale. I costi della gestione sono attesi in ulteriore graduale calo, sia per quanto riguarda gli oneri del personale sia per le altre spese amministrative, beneficiando degli effetti del piano di riduzione dello staff e del graduale esaurimento degli investimenti relativi all’attuazione dei progetti del Piano Industriale. Si prevede, inoltre, che il rallentamento dei flussi di nuovi crediti problematici in atto, unitamente alla politica di accantonamento particolarmente conservativa attuata nel corso del primo semestre, avrà implicazioni positive sul costo ordinario del credito del secondo semestre. L’insieme di questi fattori dovrebbe sostenere le prospettive di redditività ordinaria del Gruppo per la restante parte dell’anno.

Bper Banca, nel I semestre utile netto pari a 119 milioni ultima modifica: 2017-08-12T15:23:55+00:00 da Redazione

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