Bper Banca, nei primi 9 mesi dell’anno utili in crescita da 149 a 358,1 milioni

Bper Banca LogoIl consiglio di amministrazione di Bper Banca ha esaminato e approvato i risultati individuali della banca e consolidati di Gruppo al 30 settembre 2018.

“Il consiglio di amministrazione ha approvato la situazione economico-patrimoniale dei primi nove mesi dell’anno che si chiude con un utile netto in forte crescita pari a oltre 358 milioni, più che raddoppiato rispetto a 149 milioni dello stesso periodo dello scorso anno – ha dichiarato Alessandro Vandelli, amministratore delegato di Bper Banca -. L’ottimo risultato economico è accompagnato da un significativo miglioramento della solidità patrimoniale che evidenzia un consistente aumento di circa 40 bps del CET1 ratio a regime al 12,0% dall11,6% di giugno, anche grazie al limitato impatto delle forti tensioni sui mercati finanziari degli ultimi mesi principalmente dovuto alla strategia adottata di progressiva diversificazione del portafoglio finanziario. Inoltre, i primi nove mesi dell’anno confermano il miglioramento dell’asset quality già registrata nei trimestri precedenti con una rilevante diminuzione dello stock lordo di crediti deteriorati per circa 1,7 miliardi e delle sole sofferenze per 1,3 miliardi; al contempo, le coperture sui crediti deteriorati si mantengono ai livelli massimi del sistema. Relativamente alla qualità del credito poi, è importante ricordare che nella giornata di ieri è stata perfezionata l’operazione di cartolarizzazione di un portafoglio di sofferenze denominato “Aqui” per un importo nominale lordo di 1,9 miliardi a cui farà seguito il relativo deconsolidamento contabile una volta ceduti i titoli mezzanine e junior a investitori istituzionali nelle prossime settimane. Questa seconda importante operazione, che segue quella del Banco di Sardegna conclusa nel giugno scorso, risulta in linea con il piano previsto nell’ambito della più ampia azione di derisking e miglioramento dell’asset quality delineata nella Npe Strategy 2018-2020 del Gruppo Bper. Credo di poter affermare che il grande impegno profuso dal Gruppo per ridurre i crediti deteriorati stia producendo i risultati attesi consentendoci di centrare l’obiettivo di riduzione dell’Npe ratio lordo di quasi 10 punti percentuali tra il 2016 e il 2018 mantenendo al contempo una elevata solidità patrimoniale. I risultati conseguiti su redditività, solidità patrimoniale e qualità del credito ci consentono di guardare con fiducia alle prossime sfide da affrontare per la crescita e lo sviluppo del nostro gruppo”.

Conto economico: dati principali                                                                                                                                        

Il margine di interesse si attesta a 850,1 milioni[i]. Il dato relativo terzo trimestre risulta pari a 276,6 milioni in marginale calo rispetto a 280,3 milioni del secondo trimestre dell’anno principalmente a causa dell’effetto “riclassificazione IFRS9”[ii].

Le commissioni nette risultano pari a 577,1 milioni in aumento di oltre il 6% a/a. La performance positiva è stata supportata principalmente dall’incremento delle commissioni nette relative alla raccolta gestita e Bancassurance in forte crescita rispetto allo stesso periodo dello scorso anno (+19,6% a/a) ancorché con perimetro non omogeneo e dalla tenuta delle commissioni nette relative al business commerciale. Il dato relativo al terzo trimestre si attesta a 188,0 milioni (-1,5% trim/trim) principalmente a causa della consueta stagionalità del periodo estivo.

Il risultato netto delle attività di negoziazione (comprensivo dei dividendi pari a 13,8 milioni) si attesta a    204,7 milioni. Esso include utili netti realizzati su titoli e derivati per 185,3 milioni, minusvalenze nette su titoli e derivati per 1,2 milioni, e altri elementi positivi per 6,8 milioni.

La redditività operativa risulta pari a 1.662,6 milioni, mentre il dato relativo al terzo trimestre è pari a 496,8 milioni, in lieve crescita dello 0,1% rispetto al trimestre precedente al netto della voce dividendi particolarmente rilevante nel secondo trimestre.

I costi della gestione si quantificano pari a 1.010,8 milioni. In dettaglio, le spese per il personale ammontano a 615,0 milioni, le altre spese amministrative sono pari a 316,6 milioni e gli ammortamenti su attività materiali e immateriali si attestano a 79,2 milioni. Il dato riferito ai costi della gestione del terzo trimestre si attesta a 321,8 milioni in forte riduzione rispetto sia al secondo che al primo trimestre dell’anno, rispettivamente pari a 357,9 milioni e 331,2 milioni, prevalentemente per effetto della significativa riduzione del costo del personale dovuta al consueto effetto stagionale del trimestre (194,6 milioni rispetto a 212,9 milioni del secondo trimestre e 207,5 milioni del 1 trimestre).

Il risultato della gestione operativa (redditività operativa al netto dei costi della gestione) è pari a 651,7 milioni, mentre il dato relativo al terzo trimestre risulta pari a 175 milioni, in crescita del 16,0% trim/trim.

Le rettifiche nette su crediti e su altre attività si attestano a 155,9 milioni quasi interamente riferibili a rettifiche nette su attività finanziarie valutate al costo ammortizzato, in forte riduzione rispetto allo stesso periodo dello scorso anno (-69,7% a/a). Il dato del terzo trimestre risulta pari a 71,7 milioni. Il costo del credito annualizzato si determina in 45 bps (33 bps nei nove mesi) in forte riduzione rispetto ai 112 bps dell’intero esercizio 2017.

Gli accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri si attestano a 49,1 milioni nel periodo.

Nel primo semestre era stato contabilizzato il contributo per l’anno 2018 del Gruppo Bper al Fondo di Risoluzione Unico (“SRF”) pari a 28,9 milioni costituito da una parte ordinaria pari a 20,3 milioni già presente nel primo trimestre (18,1 milioni nel primo trimestre 2017) e da una parte straordinaria e riferita all’esercizio 2016 pari a 8,6 milioni nel secondo trimestre. Il valore stimato del contributo ordinario al Fondo di Garanzia dei Depositi (“DGS”), accertato tra le spese amministrative e contabilizzato nel terzo trimestre 2018, risulta pari a 23,5 milioni (20,2 milioni nel terzo trimestre 2017). Si evidenzia che nello schema di conto economico riclassificato, per chiarezza espositiva, tali contributi sono esposti in una riga separata, mentre nello schema di Banca d’Italia essi sono ricompresi all’interno della voce 180 b) “Altre spese amministrative”.

L’utile dell’operatività corrente al lordo delle imposte risulta pari a 403,3 milioni in forte crescita rispetto a 161,6 milioni dello stesso periodo dello scorso anno. Le imposte sul reddito sono pari a 24,0 milioni.

L’utile netto complessivo del periodo si attesta a 379,3 milioni (148,1 milioni nei primi nove mesi del 2017) e comprende un utile netto di periodo di pertinenza di terzi pari a 21,2 milioni. L’utile netto di pertinenza della Capogruppo si quantifica pertanto pari a 358,1 milioni (149,0 milioni nei primi nove mesi del 2017).

Stato patrimoniale: dati principali (vedi Nota metodologica a pag.1)

La raccolta diretta da clientela (debiti verso clientela, titoli in circolazione e passività finanziarie designate al fair value) si attesta a € 51,2 miliardi in crescita dell’1,9% rispetto a € 50,2 miliardi al 1° gennaio 2018) dovuta in particolare all’incremento dei depositi della clientela (€ 1,7 miliardi). La raccolta da clientela ordinaria risulta pari a € 45,4 miliardi in aumento di € 0,3 miliardi dal 1° gennaio 2018 registrando un forte incremento della componente dei conti correnti e depositi liberi (+€ 1,6 miliardi) parzialmente controbilanciato da un calo delle obbligazioni e certificati di deposito (€ 1,3 miliardi). La raccolta istituzionale è pari a € 5,8 miliardi in incremento di € 587,5 milioni dal 1° gennaio 2018 quasi integralmente dovuta all’emissione di un Covered Bond per un ammontare pari a € 500 milioni nel Luglio scorso. La raccolta diretta complessiva è costituita in prevalenza da conti correnti e depositi liberi e vincolati a breve scadenza (76,9%) e obbligazioni (10,1%).

La raccolta indiretta da clientela, valorizzata ai prezzi di mercato, è pari a € 36,4 miliardi (€ 35,9 miliardi a fine 2017). In particolare, la raccolta gestita è pari a € 20,0 miliardi e presenta una raccolta netta del periodo positiva per oltre € 1 miliardo (€ 1,6 miliardi nei primi nove mesi dello scorso anno). La raccolta amministrata risulta pari a € 16,4 miliardi (€ 16,1 miliardi a fine 2017). Il portafoglio premi assicurativi riferibile al ramo vita, non compreso nella raccolta indiretta, ammonta a € 4,9 miliardi (€ 4,7 miliardi a fine 2017).

I crediti netti verso la clientela sono pari a € 45,6 miliardi in calo di € 0,9 miliardi rispetto a € 46,5 miliardi al 1° gennaio 2018 includendo anche gli effetti dell’operazione di cartolarizzazione di sofferenze della controllata Banco di Sardegna “4Mori Sardegna” conclusa nel giugno scorso[iii]. I crediti “performing” netti sono pari a € 41,8 miliardi   (in calo di € 0,3 miliardi dal 1° gennaio 2018), mentre quelli deteriorati netti (sofferenze, inadempienze probabili e scaduti) ammontano a € 3,8 miliardi (-€ 0,5 miliardi rispetto al 1° gennaio 2018), con un coverage ratio complessivo pari al 56,7% in calo di 2,6 p.p. rispetto al 1° gennaio 2018 dopo l’entrata in vigore del nuovo principio contabile IFRS9 (+8,0 p.p. dal 48,7% del 31 dicembre 2017 pre-IFRS9). Nel dettaglio, la componente di sofferenze nette è pari a € 2,1 miliardi in diminuzione di € 0,2 miliardi (-10,7%) rispetto al 1° gennaio 2018, con un livello di copertura del 64,5%; le inadempienze probabili nette sono pari a € 1,7 miliardi, in calo di € 0,2 miliardi (-11,5%) rispetto al 1° gennaio 2018, con un livello di copertura del 42,2%; i crediti scaduti netti sono pari a  € 0,1 miliardi con una copertura pari al 12,8%.

I crediti lordi verso la clientela sono pari a € 50,8 miliardi in calo di € 2,2 miliardi rispetto a € 53,0 miliardi al 1° gennaio 2018 includendo anche gli effetti dell’operazione di cartolarizzazione di sofferenze della controllata Banco di Sardegna “4Mori Sardegna” conclusa in giugno[iv]. I crediti “performing” lordi sono pari a € 42,0 miliardi, mentre quelli deteriorati lordi (sofferenze, inadempienze probabili e scaduti) ammontano a € 8,8 miliardi con un’incidenza del 17,3% sui crediti lordi complessivi, in forte calo di 2,6 p.p. dal 19,9% del 1° gennaio 2018, anche grazie all’operazione di cartolarizzazione “4Mori Sardegna”. Nel dettaglio, la componente di sofferenze lorde è pari a € 5,8 miliardi in diminuzione di € 1,3 miliardi (-17,9%) rispetto al 1° gennaio 2018; le inadempienze probabili lorde sono pari a € 2,9 miliardi, in calo di € 0,5 miliardi (-13,6%) rispetto al 1° gennaio 2018; i crediti scaduti lordi sono pari a  € 0,1 miliardi.

La posizione interbancaria netta risulta negativa per € 8,7 miliardi rispetto a € 10,0 miliardi al 1° gennaio 2018 ed è determinata dallo sbilancio tra i crediti verso banche di € 4,0 miliardi e i debiti della stessa natura pari a € 12,7 miliardi. L’ammontare complessivo del rifinanziamento con la Banca Centrale Europea (“BCE”) del Gruppo BPER risulta pari a € 9,3 miliardi interamente riconducibili alla partecipazione alla seconda serie delle operazioni di rifinanziamento a più lungo termine denominata “TLTRO 2” con scadenza quadriennale[v]. Gli strumenti finanziari, utilizzabili come collaterale per operazioni di rifinanziamento sul mercato, ammontano a € 17,3 miliardi al netto dell’haircut, di cui € 4,5 miliardi disponibili ai quali si devono aggiungere € 3,2 miliardi di depositi disponibili presso la BCE.

Le attività finanziarie ammontano complessivamente a € 16,6 miliardi (€ 15,8 miliardi al 1° gennaio 2018) e risultano pari al 23,4% del totale attivo. I titoli di debito ammontano a € 15,7 miliardi e rappresentano il 94,6% del portafoglio complessivo: di essi, € 6,8 miliardi sono riferiti a titoli governativi e di altri enti pubblici, di cui € 5,6 miliardi di titoli di Stato italiani.

I mezzi patrimoniali complessivi al 30 settembre 2018 ammontano a € 4,9 miliardi (€ 4,6 miliardi al 1° gennaio 2018) con una quota di patrimonio di pertinenza di terzi pari a € 0,5 miliardi (invariato rispetto al 1° gennaio 2018). Il patrimonio netto consolidato del Gruppo, che include il risultato del periodo, si attesta a € 4,4 miliardi (€ 4,2 miliardi al 1° gennaio 2018).

Gli indici di liquidità LCR (“Liquidity Coverage Ratio”) e NSFR (“Net Stable Funding Ratio”) risultano superiori al 100%; in particolare, al 30 settembre 2018, l’indice LCR è pari al 132,2%, mentre l’indice NSFR è stimato al di sopra del 100% (era pari al 107,4% al 30 giugno 2018).

Capital ratios

I ratios patrimoniali al 30 settembre 2018, calcolati tenendo conto della metodologia AIRB per i requisiti sul rischio di credito, considerano il valore dei Fondi propri inclusivo della quota di utile realizzato nel periodo, al netto del dividendo previsto e in applicazione del nuovo principio contabile IFRS9[vi]:

  • Common Equity Tier 1 (CET1) ratio Phased In[vii] pari al 14,74% (14,72 al 30 giugno 2018 e 13,89% al 31 dicembre 2017). L’indice calcolato in regime di piena applicazione (“Fully Phased”) è pari al 12,00% (11,63% al 30 giugno 2018 e 13,68% al 31 dicembre 2017);
  • Tier 1 ratio Phased In pari al 14,84% (14,81% al 30 giugno 2018 e 13,97% al 31 dicembre 2017);
  • Own Funds ratio Phased In pari al 17,73% (17,63% al 30 giugno 2018 e 16,69% al 31 dicembre 2017).

Principali dati di struttura al 30 settembre 2018

Il Gruppo è presente in diciotto Regioni italiane con 1.219 sportelli bancari (1.218 a fine 2017), oltre alla Sede in Lussemburgo di BPER (Europe) International s.a.

I dipendenti del Gruppo sono pari a 11.627 in calo di 28 unità rispetto al 30 giugno 2018 (le risorse in servizio alla fine del 2017 erano 11.653).

Principali fatti di rilievo intervenuti successivamente al 30 settembre 2018

Il Banco di Sardegna S.p.A. ottiene la GACS sui titoli Senior della cartolarizzazione di un portafoglio di sofferenze “4Mori Sardegna”

In data 3 ottobre 2018, il Banco di Sardegna S.p.A. ha ricevuto la comunicazione da parte del Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF), dell’avvenuta concessione – con decreto del 5 settembre 2018, registrato dalla Corte dei Conti in data 27 settembre 2018 e dall’Ufficio Centrale del bilancio del MEF in data 1° ottobre 2018 – della garanzia dello Stato (GACS) su titoli senior della cartolarizzazione 4Mori Sardegna, il cui valore nominale è pari a 232 milioni di euro. La garanzia dello Stato sui titoli senior, interamente detenuti dal Banco di Sardegna, è effettiva a valere dalla data del decreto (5 settembre 2018). Dal punto di vista contabile il Banco di Sardegna ha beneficiato, già con riferimento al 30 giugno 2018, della derecognition del portafoglio di sofferenze cedute, pari a un valore lordo contabile di 900 milioni di euro.

Conclusa l’operazione di cessione di un portafoglio di sofferenze, in prevalenza di BPER Banca, denominato “AQUI” realizzata attraverso una cartolarizzazione per un valore lordo contabile pari a € 1,9 miliardi e per la quale verrà richiesta la garanzia dello Stato italiano (“GACS”) sulla tranche senior

In data 7 novembre 2018,  BPER Banca ha concluso l’operazione di cartolarizzazione di sofferenze “AQUI” in linea con quanto previsto nell’ambito della più ampia azione di derisking e miglioramento dell’asset quality del Gruppo BPER (“NPE Strategy 2018-2020”). In particolare, è stato ceduto, con effetto economico dal 1° gennaio 2018, un portafoglio di sofferenze per un valore lordo contabile pari a € 1,9 miliardi (a fronte di un valore lordo esigibile di     € 2,1 miliardi composto da crediti secured per il 59,5% e da crediti unsecured per il 40,5%) al veicolo di cartolarizzazione “AQUI SPV Srl” costituito ai sensi della Legge 130/99, con emissione, in contropartita, di tre differenti classi di titoli per un ammontare complessivo pari a € 618,4 milioni: 1) una tranche senior, pari a € 544,7 milioni, corrispondente al 28,7% del valore lordo contabile, alla quale sono stati attribuiti i rating investment grade Baa3 da Moody’s e BBB- da Scope Ratings; 2) una tranche mezzanine, pari a € 62,9 milioni; 3) una tranche junior, pari a € 10,8 milioni.

I titoli senior hanno cedola pari a Euribor 6M + 50 bps e saranno sottoscritti e trattenuti dall’originator BPER Banca. Per gli stessi, nei prossimi giorni, verrà attivato il processo per la richiesta della garanzia statale GACS. Come previsto dalla normativa relativa alla GACS, per ottenere il deconsolidamento degli assets trasferiti, il 95% delle tranche mezzanine e junior dovrà essere collocato presso investitori istituzionali: al termine di tale processo, il Gruppo BPER conseguirà la derecognition ai fini di vigilanza del portafoglio “AQUI”.

A seguito del deconsolidamento contabile del portafoglio “AQUI”, l’NPE ratio lordo pro-forma del Gruppo BPER sul dato del 30 giugno 2018 pari al 17,4% è stimato al 14,4% in riduzione di 3,0 p.p..

L’NPE Strategy 2018-2020 del Gruppo BPER prevede la cessione di sofferenze a livello di Gruppo per un ammontare lordo complessivo (“GBV”) compreso tra i € 3,5 e i € 4,0 miliardi nei 3 anni, di cui circa € 3,0 miliardi attraverso due operazioni di “securitization”. L’operazione di cessione “AQUI” conclusa ieri, completa il programma di cartolarizzazioni originariamente previsto dal piano e si aggiunge alla prima operazione “4Mori Sardegna”, per la quale è già stata ottenuta la garanzia statale GACS, finalizzata lo scorso giugno per un ammontare lordo di € 900 milioni (valore lordo esigibile pari a € 1,0 miliardo). 

Prevedibile evoluzione della gestione

Nell’ultima parte dell’anno, ci si attende una sostanziale tenuta del margine d’interesse grazie al previsto incremento dei volumi e al graduale allentamento delle tensioni competitive sul rendimento degli attivi commerciali. La componente commissionale, in particolare dal comparto dell’asset management e Bancassurance, dovrebbe continuare a supportare i ricavi, in presenza di una sostanziale stabilizzazione della parte relativa al business tradizionale. Il costo del credito è atteso mantenersi a livelli contenuti. L’insieme di questi fattori dovrebbe contribuire a sostenere le prospettive di redditività del Gruppo per l’esercizio corrente.

[i] Il margine di interesse dei primi 9 mesi del 2018 include il beneficio complessivo di competenza del periodo derivante dalla partecipazione alle emissioni di “TLTRO 2” -“Targeted Longer Term Refinancing Operations-II” pari a € 28,1 milioni (€ 9,3 milioni nel 1° trimestre, € 9,4 milioni nel 2° trimestre  e € 9,4 milioni nel 3° trimestre). Tale beneficio per l’intero 2017 è stato pari a € 33,7 milioni (€ 5,1 milioni nel 1° trimestre, € 9,3 milioni nel 2° trimestre, € 9,3 milioni nel 3° trimestre e        € 10,0 milioni nel 4° trimestre).

[ii] A seguito dell’applicazione del 5° aggiornamento della Circolare 262/2005 di Banca d’Italia, il valore del margine di interesse al 30 settembre 2018 comprende      € 71,7 milioni relativi agli interessi riguardanti il time value su crediti deteriorati (€ 29,1 milioni nel 1° trimestre, € 22,6 milioni nel 2° trimestre e € 20,0 milioni nel 3° trimestre) che nello scorso esercizio erano ricompresi all’interno della voce “Rettifiche di valore per deterioramento di crediti”. Inoltre, l’applicazione della medesima Circolare, prevede di non rilevare in tale voce una parte degli interessi su esposizioni classificate come deteriorate riferibili a crediti verso clientela che per i primi nove mesi dell’anno risulta pari a € 7,8 milioni (€ 3,5 milioni nel 1° trimestre, € 1,8 milioni nel 2° trimestre e € 2,5 milioni nel 3° trimestre). Complessivamente, l’impatto sul margine nel 3° trimestre è pari a € 17,5 milioni (€ 25,6 milioni nel 1° trimestre e € 20,8 milioni nel 2° trimestre).

[iii] Per i dettagli dell’operazione si rimanda ai comunicati stampa pubblicati in data 22 e 29 giugno 2018.

[iv] Per i dettagli dell’operazione si rimanda ai comunicati stampa pubblicati in data 22 e 29 giugno 2018.

[v] Il dettaglio della partecipazione del Gruppo alla seconda serie delle operazioni di rifinanziamento a più lungo termine denominata “TLTRO 2” è il seguente: € 4,1 miliardi sottoscritti a giugno 2016 parzialmente utilizzati per il rimborso integrale del finanziamento “TLTRO 1”; € 1,0 miliardo a fine di dicembre 2016 e € 4,2 miliardi a fine marzo 2017.

[vi] I dati ricalcolati al 1° gennaio 2018 sono rispettivamente CET1 ratio Phased In pari al 13,62%; CET1 ratio Fully Phased pari al 11,06%; Tier 1 ratio Phased In pari al 13,63% e Total Capital Ratio Phased In pari al 16,14%.

[vii] Vedi nota 1.

Bper Banca, nei primi 9 mesi dell’anno utili in crescita da 149 a 358,1 milioni ultima modifica: 2018-11-09T11:12:08+00:00 da Redazione

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