Bper, nel 2013 utile netto a 16,1 milioni

Bper LogoIl consiglio di amministrazione della Banca popolare dell’Emilia Romagna ha esaminato e approvato i risultati individuali della banca e consolidati di gruppo al 31 dicembre 2013.

Luigi Odorici, amministratore delegato del Gruppo Bper, al termine del cda ha dichiarato: “Possiamo ritenerci soddisfatti dei risultati ottenuti quest’anno, il quinto di questa lunga fase recessiva.

In un contesto così difficile, grazie all’impegno ed alla responsabilità di tutti i dipendenti, siamo stati capaci di mantenere un soddisfacente livello di ricavi e di contenere la base costi, registrando al contempo una sensibile riduzione del costo del credito rispetto al 2012.

Inoltre, continuando ad applicare il consueto approccio estremamente prudenziale nelle valutazione degli attivi, abbiamo aumentato le coperture sui crediti deteriorati rispetto ai valori già elevati di fine 2012 e abbiamo effettuato significative rettifiche di valore di quote partecipative anche per prepararci al meglio all’Asset quality review ed agli stress test europei della seconda parte di quest’anno.

Buone notizie anche sul fronte del capitale dove registriamo un ulteriore miglioramento della solidità patrimoniale del Gruppo con l’indice Core Tier 1 all’8,57%, calcolato con la metodologia standard di Basilea 2, in crescita rispetto a settembre che già segnava un incremento rispetto a fine 2012, pur in presenza del consolidamento di CR Bra e dei notevoli sforzi economici sul fronte degli accantonamenti su crediti e sugli attivi.

Gli sforzi fin qui compiuti per rafforzare i coverage ratios, l’ulteriore miglioramento degli indici patrimoniali ed un ritorno ad una fase di normalizzazione della gestione ordinaria nella seconda parte dell’anno, ci consente di guardare con serenità ai prossimi importanti appuntamenti che attendono il sistema bancario europeo.

Per quanto riguarda temi più strategici, il 2014 ci vedrà particolarmente impegnati sul fronte della struttura del Gruppo relativamente alla quale vogliamo proseguire il cammino verso una maggiore razionalizzazione e semplificazione interna da realizzarsi attraverso l’incorporazione di altre banche territoriali della penisola, come già avvenuto con successo per le recenti operazioni di incorporazione nella Capogruppo di Meliorbanca e delle tre Banche del centro Italia (Banca Popolare di Lanciano e Sulmona, Cassa di Risparmio della Provincia dell’Aquila e Banca Popolare di Aprilia) con benefici attesi in termini di efficientamento e di riduzione dei costi operativi; tali operazioni saranno, peraltro, affiancate dalla riorganizzazione di alcuni settori di attività presidiati dalle società prodotto”.

Conto economico: dati principali

Il margine di interesse si attesta a € 1.290 milioni in contenuta diminuzione rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso (-1,5% anno su anno) principalmente a causa della continua riduzione dei tassi di mercato (Euribor 3 mesi medio nel 2013 in ulteriore calo di circa 35 bps rispetto al 2012) e della debole domanda per impieghi commerciali, solo in parte compensata dall’incremento del contributo del portafoglio di attività finanziarie; al netto di CR Bra, si rileva un decremento pari al 3,2%. Nel confronto con il trimestre precedente, invece, il margine di interesse risulta in leggero calo (€ 325,8 milioni rispetto € 327 milioni; -0,4% trimestre su trimestre) in presenza di una forbice dei tassi stabile e di un costo del raccolta che include gli interessi passivi relativi all’emissione del primo Covered bond da € 750 milioni realizzata con successo in ottobre.

Le commissioni nette, pari a € 698,3 milioni, risultano in calo rispetto allo scorso anno (-1,4%), ma mostrano un incremento del 4,6% a parità di perimetro e considerando le variazioni normative intervenute nei due periodi a confronto. Buon recupero, invece, nel confronto trimestrale che registra un incremento delle commissioni (+3,5% trimestre su trimestre). Tra le attività che hanno maggiormente contribuito al buon risultato complessivo si evidenziano quelle relative alla raccolta indiretta e “bancassurance” (+19,9% anno su anno).

Il risultato netto delle attività di negoziazione (compresi i dividendi pari a € 24,1 milioni, di cui una quota rilevante pari a € 18,4 milioni riferibile alla partecipata Arca Vita incassata nel secondo trimestre) si attesta a € 163,2 milioni, in incremento rispetto a € 137,4 milioni del 2012. Hanno concorso a tale risultato utili realizzati per € 171,5 milioni, inclusivi della plusvalenza relativa alla quota partecipativa del Gruppo Bper in Banca d’Italia pari a € 14,4 milioni, plusvalenze nette per € 23,8 milioni per buona parte imputabili al mark-to-market relativo ai titoli governativi italiani in portafoglio, la componente “Fair Value Option” sulle passività finanziarie negativa per € 84,3 milioni (pure negativa per € 68,6 milioni al 31 dicembre 2012) e l’apporto positivo di altre componenti per € 28 milioni.

Il margine di intermediazione risulta pari a € 2.151,4 milioni al 31 dicembre 2013, sostanzialmente stabile rispetto alla fine del 2012 (-0,2% anno su anno).

Le rettifiche nette su crediti e su altre attività si attestano a € 876,5 milioni in calo del 10,1% rispetto a dicembre 2012, ma ancora condizionate, oltre che dal perdurare della fase recessiva dell’economia nazionale anche dall’applicazione di un approccio conservativo nei criteri di classificazione ed accantonamento. In particolare, le rettifiche nette su crediti risultano pari a € 781,6 milioni (-18,45% anno su anno), con un costo del credito complessivo al 31 dicembre 2013 pari a 168 bps (199 bps nel 2012). Le rettifiche nette su altre attività ammontano a € 95 milioni (erano € 16,5 milioni nel 2012). Tale importo ricomprende rettifiche di valore (impairment) su titoli rappresentativi di quote partecipative detenuti tra le attività finanziarie disponibili per la vendita (“AFS”) per un valore complessivo pari a € 58,4 milioni, di cui € 48,7 milioni relativi ad un istituto di credito, in applicazione di un approccio di valutazione estremamente prudenziale degli attivi finanziari; la voce di conto economico include, inoltre, la quota complessiva a carico del Gruppo bancario degli accantonamenti relativi agli interventi di salvataggio a favore del sistema bancario deliberati dal Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi per un importo pari a € 11,7 milioni.

Il livello delle coperture dei crediti deteriorati risulta in sensibile miglioramento rispetto a fine 2012 ed adeguato alla rischiosità del portafoglio crediti. In dettaglio, la copertura delle sofferenze risulta pari al 55%, in aumento sia rispetto a settembre 2013 che a fine 2012 (rispettivamente 54,6% e 54,9%); tenuto conto delle svalutazioni dirette su crediti in sofferenza ancora in essere pari a € 1,5 miliardi, la copertura delle sofferenze si attesta al 64,4%. Il coverage ratio sui crediti dubbi complessivi si attesta al 37,3% in significativo aumento sia rispetto al 35,7% di settembre 2013 che al 36,8% di fine anno; tenendo poi conto delle svalutazioni dirette su sofferenze prima citate, la copertura dei crediti dubbi si attesta al 45,15%.

Il risultato netto della gestione finanziaria, pari a € 1.274,9 milioni nell’anno, registra un incremento dell’8,05% rispetto alla fine del 2012, beneficiando principalmente del calo significativo delle rettifiche su crediti sopra citate.

I costi operativi, al netto degli altri oneri e proventi di gestione, risultano pari a € 1.193,3 milioni nel 2013, in diminuzione dello 0,8% rispetto all’anno precedente (+0,5% su base omogenea). In particolare le spese per il personale si attestano a € 787,5 milioni in crescita del 2,3% nel confronto con il 2012 (+0,6% escludendo la componente riferibile alla CR Bra al 31 dicembre 2013 pari a € 13,4 milioni). Le altre spese amministrative ammontano a € 521,8 milioni, in crescita del 6,5% anno su anno; tali spese, altresì, risultano in diminuzione (-0,8% anno su anno) escludendo le spese di periodo riferibili a CR Bra (€ 9,6 milioni), l’impatto della voce “Imposte e tasse” inserita tra le spese amministrative e la variazione relativa alla contabilizzazione di spese legali presenti nel 2013 aventi in precedenza diversa allocazione (€ 8,4 milioni).

L’utile dell’operatività corrente al lordo delle imposte risulta pari a € 66,8 milioni nell’anno (nel 2012 il risultato era negativo per € 7,4 milioni). Le imposte sul reddito di periodo sono calcolate pari a € 52 milioni ed evidenziano un tax rate particolarmente elevato (77,8%) condizionato negativamente da alcune componenti straordinarie e dall’indeducibilità IRAP sul costo del personale ed in positivo dal beneficio derivante dalla deducibilità IRAP sulle rettifiche su crediti.

L’utile netto complessivo del periodo risulta pari a € 16,1 milioni (negativo per € 32,6 milioni nel 2012), che comprende un utile di periodo imputabile a terzi di € 8,9 milioni. L’utile netto di pertinenza della Capogruppo risulta pertanto pari  a € 7,2 milioni a fronte di un risultato negativo pari a € 11,2 milioni a dicembre 2012.

Stato patrimoniale: dati principali

La raccolta diretta da clientela (debiti verso clientela, titoli in circolazione e passività finanziarie va­lutate al fair value) si attesta a € 46,8 miliardi, in calo dello 0,8% rispetto alla fine del 2012 (-3,1% il dato pro-forma al netto di CR Bra che presenta un saldo di € 1,1 miliardi). Il calo è la conseguenza di una precisa scelta gestionale mirata al contenimento del costo della raccolta a difesa del margine di interesse, realizzata attraverso il decremento della raccolta obbligazionaria con controparti istituzionali, la rinuncia a partite particolarmente onerose e al riposizionamento di una parte di raccolta diretta da clientela verso il risparmio gestito e le polizze assicurative favorito dal buon momento di mercato. La raccolta diretta è costituita quasi integralmente dalla componente retail & private (78,5%) e il 63,9% è rappresentato da conti correnti e depositi liberi e vincolati a breve scadenza.

La raccolta indiretta da clientela, valorizzata ai prezzi di mercato, è pari a € 26,6 miliardi, in aumento del 5,7% da inizio anno (+3,4% al netto di CR Bra che presenta un saldo di € 0,6 miliardi). Il portafoglio premi assicurativi, non compreso nella raccolta indiretta, si quantifica in € 2,5 miliardi (+14,6% da inizio anno), pressoché totalmente riferibile al ramo vita.

I crediti verso la clientela, al netto delle rettifiche di valore, sono pari a € 46,5 miliardi (-3,2% dalla fine del 2012); il dato pro-forma al netto di CR Bra registra un calo delle masse del 5,6%. Il calo registrato su base lorda è comunque contenuto e pari al 1,6% (-4% calcolato pro-forma) il quale, pur risentendo delle difficoltà dell’economia e del calo della domanda per investimenti a livello di sistema, evidenzia la volontà del Gruppo di continuare a supportare l’attività della propria clientela nei territori di riferimento.

L’ammontare dei crediti deteriorati netti è di € 6,4 miliardi, in crescita del 23,1% dalla fine del 2012 ma in calo del 2,3% rispetto a settembre, con una componente di sofferenze di € 2,5 miliardi (+31,5% anno su anno; +3,7% rispetto a settembre); tali importi risultano rispettivamente pari al 13,8% e al 5,3% del totale dei crediti netti verso clientela. Nel dettaglio, al 31 dicembre, gli incagli netti risultano pari a € 3,1 miliardi (+24,9% su fine 2012; in calo del 3,1% su settembre), i crediti ristrutturati netti a € 0,4 miliardi (+15,1% anno su anno; +39% su settembre) e i crediti scaduti netti a € 0,3 miliardi (-18,2% anno su anno; in significativa diminuzione del 43,2% rispetto a settembre). Si ricorda che l’incremento degli incagli è stato registrato particolarmente nel secondo trimestre di quest’anno ed è essenzialmente riconducibile a variazioni di stato amministrativo (circa € 590 milioni su base lorda) da posizioni in bonis su cui sono stati effettuati gli adeguati accantonamenti a bilancio, in coerenza con gli esiti della revisione della qualità del credito effettuata dalla Banca d’Italia, conclusasi all’inizio del mese di luglio: l’azione di riclassificazione ha riguardato prevalentemente posizioni garantite appartenenti al settore immobiliare.

La posizione interbancaria netta risulta negativa per € 6,2 miliardi (in confronto ad un dato negativo per € 5 miliardi di fine 2012) derivante dallo sbilancio tra i crediti verso banche di € 1,6 miliardi e i debiti della stessa na­tura pari a € 7,8 miliardi (di cui € 4,6 miliardi derivanti dal rifinanziamento con la Banca Centrale Europea riconducibili alle operazioni di “LTRO” a tre anni); l’incremento dell’esposizione bilancia un parallelo incremento del portafoglio titoli. Gli strumenti finanziari, utilizzabili come collaterale per operazioni di rifinanziamento sul mercato, ammontano al 31 dicembre 2013 a € 12,4 miliardi al netto dell’haircut, di cui € 3,9 miliardi disponibili (erano rispettivamente € 10,1 miliardi e € 2,7 miliardi al 31 dicembre 2012).

Le attività finanziarie ammontano complessivamente a € 9,1 miliardi, in incremento del 25,7% rispetto alla fine del 2012; esse rappresentano il 14,7% del totale attivo, tra le più basse esposizioni a livello di sistema. I titoli di debito rappresentano il 91,2% del portafoglio complessivo ed ammontano a € 8,3 miliardi: di essi, € 6,6 miliardi sono riferiti a titoli governativi, in massima parte rappresentati da titoli di Stato italiani, ed € 1,5 miliardi sono riferiti a Banche ed enti sovranazionali. L’esposizione ai titoli di debito dei paesi periferici dell’Eurozona risulta limitata a soli € 166,1 milioni, sostanzialmente in linea rispetto ai € 168,9 milioni di fine anno, costituiti prevalentemente da titoli spagnoli.

A fronte delle attività disponibili per la vendita (“AFS”) pari a € 6,6 miliardi, sono presenti riserve da valutazione positive complessive per € 149,8 milioni, al netto del relativo impatto fiscale, come risultanza della sommatoria di riserve positive riferite ai titoli di debito, titoli di capitale e OICR per un valore di € 168 milioni e di riserve negative per € 18,2 milioni; la riserva netta riferibile ai soli titoli governativi risulta positiva per € 50,8 milioni. Inoltre, relativamente al portafoglio di attività finanziarie detenute fino a scadenza pari a € 1,2 miliardi, la differenza tra il fair value ed il valore di bilancio risulta positiva (“riserva implicita”) per € 71,9 milioni.

I mezzi patrimoniali di Gruppo ammontano a fine anno a complessivi € 4,7 miliardi (-1,1%), con una quota di patrimonio di pertinenza di terzi pari ad € 0,7 miliardi. Il patrimonio netto consolidato del Gruppo, che include il risultato dell’esercizio, si attesta a € 4,0 miliardi, in riduzione dello 0,7% da fine 2012.

Capital ratios

I ratios patrimoniali, determinati sulla base della metodologia standard di Basilea 2, evidenziano i seguenti valori:

  • “Core Tier 1 ratio” 8,57% e “Tier 1 ratio” 8,62% in significativo incremento rispetto ai dati di fine 2012 (rispettivamente 8,27% e 8,30%); tale incremento sarebbe ancora più rilevante al netto del consolidamento di CR Bra che inciso negativamente per 13 bps. Si sottolinea altresì che, prudenzialmente, i ratios indicati non tengono conto della componente di utile derivante dalla plusvalenza realizzata (al netto delle imposte accertate) per € 12,2 milioni, sulle quote possedute dal Gruppo nel capitale di Banca d’Italia e quantificabili in 3 bps.
  • “Total capital ratio” 11,88% (12,13% a fine 2012) relativamente al quale valgono le medesime considerazioni fornite al punto precedente.

Principali dati di struttura al 31 dicembre 2013

Il Gruppo è presente in diciotto regioni italiane, con 1.307 sportelli bancari (di cui 28 riferibili alla CR Bra), in calo di 18 unità sul dato pro-forma escludendo CR Bra, oltre alla Sede in Lussemburgo di Bper (Europe) International s.a..

I dipendenti del Gruppo sono pari a 11.718 unità, di cui 198 riferibili alla CR Bra; al netto di questi ultimi risulta pertanto una riduzione di 314 unità rispetto a fine 2012 (erano 11.834).

La Capogruppo Banca popolare dell’Emilia Romagna

Il bilancio d’esercizio della Banca al 31 dicembre 2013, contestualmente approvato dal Consiglio di Amministrazione, evidenzia i valori patrimoniali ed economici di seguito riportati, direttamente confrontati con quelli dell’esercizio 2012 ricalcolati pro-forma tenendo conto, per un confronto omogeneo e per dare una più corretta evidenza delle dinamiche, delle operazioni di fusione per incorporazione nella Capogruppo delle tre Banche del centro Italia (Banca Popolare di Lanciano e Sulmona, Cassa di Risparmio della Provincia dell’Aquila e Banca Popolare di Aprilia), con decorrenza contabile e fiscale 1° gennaio 2013.

Stato patrimoniale

la raccolta diretta è di € 28,4 miliardi (-4,7%);

la raccolta indiretta risulta valorizzata in € 20 miliardi (-8,9%);

i crediti netti verso clientela sono pari ad € 28,9 miliardi (-5,3%); l’incidenza delle sofferenze nette (pari a € 1,3 miliardi) corrisponde al 4,5% del totale;

il patrimonio netto, comprensivo del risultato di periodo, è pari € 3,5 miliardi (-2,6%).

Conto economico

il margine di interesse si attesta a € 655,7 milioni (+0,3% rispetto al 2012);

le commissioni nette risultano pari a € 380 milioni, in decremento del 3,3% anno su anno;

il margine d’intermediazione è di € 1.198,6 milioni (+3,8% anno su anno);

il risultato netto della gestione finanziaria si attesta a € 567,6 milioni, (+1,1% rispetto al 2012);

i costi operativi (al netto dei proventi di gestione) sono pari a € 571,9 milioni (+2,0% anno su anno);

Il risultato dell’esercizio, al lordo delle imposte, è negativo per € 15,8 milioni;

Il risultato netto di esercizio, considerata un’incidenza positiva del carico fiscale pari a € 3,0 milioni, determina un risultato negativo dell’esercizio 2013 pari a € 12,8 milioni, che dovrà essere assegnato alla Riserva indisponibile ex art.6 comma 2 D.Lgs. 38/2005.

Proposta di ripianamento del risultato netto dell’esercizio 2013

Il Consiglio di Amministrazione ha deliberato di proporre all’Assemblea dei Soci di dare copertura alla perdita d’esercizio di € 12.788.517 mediante l’utilizzo, di pari ammontare, della riserva da utili denominata “Riserva fondi rischi diversi”. L’entità di tale riserva, dopo l’utilizzo, risulterà pari a € 415.462.020.

Prevedibile evoluzione della gestione

Nell’ultima parte dell’anno, in Italia, la perdurante flessione dell’attività economica sembra essersi arrestata, anche se la ripresa appare lenta e condizionata da rilevanti fattori di incertezza politica ed economica che saranno determinanti per la risoluzione dei problemi strutturali del paese. A partite dagli ultimi mesi dell’anno, le condizioni dei mercati finanziari sono migliorate come testimoniato anche dalla ulteriore riduzione dello spread BTP-BUND decennale grazie ad un ritorno della fiducia degli investitori esteri. Anche per il 2014, la debole situazione finanziaria di imprese e famiglie peserà sulla domanda interna e continuerà a limitare le possibilità di ripresa del credito. Le prospettive di redditività del sistema bancario italiano, previste in graduale miglioramento per l’anno in corso, rimangono condizionate dall’andamento della qualità del credito e dalle incertezze relative agli esiti dell’Asset quality review e degli stress tests che la Bce e l’EBA svolgeranno a livello europeo nella seconda parte di quest’anno, mentre dovrebbe proseguire il processo di controllo dei costi a livello di sistema.

Il Gruppo Bper, per l’anno in corso, si pone come obiettivi prioritari il mantenimento di un’adeguata solidità patrimoniale e di soddisfacenti livelli di copertura dei crediti deteriorati, il consolidamento della redditività bancaria tradizionale e il contenimento dei costi operativi. Il costo del credito, dopo avere mostrato i primi segnali di normalizzazione in particolare nel corso della seconda parte del 2013, dovrebbe continuare un trend di graduale miglioramento. La gestione dell’anno si caratterizzerà anche per le attività connesse all’Asset Quality Review ed agli stress test i cui esiti saranno resi noti solo nel corso del quarto trimestre.

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Bper, nel 2013 utile netto a 16,1 milioni ultima modifica: 2014-03-08T13:36:01+00:00 da Redazione

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