Bper: redditività in crescita. Conclusa integrazione 620 filiali Intesa Sanpaolo

Bper LogoIl consiglio di amministrazione di Bper Banca ha esaminato e approvato in data odierna i risultati individuali della banca e consolidati di gruppo al 30 giugno 2021 che includono il contributo economico apportato dal ramo acquisito da intesa Sanpaolo costituito da 620 filiali.

Il primo semestre ha visto la conclusione dell’importante progetto strategico che ha consentito al gruppo Bper Banca di compiere un significativo salto dimensionale grazie all’ingresso delle 620 filiali del ramo acquistato da Intesa Sanpaolo, il cui processo di integrazione si è completato con successo – commenta l’amministratore delegato Piero Luigi Montani -. Abbiamo posto grande attenzione alle esigenze della clientela e alle specificità dei territori, come dimostrato dalla fiducia che i nuovi clienti hanno continuato a riservarci dopo essere entrati a far parte del nostro gruppo. Grazie anche al contributo del ramo acquisito, i risultati si sono chiusi molto positivamente esprimendo una redditività ordinaria in crescita, trascinata soprattutto dall’aumento dei ricavi commissionali, supportati dal recupero dell’attività bancaria transazionale con la clientela e dai collocamenti di prodotti del comparto del risparmio gestito e bancassurance. La buona performance operativa si combina, inoltre, con una qualità del credito in ulteriore miglioramento grazie al calo del npe ratio lordo al 5,7% e netto al 2,8%. Confidiamo che l’approccio prudenziale adottato nella politica degli accantonamenti ci consentirà in prospettiva di beneficiare di un minore costo del credito. Sul fronte del capitale, i risultati hanno confermato la solidità raggiunta dalla banca con un Cet1 ratio fully phased che si è attestato al 13,5% ben oltre il requisito minimo Srep. Questa operazione ha portato ad un significativo rafforzamento del posizionamento competitivo del gruppo e consente ora di focalizzarci sullo sviluppo dell’attività commerciale, per rispondere alle crescenti esigenze della clientela, e sulle azioni di efficientamento dei processi operativi e di razionalizzazione della struttura dei costi. Obiettivi che saranno alla base del nostro piano industriale 2022-2024, che traccerà la strategia per una nuova fase di crescita del Gruppo, contribuendo al contempo ad accompagnare la ripresa economica nel Paese”.

Conto economico consolidato: dati principali

I dati di conto economico riferiti ai risultati consolidati di gruppo al 30 giugno 2021 non sono confrontabili con i periodi precedenti in seguito alla variazione dimensionale del gruppo Bper che, a partire dal primo semestre 2021, include le attività e passività nonché il contributo economico apportato dal ramo acquisito, dal 22 febbraio 2021 per le 587 filiali ex UBI Banca e dal 21 giugno 2021 per le 33 filiali di Intesa Sanpaolo.

Il margine di interesse si attesta a € 728,3 milioni, beneficiando del crescente contributo dell’attività commerciale di intermediazione con la clientela che nel semestre è pari a € 632,2 milioni. Tra le altre componenti principali del semestre si rilevano, inoltre, € 55,6 milioni relativi al contributo del portafoglio titoli ed € 56,7 milioni relativi al contributo dei fondi TLTRO-III al netto degli interessi pagati sulle somme depositate presso Bce.

Le commissioni nette raggiungono € 734 milioni, supportate da un lato dal buon andamento del comparto della raccolta indiretta e bancassurance, il cui contributo ammonta a € 326,6 milioni e dall’altro dalla ripresa in atto dell’attività bancaria tradizionale il cui apporto si attesta a € 407,4 milioni.

La voce dividendi risulta pari a € 13,9 milioni.

Il risultato netto della finanza si attesta a € 119,7 milioni beneficiando degli utili derivanti dalle cessioni di attività finanziarie e della buona performance realizzata dai mercati.

I proventi operativi netti risultano pari a € 1.598,4 milioni.

Gli oneri operativi ammontano a € 1.111,5 milioni e includono € 97,8 milioni di oneri non ricorrenti (di cui € 79,3 milioni registrati nel primo trimestre e € 18,5 milioni nel secondo trimestre), principalmente riferibili al processo di integrazione del ramo acquisito. In dettaglio, le spese per il personale risultano pari a € 657,2 milioni di cui € 18,4 milioni di costi straordinari (€ 7,8 milioni registrati nel primo trimestre e € 10,6 milioni nel secondo trimestre), legati prevalentemente all’attività di allineamento delle nuove risorse e al rafforzamento dei presidi per l’assistenza commerciale alla nuova clientela del ramo acquisito. Le altre spese amministrative ammontano a € 347,3 milioni, di cui € 70,5 milioni di oneri non ricorrenti (€ 62,6 milioni registrati nel primo trimestre e € 7,9 milioni nel secondo trimestre), connessi all’attività di consulenza, migrazione IT e rebranding delle filiali integrate. Le rettifiche di valore nette su attività materiali e immateriali risultano pari a € 107,0 milioni e includono € 8,9 milioni di svalutazioni di asset dovuti anche al cambio del criterio valutativo degli immobili dal costo al fair value (maggiori ammortamenti).

Il risultato della gestione operativa è pari a € 487,0 milioni. Al netto delle componenti non ricorrenti il dato si attesta a € 576,5 milioni.

Le rettifiche di valore nette per rischio di credito si attestano a € 576,4 milioni e includono € 310 milioni di rettifiche addizionali conseguenti anche all’aggiornamento delle policy valutative di Gruppo, che hanno portato ad un rafforzamento delle coperture su crediti. Il costo del credito annualizzato del semestre risulta quindi pari a 151 p.b. (70 p.b. escludendo le rettifiche su crediti addizionali).

Gli accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri ammontano a € 50,5 milioni di cui € 30,5 milioni di carattere straordinario, di cui la maggior parte riferibili all’adeguamento della quota di “profit sharing” da corrispondere al Fondo di Risoluzione in esecuzione degli accordi connessi all’acquisizione di Nuova Carife S.p.A.

I contributi ai fondi sistemici si riferiscono al pagamento per l’anno 2021 al Fondo di Risoluzione Unico (“SRF”) di € 46,2 milioni (sulla base del perimetro del Gruppo al 31 dicembre 2019) di cui € 34,9 milioni come contributo ordinario e € 11,3 milioni come contributo addizionale richiesto dal SRF. Si evidenzia che nello schema di Conto economico riclassificato, per chiarezza espositiva, tali contributi sono esposti in una riga separata, mentre nello schema di Banca d’Italia sono ricompresi all’interno della voce 190 b) “Altre spese amministrative”.

Avviamento negativo (c.d. Badwill) pari a € 1.149,9 milioni di cui:

  • € 833,7 milioni relativi al badwill emerso dal processo di Purchase Price Allocation (PPA) provvisoria richiesta dall’IFRS 3 “Aggregazioni aziendali”  rispetto all’acquisizione del ramo d’azienda (di cui € 781,5 milioni relativo alle filiali della ex-UBI Banca e UBISS e € 52,2 milioni relativi alle filiali di Intesa Sanpaolo). Il differenziale tra patrimonio netto di pertinenza del ramo acquisito e prezzo di acquisto ha generato un badwill (bargain purchase) iniziale pari a € 966,9 milioni. Il processo di PPA tra le attività e passività oggetto di acquisizione valutate al fair value ha comportato l’allocazione di € 133,2 milioni.  Tra i principali effetti, si evidenzia un fair value inferiore al valore contabile acquisito dei crediti non-performing per € 337,5 milioni ed un fair value superiore al valore contabile acquisito  dei crediti performing per € 234,1 milioni.
  • € 316,2 milioni relativi al recupero della fiscalità sullo stesso badwill come da previsioni contrattuali con Intesa Sanpaolo.