Bper, utile netto in aumento a 104,7 milioni nel I semestre

Bper Banca LogoIl consiglio di amministrazione di Bper Banca ha esaminato e approvato i risultati individuali della banca e consolidati di Gruppo al 30 giugno 2020. 

Conto economico consolidato: dati principali
(Si ricorda che i dati di conto economico riferiti ai risultati consolidati di Gruppo del primo semestre 2020 non sono confrontabili con quelli del primo semestre 2019 a causa della variazione di perimetro che dal 1° luglio 2019 include Unipol Banca e Arca Holding, la prima successivamente incorporata nella Capogruppo BPER Banca il giorno 25 novembre 2019. I dati del primo e del secondo trimestre 2020 risultano invece comparabili, a parità di perimetro di consolidamento, con i dati contabili riferibili al terzo e quarto trimestre del 2019).

Il margine di interesse si attesta a € 618,3 milioni. Il dato del secondo trimestre risulta pari a € 310,3 milioni in crescita dello 0,7% rispetto a € 308,0 milioni del primo trimestre 2020 e in aumento dell’1,3% al netto degli effetti contabili IFRS9 e IFRS16 (€ 299,1 milioni nel primo trimestre 2020[i]).

Le commissioni nette risultano pari a € 512,7 milioni. Il dato del secondo trimestre risulta pari a € 245,1 milioni in significativa riduzione dell’8,4% trim/trim principalmente a causa degli effetti dell’emergenza sanitaria e delle conseguenti misure restrittive predisposte dal Governo per oltre 2 mesi. Nel confronto con il primo trimestre 2020, si registra una buona tenuta del comparto Bancassurance sostanzialmente invariato, mentre risultano particolarmente impattate dalla crisi il comparto della raccolta gestita (-10,6% trim/trim), quello relativo a carte, incassi e pagamenti (-8,2% trim/trim) e la componente riferibile a finanziamenti e garanzie (-5,6% trim/trim). L’analisi dell’andamento mensile delle commissioni nette del secondo trimestre porta ad essere cautamente ottimisti su una possibile ripresa delle commissioni nette nei prossimi trimestri; infatti, mentre i dati rilevano un andamento particolarmente negativo nei mesi di aprile e maggio in concomitanza con il periodo di lock-down, nel mese di giugno i ritorni commissionali sono ritornati a livello dei primi mesi dell’anno.

La voce dividendi nel semestre risulta pari a € 12,8 milioni (€ 12,0 milioni nel secondo trimestre e € 0,8 milioni nel primo trimestre del 2020).

Il risultato netto della finanza si attesta a € 52,5 milioni (il dato relativo al secondo trimestre pari a € 46,8 milioni risulta ampiamente superiore a quello del trimestre precedente pari a € 5,6 milioni). Esso include utili netti da cessione di attività finanziarie e crediti per € 84,8 milioni, minusvalenze nette su titoli e derivati per € 30,9 milioni e altri elementi negativi per € 1,4 milioni.

I proventi operativi netti risultano pari a € 1.220,6 milioni. Tale dato nel secondo trimestre risulta pari a € 624,0 milioni in crescita del 4,6% trim/trim.

I costi della gestione si quantificano pari a € 821,1 milioni costituiti da spese per il personale pari a € 504,7 milioni, altre spese amministrative per € 231,5 milioni e rettifiche e riprese di valore nette su attività materiali e immateriali per € 85,0 milioni. Il dato relativo al secondo trimestre risulta pari a € 410,1 milioni in calo dello 0,2% trim/trim. Nel dettaglio, nel secondo trimestre dell’anno: 1) le spese per il personale risultano pari a € 249,1 milioni in calo del 2,5% trim/trim beneficiando dei primi effetti positivi della manovra sul personale in grado di più che controbilanciare l’inflazione relativa al rinnovo del Ccnl siglato nell’ultima parte del 2019; 2) le altre spese amministrative sono pari a € 116,9 milioni in aumento del 2,1% trim/trim prevalentemente per effetto di componenti legate alle operazioni straordinarie; 3) le rettifiche e riprese di valore nette su attività materiali e immateriali risultano pari a € 44,1 milioni in crescita del 7,6% trim/trim.

Il risultato della gestione operativa (proventi operativi netti al netto dei costi della gestione) è pari a € 399,5 milioni nel semestre. Il dato relativo al secondo trimestre è pari a € 213,9 milioni in crescita del 15,3% trim/trim.

Le rettifiche di valore nette per rischio di credito si attestano a € 298,6 milioni quasi interamente riferibili a rettifiche di valore nette su attività al costo ammortizzato; tale voce include la contabilizzazione di rettifiche su crediti addizionali conseguenti al peggioramento del contesto macroeconomico causato dall’emergenza sanitaria e ulteriori rettifiche per € 16,4 milioni riferite alla cessione delle tranches mezzanine e junior della cartolarizzazione di sofferenze “Spring” conclusa di recente. In particolare, le rettifiche di valore nette su attività al costo ammortizzato per il rischio di credito nel secondo trimestre sono pari a € 157,8 milioni rispetto a € 139,6 milioni del primo trimestre. Il costo del credito ordinario annualizzato si attesta a 71 bps escludendo l’impatto delle componenti non ricorrenti relative al peggioramento dello scenario congiunturale per l’emergenza sanitaria e alla cessione delle tranches mezzanine e junior della cartolarizzazione di sofferenze “Spring” (rispettivamente pari a 35 bps e 6 bps).

Gli accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri si attestano a € 14,9 milioni nel semestre.

Nel primo semestre è stato contabilizzato il contributo del Gruppo Bper al Fondo di Risoluzione Unico (“Srf”) per € 34,2 milioni. Si evidenzia che nello schema di Conto economico riclassificato (in allegato al presente comunicato), per chiarezza espositiva, tali contributi sono esposti in una riga separata, mentre nello schema di Banca d’Italia essi sono ricompresi all’interno della voce 190 b) “Altre spese amministrative”.

L’utile delle partecipazioni e da cessione di investimenti risulta negativo per € 5,2 milioni nel semestre e include un impairment su partecipazioni per un ammontare totale pari a € 8,2 milioni contabilizzato nel secondo trimestre.

L’utile dell’operatività corrente al lordo delle imposte risulta pari a € 46,6 milioni.

Le imposte sul reddito di periodo risultano positive per € 68,9 milioni, principalmente riferibili ai benefici previsti dall’art. 55 del D.L. 18/2020 “Cura Italia” e all’effetto netto derivante dall’affrancamento di attività immateriali.

L’utile di periodo si attesta a € 115,6 milioni e comprende un utile netto di pertinenza di terzi pari a € 10,9 milioni.

L’utile di periodo di pertinenza della Capogruppo si quantifica pertanto pari a € 104,7 milioni.

“Nella prima parte dell’anno, siamo stati impegnati su più fronti per contrastare al meglio gli effetti dell’emergenza sanitaria – ha dichiarato Alessandro Vandelli, amministratore delegato e direttore generale di Bper Banca -. Abbiamo promosso numerose iniziative nei territori presidiati, volte a tutelare la salute di dipendenti e clienti, ad attuare misure di sostegno per famiglie, piccoli operatori economici e imprese e a garantire la continuità operativa dei processi aziendali. Passata la fase acuta della crisi, la situazione attualmente vede tutte le nostre filiali e i servizi centrali pienamente operativi. La rapidità con la quale ci siamo organizzati per sostenere famiglie e imprese in questa crisi ci ha permesso di accogliere, ad oggi, oltre 100mila domande di moratoria e erogare fondi per finanziamenti garantiti dallo Stato per oltre € 1,0 miliardo, promuovendo, al contempo, numerose iniziative benefiche e raccolte fondi al servizio dei territori e delle comunità servite. Siamo convinti che lo sforzo collettivo che il sistema Paese sta esprimendo possa favorire la ripartenza, pur nella consapevolezza che il contesto rimane particolarmente fragile. Passando poi a commentare i risultati del primo semestre approvati oggi, si deve rilevare anzitutto che, nonostante il rallentamento dell’economia causato dall’emergenza sanitaria, il Gruppo BPER ha evidenziato un buon livello di redditività, anche grazie alla confermata capacità di generare ricavi e contenere i costi della gestione, migliorando al contempo, in modo rilevante, la qualità del credito e la già solida posizione patrimoniale. L’utile netto del periodo, infatti, risulta pari € 104,7 milioni, grazie alla resilienza dei ricavi e nonostante la contabilizzazione di rettifiche addizionali su crediti per € 90,5 milioni a seguito del peggioramento delle previsioni macroeconomiche. La già solida posizione patrimoniale del Gruppo migliora ulteriormente con un CET1 ratio a regime al 12,57% in aumento di 50 bps da marzo 2020. La liquidità rimane elevata con un buffer disponibile prossimo a € 14 miliardi. Da sottolineare l’ulteriore miglioramento della qualità del credito favorita anche dalla recente cessione del portafoglio di sofferenze per un valore lordo contabile di € 1,2 miliardi su cui è stata richiesta la garanzia statale GACS, portando il valore complessivo delle cessioni massive di sofferenze a circa € 5,0 miliardi negli ultimi due anni e centrando in anticipo gli obiettivi strategici del Gruppo. Da segnalare una forte contrazione dello stock dei crediti deteriorati lordi e netti rispettivamente del 18,2% e del 12,2% da fine 2019 che ha determinato, al contempo, la significativa diminuzione del NPE ratio lordo e netto rispettivamente al 9,1% e al 5,0%, livelli che non si registravano dal 2009. I risultati del semestre confermano la valenza delle operazioni straordinarie completate nel corso del 2019 sia sotto il profilo del contributo all’attività commerciale sia alla redditività. In un contesto di elevata incertezza come quello attuale, si riconferma inoltre pienamente il valore strategico ed industriale del progetto di acquisizione di un ramo d’azienda dal Gruppo Intesa Sanpaolo per rafforzare la rete distributiva in aree importanti del Paese dove oggi il Gruppo ha una presenza limitata come la Lombardia, incrementare significativamente la base clienti, migliorare l’efficienza operativa e sfruttare il pieno potenziale delle nostre fabbriche prodotto. Perché questo progetto si trasformi in una storia di successo, confidiamo sul contributo di tutti, in particolare delle colleghe e dei colleghi che entreranno a fare parte del nostro Gruppo, verso i quali ribadiamo il massimo impegno per un positivo inserimento e una piena e completa valorizzazione”.

Stato patrimoniale consolidato: dati principali
La raccolta diretta da clientela (debiti verso clientela, titoli in circolazione e passività finanziarie designate al fair value) si attesta a € 59,8 miliardi, in aumento del 3,0% rispetto a fine 2019. La raccolta da clientela ordinaria risulta pari a € 55,0 miliardi (+0,8% rispetto a fine 2019), costituita principalmente da conti correnti e depositi liberi per € 49,9 miliardi (+4,5% da fine anno), da depositi vincolati e certificati di deposito per € 0,7 miliardo (-57,4% da fine 2019) e da obbligazioni per € 1,2 miliardi (-31,6% da fine anno). La raccolta istituzionale è pari a € 4,8 miliardi (+39,1% da fine 2019) ed include obbligazioni per € 3,6 miliardi.

La raccolta indiretta da clientela, valorizzata ai prezzi di mercato, è pari a € 106,5 miliardi in diminuzione del 3,7% da fine 2019 a causa principalmente dell’effetto mercato ancora complessivamente negativo nel periodo, ma in forte ripresa del 4,8% rispetto a marzo 2020. In particolare, la raccolta gestita è pari a € 40,2 miliardi (-3,6% da fine anno, +7,4% da marzo 2020), di cui € 16,5 miliardi riferibili a Arca Holding al netto della quota di fondi collocata dalla rete del Gruppo Bper (-4,0% da fine 2019, +6,6% da marzo 2020). La raccolta amministrata risulta pari a € 66,3 miliardi (-3,8% da fine 2019, +3,3% da marzo 2020) ed include i depositi amministrati di un’importante società di assicurazione. Il portafoglio premi assicurativi riferibile al ramo vita, non compreso nella raccolta indiretta, ammonta a € 7,0 miliardi in aumento del 3,2% da fine 2019 e del 2,2% da marzo 2020.

I crediti lordi verso la clientela sono pari a € 55,1 miliardi. I crediti “in bonis” lordi sono pari a € 50,1 miliardi, mentre quelli deteriorati lordi (sofferenze, inadempienze probabili e scaduti) ammontano a € 5,0 miliardi in forte calo del 18,2% da fine 2019 anche per effetto della cartolarizzazione di un portafoglio di sofferenze per un valore lordo contabile pari a € 1,2 miliardi conclusa recentemente (operazione “Spring”), con un’incidenza del 9,1% sui crediti lordi complessivi (11,1% a fine 2019). Nel dettaglio, la componente di sofferenze lorde è pari a € 2,4 miliardi (in calo del 31,2% da fine 2019); le inadempienze probabili lorde sono pari a € 2,4 miliardi (in calo del 3,0% da fine 2019); i crediti scaduti lordi sono pari a € 228,5 milioni (in aumento del 17,2% da fine 2019). La qualità dei crediti in bonis si mantiene elevata, con una percentuale dei rating a basso rischio pari al 62,1%.

I crediti netti verso la clientela sono pari a € 52,6 miliardi. I crediti “in bonis” netti sono pari a € 49,9 miliardi, mentre quelli deteriorati netti (sofferenze, inadempienze probabili e scaduti) ammontano a € 2,6 miliardi in calo del 12,2% da fine 2019 anche per effetto della cartolarizzazione sopra menzionata, con un’incidenza pari al 5,0% sui crediti netti complessivi (5,8% a fine 2019) e un coverage ratio del 47,4%. Nel dettaglio, la componente di sofferenze nette è pari a € 0,9 miliardi con un livello di copertura del 62,8%; le inadempienze probabili nette sono pari a € 1,6 miliardi con un livello di copertura del 35,0%; i crediti scaduti netti sono pari a € 187,0 milioni con una copertura pari al 18,2%.

La posizione interbancaria netta risulta negativa per € 11,5 miliardi determinata dallo sbilancio tra i crediti verso banche di € 5,1 miliardi e i debiti della stessa natura pari a € 16,6 miliardi. L’ammontare complessivo del rifinanziamento con la Banca Centrale Europea (“BCE”) del Gruppo BPER risulta pari a € 15,0 miliardi costituito per € 14,0 miliardi dalla partecipazione alle operazioni di rifinanziamento a più lungo termine denominate “TLTRO 3” con scadenza triennale e per € 1,0 miliardo da finanziamenti in dollari USA da parte della BCE. Gli strumenti finanziari utilizzabili come collaterale per operazioni di rifinanziamento sul mercato ammontano a € 27,1 miliardi al netto dell’haircut, di cui € 10,6 miliardi disponibili ai quali si devono aggiungere € 3,2 miliardi di depositi presso la BCE.

Le attività finanziarie ammontano complessivamente a € 22,3 miliardi e risultano pari al 25,9% del totale attivo. I titoli di debito ammontano a € 21,3 miliardi e rappresentano il 95,7% del portafoglio complessivo: di essi, € 10,4 miliardi sono riferiti a titoli governativi e di altri enti pubblici, di cui € 7,5 miliardi di titoli di Stato italiani.

I mezzi patrimoniali complessivi ammontano a € 5,3 miliardi, con una quota di patrimonio di pertinenza di terzi pari a € 0,1 miliardi. Il patrimonio netto consolidato del Gruppo, che include il risultato del periodo, si attesta pertanto a € 5,2 miliardi.

Gli indici di liquidità LCR (“Liquidity Coverage Ratio”) e NSFR (“Net Stable Funding Ratio”) risultano ampiamente superiori al 100%; in particolare, al 30 giugno 2020, l’indice LCR è pari al 161,8%, mentre l’indice NSFR è stimato al di sopra del 100% (era pari a 113,7% al 31 marzo 2020).

 

Capital ratios
I ratios patrimoniali al 30 giugno 2020, calcolati tenendo conto della metodologia AIRB per i requisiti sul rischio di credito, risultano pari a:

  • Common Equity Tier 1 (CET1) ratio Phased In pari a 14,11% (13,60% al 31 marzo 2020 e 13,91% al 31 dicembre 2019). L’indice calcolato in regime di piena applicazione (“Fully Loaded”) è pari al 12,57% (12,07% al 31 marzo 2020 e 12,01% al 31 dicembre 2019);
  • Tier 1 ratio Phased In pari a 14,56% (14,05% al 31 marzo 2020 e 14,35% al 31 dicembre 2019);
  • Total Capital ratio Phased In pari a 17,03% (16,59% al 31 marzo 2020 e 16,82% al 31 dicembre 2019).

 

Principali dati di struttura al 30 giugno 2020
Il Gruppo è presente in diciannove Regioni italiane con 1.313 sportelli bancari in calo di 36 unità rispetto a fine marzo 2020, oltre alla Sede in Lussemburgo di Bper Bank Luxembourg S.A..

I dipendenti del Gruppo sono pari a 13.550, in calo di 230 risorse da fine marzo 2020 e di 255 risorse da fine 2019. 

Prevedibile evoluzione della gestione
Gli effetti dell’emergenza sanitaria sull’economia a livello globale sono, allo stato, di difficile quantificazione anche se si può ragionevolmente prevedere una significativa diminuzione dell’attività produttiva e dei consumi a causa del prolungato lock-down e delle restrizioni alla mobilità delle persone. Le previsioni sull’andamento dell’economia pubblicate dalla Banca Centrale Europea e da Banca d’Italia all’inizio dello scorso mese di Giugno indicano un calo del Prodotto Interno Lordo dell’Eurozona e dell’Italia per il 2020 rispettivamente dell’8,7% e del 9,4% con una prospettiva di ripresa dell’attività economica solo nel 2021 che beneficerà anche delle imponenti misure a supporto della liquidità e dei redditi di famiglie e imprese predisposte dai Governi e dalle Banche Centrali per affrontare il momento di grande difficoltà causato dall’emergenza sanitaria.

In questo difficile contesto, senza analoghi precedenti in passato, è difficile prevedere l’evoluzione dei principali aggregati economico-patrimoniali per l’anno in corso. Il Gruppo Bper confida di poter continuare ad esprimere una buona marginalità dei ricavi tradizionali, soprattutto in riferimento al margine di interesse che dovrebbe beneficiare sia dell’incremento degli impieghi sia della riduzione del costo del funding. Al contempo, i costi della gestione sono attesi in graduale diminuzione in conseguenza, in particolare, dei benefici sul costo del personale della progressiva realizzazione delle attività di efficentamento degli organici incluse nel Piano industriale. Questi elementi, pur in presenza di un costo del credito prudenzialmente stimato in area 100 bps per l’anno in corso, dovrebbero contribuire a sostenere la redditività attesa per il 2020 prevista in buona progressione rispetto al risultato del semestre. L’asset quality, dopo il forte miglioramento del semestre anche a seguito della cessione di sofferenze, dovrebbe mantenersi sotto controllo anche in un contesto di elevata incertezza e deterioramento dello scenario economico grazie, in particolare, ad altre iniziative gestionali già pianificate. La solidità patrimoniale e la posizione di liquidità sono previste in progressivo ulteriore miglioramento.