Bper, utile netto in crescita del 65,6% nel primo trimestre

Bper LogoIl consiglio di amministrazione della Banca Popolare dell’Emilia Romagna ha esaminato e approvato in data odierna i risultati individuali della banca e consolidati di gruppo al 31 marzo 2015.

Alessandro Vandelli, amministratore delegato di Bper, al termine del consiglio di amministrazione ha commentato: “Il primo trimestre dell’anno evidenzia risultati molto positivi registrando un utile netto di periodo pari ad oltre 50 milioni di euro con una crescita superiore al 65% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Credo di poter affermare che il trimestre appena concluso possa coincidere con l’avvio di una nuova fase di ritorno ad una maggiore redditività accompagnata da aspettative di un miglioramento del ciclo economico e di graduale uscita dalla fase acuta della crisi. Il primo trimestre evidenzia alcuni elementi molto positivi quali la forte diminuzione delle rettifiche su crediti al livello più basso degli ultimi 10 trimestri, l’ottima performance dei ricavi caratteristici, specialmente sul fronte commissionale, e il contenimento dei costi operativi. Inoltre, in tale contesto, il Gruppo Bper conferma la propria solida dotazione di capitale con un CET1 Fully Phased all’11,3% e un livello di “leverage” oltre al 7% tra i migliori del sistema a testimonianza di una prudente ed equilibrata gestione delle poste dell’attivo e del passivo di bilancio. A ciò, si aggiunge una soddisfacente copertura dei crediti deteriorati che nel trimestre si attesta al 41%, uno dei livelli migliori tra i diretti competitors. Sono convinto che il percorso intrapreso consentirà al Gruppo Bper di ritornare ad esprimere adeguati livelli di redditività a beneficio dei nostri soci ed azionisti”.

Conto economico: dati principali

Il margine di interesse si attesta a € 314,1 milioni e risulta in crescita dello 0,3% rispetto al quarto trimestre del 2014 nonostante il trimestre conti due giorni di calendario in meno. Il buon risultato raggiunto nel trimestre mostra un lieve miglioramento dello spread complessivo che ha continuato a beneficiare della diminuzione del costo del funding, il quale ha più che controbilanciato il calo del rendimento dell’attivo determinato dalla diminuzione dei volumi commerciali, dalla dinamica dei tassi di mercato e dal minore rendimento del portafoglio titoli. Il confronto con lo stesso periodo dell’anno precedente, mostra una diminuzione del margine di interesse pari al 4,8%, che deve essere considerato alla luce del notevole mutamento del contesto di mercato e dei tassi di interesse (media trimestrale del rendimento a scadenza del BTP decennale passato dal 3,6% del primo trimestre 2014 all’1,5% del primo trimestre 2015; media trimestrale dell’Euribor 3 mesi passata rispettivamente da circa 30 bps a 5 bps).

Le commissioni nette, pari a € 179,2 milioni, risultano in sensibile crescita sia rispetto al trimestre precedente (+1,7%) sia rispetto allo stesso periodo dello scorso anno (+4,5%), principalmente come effetto combinato di un andamento molto positivo sulla componente commissionale relativa al risparmio gestito e “bancassurance” (+21,2% trimestre su trimestre; +33,2% anno su anno) e della diminuzione delle commissioni sull’attività commerciale tradizionale ancora condizionate dalla debole fase congiunturale, anche se si registra una sostanziale stabilità delle commissioni su finanziamenti e garanzie rispetto all’ultimo trimestre del 2014 (-0,3%), dopo sei trimestri di cali più ampi: tale risultato potrebbe preludere ad una fase di ripresa dell’attività economica e delle commissioni correlate nei prossimi mesi.

Il risultato netto delle attività di negoziazione (compresi i dividendi pari a € 0,2 milioni) si attesta a € 46,3 milioni, in aumento del 19,5% rispetto al trimestre precedente (-27,5% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, il quale però si evidenziava come particolarmente positivo), beneficiando del favorevole andamento dei mercati finanziari nei primi mesi dell’anno in corso. Hanno concorso al suddetto risultato utili netti realizzati per € 30,7 milioni, plusvalenze nette per € 29,6 milioni per buona parte imputabili al mark-to-market relativo ai titoli governativi italiani in portafoglio, la componente “Fair Value Option” sulle passività finanziarie negativa per € 6,5 milioni (pure negativa per € 12,7 milioni al 31 marzo 2014) con effetti ormai in via di esaurimento. La riserva “AFS” relativa a tali titoli governativi in portafoglio continua peraltro ancora ad evidenziare significative plusvalenze, per un valore (al netto delle imposte) di € 147,6 milioni (€ 97,9 milioni al 31 dicembre 2014 e € 85,9 milioni al 31 marzo 2014).

La redditività operativa risulta pari a € 555 milioni, in crescita del 2,7% rispetto al trimestre precedente registrando una crescita di tutte le sue componenti (-4,9% anno su anno), in particolare dei ricavi caratteristici (+0,8%) rappresentati dalla somma del margine di interesse e delle commissioni nette e del buon andamento del risultato della finanza (+22,3%).

I costi della gestione risultano in calo del 7,7% rispetto al trimestre precedente a causa prevalentemente dei consueti effetti stagionali e sostanzialmente stabili rispetto allo stesso periodo del  2014 (+0,3%). In dettaglio, le spese per il personale si attestano a € 199,3 milioni (-4,5% trimestre su trimestre; +1,3% anno su anno), le altre spese amministrative ammontano a € 93,6 milioni (-12,3% trimestre su trimestre; -2,8% anno su anno) e gli ammortamenti su attività materiali ed immateriali ammontano a € 17,3 milioni (-15,0% trimestre su trimestre; +5,9% anno su anno).

Le rettifiche nette su crediti e su altre attività si attestano a € 150 milioni, in forte diminuzione sia rispetto al trimestre precedente (-44,0%) sia rispetto al primo trimestre 2014 (-30,2%), riferibili principalmente a rettifiche operate nel comparto del credito (€ 147,5 milioni) che risultano le più contenute nel confronto con gli ultimi 10 trimestri. Il costo del credito complessivo al 31 marzo 2015 risulta pari a 34 bps (135 bps annualizzato rispetto ai 185 bps nel 2014). Le rettifiche nette su altre attività ammontano a € 2,5 milioni (erano € 2,9 milioni nello stesso periodo dello scorso anno).

Il livello delle coperture dei crediti deteriorati si attesta al 41,0%, in leggera crescita rispetto al 40,7% di fine 2014. In dettaglio, la copertura delle sofferenze risulta pari al 56,5% stabile rispetto alla fine dello scorso anno. Inoltre, tenuto conto delle svalutazioni dirette su crediti in sofferenza (“write-off”) ancora in essere pari a € 1,3 miliardi, la copertura delle sofferenze si attesta al 63,7%. La copertura delle inadempienze probabili risulta in significativa crescita al 19,2% rispetto al livello pro-forma di fine 2014 pari al 18,3%. Le coperture su prestiti scaduti risultano pari al 7,6% rispetto all’8,1% del 31 dicembre 2014.

L’utile dell’operatività corrente al lordo delle imposte risulta pari a € 78,9 milioni al 31 marzo 2015 (€ 52 milioni nel primo trimestre dello scorso anno). Le imposte sul reddito di periodo sono pari a € 27,2 milioni (€ 20,8 milioni al 31 marzo 2014), con un indice tax rate pari al 34,5%.

L’utile netto complessivo del periodo risulta in forte crescita e pari a € 51,7 milioni, rispetto ad un risultato positivo per € 31,2 milioni dello stesso periodo dello scorso anno (+65,6%), e comprende un utile di periodo di pertinenza di terzi pari a  € 6,5 milioni (€ 2,9 milioni al 31 marzo 2014). L’utile netto di pertinenza della Capogruppo risulta pertanto pari a € 45,2 milioni (€ 28,3 milioni al 31 marzo 2014) registrando un significativo aumento del 59,9% rispetto al medesimo periodo dello scorso anno.

Stato patrimoniale: dati principali

La raccolta diretta da clientela (debiti verso clientela, titoli in circolazione e passività finanziarie va­lutate al fair value) si attesta a € 45,3 miliardi, in calo dell’1,9% rispetto alla fine del 2014 principalmente riconducibile ad un calo dei conti correnti e depositi liberi (€ 0,6 miliardi; -2,3%), dei depositi vincolati (€ 0,4 miliardi; -15%) e della componente obbligazionaria retail (€ 0,7 miliardi; -10,3%) ed al contestuale riposizionamento di tali componenti verso il risparmio gestito e polizze assicurative favorite dal buon momento di mercato. La raccolta diretta è costituita in prevalenza dalla componente Retail & Private (81,5%) e il 64,8% è rappresentato da conti correnti e depositi liberi e vincolati a breve scadenza.

La raccolta indiretta da clientela, valorizzata ai prezzi di mercato, è pari a € 30,1 miliardi, in significativo aumento del 6,9% da inizio anno. In particolare, la raccolta gestita risulta in crescita del 10,1% da fine 2014 registrando una raccolta netta pari a € 0,8 miliardi nel trimestre molto superiore allo stesso periodo dello scorso anno (€ 0,3 miliardi) e la raccolta amministrata registra, nello stesso periodo, un aumento più contenuto e pari allo 4,1%, principalmente imputabile all’aumento della valorizzazione dei titoli nei depositi della clientela. Il portafoglio premi assicurativi, non compreso nella raccolta indiretta, ammonta a € 3,4 miliardi evidenziando una notevole crescita da inizio anno (+12,2%), pressoché totalmente riferibile al ramo vita.

I crediti verso la clientela, al netto delle rettifiche di valore, sono pari a € 43,9 miliardi evidenziando una sostanziale stabilità rispetto a fine 2014 (-0,1%). Un dato confortante per la prospettiva di ripresa dei volumi si registra osservando il dato al lordo delle rettifiche di valore che mostra una leggera crescita (+0,1%) dopo otto trimestri di calo consecutivi con l’evidenza del buon andamento del comparto mutui. Da segnalare la continuazione del positivo andamento del comparto relativo ai mutui residenziali che registrano una crescita delle nuove erogazioni del 43,5% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

L’ammontare dei crediti deteriorati netti è di € 6,6 miliardi, in crescita dell’1% rispetto alla fine del 2014 indicando una stabilizzazione della massa complessiva. Nel dettaglio, la componente di sofferenze è pari a € 2,9 miliardi (+1,7% da fine anno) con un livello di copertura del 56,5%, le inadempienze probabili nette sono pari a € 3,5 miliardi (-0,3% da fine 2014) con una copertura al 19,2% in crescita di oltre 90 bps da fine anno e i crediti scaduti netti sono pari a € 0,2 miliardi (+13,2% dalla fine dello scorso anno) con una copertura pari al 7,6%. Tali voci presentano tutte, come già detto, buoni livelli di copertura evidenziando un coverage ratio complessivo del 41,0% rispetto al 40,7% della fine dello scorso anno.

La posizione interbancaria netta, risulta negativa per € 5,5 miliardi rispetto a € 4,8 miliardi di fine 2014 ed è determinata dallo sbilancio tra i crediti verso banche di € 1,3 miliardi e i debiti della stessa na­tura pari a € 6,8 miliardi. Al 31 marzo 2015, l’ammontare complessivo del rifinanziamento con la Banca Centrale Europea risulta pari a € 3,3 miliardi, di cui € 1,3 miliardi riconducibili a finanziamenti a breve termine e € 2 miliardi alla nuova operazione “TLTRO” (“Targeted Longer Term refinancing Operations”) con scadenza settembre 2018. Gli strumenti finanziari, utilizzabili come collaterale per operazioni di rifinanziamento sul mercato, ammontano a € 11,6 miliardi al netto dell’haircut, di cui € 4,4 miliardi disponibili.

Le attività finanziarie ammontano complessivamente a € 11,3 miliardi, in incremento del 9,7% rispetto alla fine del 2014; esse rappresentano il 18,6% del totale attivo. I titoli di debito rappresentano il 91,2% del portafoglio complessivo ed ammontano a € 10,3 miliardi: di essi, € 7 miliardi sono riferiti a titoli governativi, in massima parte rappresentati da titoli di Stato italiani, mentre € 2,7 miliardi sono riferiti a banche ed enti sovranazionali.

A fronte delle attività disponibili per la vendita (“AFS”) pari a € 7,6 miliardi, sono complessivamente presenti riserve da valutazione positive per € 272,6 milioni, al netto del relativo impatto fiscale, come risultanza della sommatoria di riserve positive riferite ai titoli di debito, titoli di capitale e OICR per un valore di € 278,7 milioni e di riserve negative per € 6,1 milioni. Inoltre, relativamente al portafoglio delle attività finanziarie detenute fino a scadenza (“HTM”) pari a € 2,5 miliardi, la differenza tra il fair value ed il valore di bilancio risulta positiva (“riserva implicita lorda”) per € 242,7 milioni.

I mezzi patrimoniali complessivi al 31 marzo 2015 ammontano a € 5,6 miliardi (+1,9%), con una quota di patrimonio di pertinenza di terzi pari ad € 0,6 miliardi. Il patrimonio netto consolidato del Gruppo, che include il risultato del periodo, si attesta a € 5 miliardi, in incremento del 2,1% da fine 2014.

Capital ratios

I ratios patrimoniali, ancora determinati sulla base della metodologia standard per i requisiti sul rischio di credito e di mercato, sono stati calcolati pro-forma includendo la quota di utile destinabile a patrimonio realizzata al 31 marzo 2015 e gli effetti netti maturati nel medesimo periodo derivanti dall’applicazione della “Fair Value Option”, per un ammontare complessivo pari a € 40,5 milioni (corrispondenti a 10 bps), si evidenziano i seguenti valori:

  • “Common Equity Tier 1 ratio (Phased in)” pari all’11,43% (11,26% al 31 dicembre 2014). L’indice calcolato in regime di piena applicazione (Fully Phased), si quantifica pari all’11,28%;
  • “Tier 1 ratio (Phased in)” pari all’11,47% (11,29% al 31 dicembre 2014);
  • “Own Funds ratio (Phased in)” pari al 12,26% (12,24% al 31 dicembre 2014).

Principali dati di struttura al 31 marzo 2015

Il Gruppo è presente in diciotto regioni italiane, con 1.273 sportelli bancari, oltre alla Sede in Lussemburgo di BPER (Europe) International s.a..

I dipendenti del Gruppo sono pari a 11.552 unità, in calo di 41 unità nel trimestre (erano 11.593 a fine 2014).

Prevedibile evoluzione della gestione

Nella prima parte dell’anno, appaiono consolidarsi le prospettive di graduale ripresa dell’economia italiana accompagnate da un quadro congiunturale in lento ma progressivo miglioramento. Per l’anno in corso, le prospettive di redditività sono attese in aumento, in presenza di un andamento degli impieghi alla clientela che risulta in leggera ripresa già evidenziata nel primo trimestre e la cui dinamica dovrebbe consolidarsi nel corso della restante parte dell’anno. Il livello ancora molto contenuto dei tassi di mercato e la crescente competitività sull’attività tradizionale continuerà ad esercitare pressione sui margini che dovrebbe, però, essere controbilanciata dai benefici attesi da un’ulteriore calo del costo della raccolta, mentre un positivo contributo ai ricavi è atteso dalla componete commissionale che già nel corso del primo trimestre ha fatto registrare una soddisfacente performance. Il 2015 rappresenta il primo anno del Piano industriale durante il quale verranno attivati gli investimenti previsti e i primi oneri non ricorrenti con benefici che verranno rilasciati nel corso del triennio. Il costo del credito è atteso in significativo miglioramento rispetto al 2014.

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Bper, utile netto in crescita del 65,6% nel primo trimestre ultima modifica: 2015-05-13T12:30:34+00:00 da Redazione

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