Bruno Patroncini, Country sales leader Italia di Genworth: “Forniamo coperture customer friendly con pagamento mensile del premio”  

Patroncini GenworthAzienda leader nel settore assicurativo, Genworth Financial opera in oltre 25 Paesi, offrendo  protezione finanziaria a più di 15 milioni di persone in ambito pensionistico, negli investimenti, sui mutui e nella lifestyle protection. In Europa la società ha il suo quartier generale a Londra ed è presente in oltre 20 Stati, tra cui l’Italia. Recentemente ha esteso la sua presenza anche in Messico, Perù, Colombia e Cina. “Lavoriamo come assicuratore diretto ma anche come riassicuratore, supportando compagnie che hanno rapporti di distribuzione con banche e finanziarie, fornendo copertura del rischio e una serie di altri servizi, tra cui la gestione dei sinistri”, ci spiega Bruno Patroncini, Country sales leader per l’Italia di Genworth.

Come è andato l’anno passato? E come sta andando quello attuale?

Abbiamo chiuso il 2013 con un bilancio in attivo e, in un contesto macroeconomico che dal 2008 in poi è stato sempre negativo, siamo comunque riusciti a mantenere un andamento positivo, senza accusare perdite. Chiaramente c’è stata una contrazione del fatturato e dei premi sottoscritti, visto che normalmente i nostri prodotti sono associati all’erogazione di una qualche forma di finanziamento e che il mercato del credito ha conosciuto un’importante battuta d’arresto. Adesso si comincia ad avvertire una lenta ripresa, soprattutto per quanto riguarda le erogazioni di mutuo e il mercato dell’auto, un po’ meno per i prestiti, e infatti il fatturato del primo semestre è cresciuto del 15-20% rispetto all’anno precedente.

Ci può parlare delle formule customer friendly che state sviluppando?

Si tratta di soluzioni che abbiamo reso disponibili già da un paio di anni. Siamo stati tra i primi a iniziare a distribuire coperture, anche particolarmente impegnative, come la Cpi sui mutui, che prevede la temporanea caso morte o l’invalidità permanente, con pagamento unico anticipato o mensile del premio. Crediamo che quest’ultima opzione possa invogliare i clienti ad acquistare una copertura assicurativa, evitando di sopportarne il costo in un’unica tranche e spalmandolo su un tempo più lungo: il cliente paga ogni 30 giorni finché desidera rimanere coperto e nel momento in cui dovesse cambiare idea può smettere di versare questa somma.

Come state gestendo il processo di digitalizzazione del rapporto tra compagnia e clienti?

Rispondo fornendo in primo luogo un dato: in Svezia negli ultimi tre-quattro anni il 50-60% degli sportelli bancari ha chiuso. Esistono ancora le filiali della banche ma al loro interno si trovano delle service area in cui i clienti possono gestire qualsiasi tipo di operazione e ottenere tutte le informazioni di cui si ha necessità, il tutto esclusivamente online. La differenza rispetto all’Italia è lampante: da noi tutto questo viene ancora gestito nella maniera tradizionale. Tuttavia la nostra ferma convinzione è che sia solo questione di tempo prima che quel modello venga adottato anche da noi. Al momento la nostra azienda si muove a due velocità, una per i Paesi del Nord dell’Europa e una per quelli del Sud, in cui per una serie di fattori c’è ancora molto diffidenza nei confronti degli strumenti digitali e della moneta elettronica. Per il Nord stiamo sviluppando degli applicativi che consentiranno un’interazione praticamente istantanea tra l’assicurato, la sua banca e la nostra azienda. Per il Sud questo processo sarà più lento e verrà gestito con maggiore gradualità.

E per quanto riguarda il rapporto con le reti di distribuzione?

Normalmente la rete distributiva è dotata di applicativi disposti dalla banca con cui opera. Noi abbiamo la possibilità di fornire un sistema parallelo o retrostante tramite il quale possiamo raccogliere i dati e le informazioni raccolte dal distributore, che sia lo sportellista di una banca o l’impiegato del concessionario auto. Si tenga presente che di solito le banche e le finanziarie preferiscono mantenere separati i loro sistemi informativi e i tool che noi mettiamo loro a disposizione. Da questo punto di vista c’è ancora una certa “gelosia” della propria customer base. L’assicuratore non è ancora considerato un partner, quanto piuttosto un provider di polizze.

Avete progetti in cantiere?

Il settore della protection, e in particolare quello della credit protection, ha una regolamentazione molto rigida. Quello che noi ci sforziamo costantemente di fare è di muoverci lungo le linee che sono state tracciate dal regolatore, offrendo al contempo soluzioni che siano vantaggiose e semplici per i clienti. Tutto questo è sintetizzato bene dalla formula “Brilliantly simple”, che indica appunto l’insieme delle nostre coperture assicurative e dei nostri prodotti, che saranno sempre più pensati in modo da risultare comprensibili a tutti e immediatamente accessibili, senza particolari complicazioni.

È di pochi giorni fa la notizia che Standard and Poor’s ha modificato il vostro rating da negativo a stabile. Siete soddisfatti?

Assolutamente sì. L’outlook negativo era dovuto alla crisi, dalla quale si comincia a uscire. La nostra forte capitalizzazione e il solido controllo del rischio rappresentano una garanzia per i nostri partner e per i nostri assicurati. Inoltre abbiamo un vantaggio competitivo fondato sulla diversificazione di prodotti, di coperture e aree geografiche.

Bruno Patroncini, Country sales leader Italia di Genworth: “Forniamo coperture customer friendly con pagamento mensile del premio”   ultima modifica: 2014-07-16T10:39:15+00:00 da Paolo Tosatti

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