Campania, due arresti per estorsione e usura

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Usura prestiti usuraiCon l’accusa di concorso in usura aggravata ed estorsione aggravata dal metodo mafioso i carabinieri della tenenza di Cercola (Napoli) hanno arrestato due persone. 

A finire in manette due presunti fiancheggiatori del clan De Luca Bossa, che avrebbero prestato denaro a tassi usurari annuali compresi tra il 50 e il 720% ai danni di alcuni commercianti e di un medico.

Il denaro veniva poi estorto minacciando le vittime di morte e avvalendosi della forza intimidatrice del clan. Uno dei due arrestati è stato condotto al carcere di Secondigliano, l’altro è attualmente piantonato in un ospedale napoletano dove era già ricoverato.  

I militari dell’Arma, coordinati dalla Dda di Catanzaro, hanno ricostruito i due prestiti a tassi d’usura intercettando messaggi telefonici e whatsapp anche vocali.

Il primo episodio risale al 22 maggio 2016 quando il professionista chiede 3.000 euro che, secondo gli inquirenti, gli vengono accordati a fronte dell’emissione da parte del medico di due assegni da 2.000 euro ciascuno con scadenza al 30 agosto, ossia tre mesi dopo.

Per il consulente tecnico della procura, che ha calcolato l’interesse richiesto al medico in regime di capitalizzazione semplice, il tasso sarebbe stato del 132,2 per cento.

Secondo la Dda di Catanzaro lo stesso medico il 5 dicembre 2016 avrebbe chiesto altri 5.000 euro che, come si legge nell’ordinanza del gip, avrebbe acconsentito indicando la scadenza del 30 marzo 2017 e del 30 maggio 2017 per recuperare il capitale con due assegni da 3.250 euro ciascuno.