Capitalfin e il trasferimento del rischio di credito

Capitalfin LogoIn tutti i Paesi occidentali, e non solo, i sistemi finanziari sono stati contraddistinti negli ultimi decenni da un’intensa attività di innovazione di natura finanziaria e non finanziaria. L’evoluzione normativa, i mutamenti degli assetti operativi e organizzativi degli intermediari finanziari, i progressi nelle tecniche di gestione dei rischi, gli sviluppi tecnologici dei sistemi di comunicazione e di elaborazione delle informazioni, la progressiva integrazione dei sistemi finanziari, alimentano un costante e pervasivo processo di innovazione che si configura sempre più sia come un fenomeno strutturale dei sistemi finanziari, sia come la principale forza di cambiamento degli stessi.

La nascita e lo sviluppo del mercato del trasferimento del rischio di credito rappresenta una di esse. Tale mercato, i cui protagonisti sono le operazioni di cartolarizzazione e i derivati creditizi, consente al mutuante (intermediario finanziario) di trasferire ad altri soggetti il rischio di credito sottostante i crediti erogati. Le insolvenze dei mutuatari si diffondono all’intero del sistema finanziario mondiale attraverso i canali di trasmissione della crisi, rappresentati dai mercati obbligazionari e dai mercati dei derivati creditizi. Di conseguenza, le insolvenze si trasmettono nei portafogli degli intermediari finanziari, investitori istituzionali e risparmiatori e l’innovazione tecnologica ha indubbiamente facilitato il processo di quantificazione dei rischi, requisito necessario sia per formulare accuratamente la struttura dei prezzi delle diverse tipologie di rischio (risk pricing) sia per gestirli efficacemente (risk managing), a livello aziendale e sistemico.

La distorta valutazione dei rischi nella complessiva attività di intermediazione finanziaria, i conflitti di interesse tra i diversi attori finanziari operanti lungo tutta la catena del valore dell’intermediazione creditizia, l’ascesa del sistema bancario “ombra” e l’elevata leva finanziaria implicita nel sistema bancario “ombra”, nonché l’enfasi posta dal management bancario sulla speculazione e sulla raccolta di fondi per il trading sui mercati mobiliari, hanno rappresentato gli elementi di fragilità dell’intero mercato del trasferimento del rischio di credito e, dunque, dei nuovi modelli di intermediazione finanziaria.

La nuova regolamentazione finanziaria e la funzione di supervisione delle autorità di vigilanza dovrebbe evitare che gli strumenti finanziari derivati e il sistema della cartolarizzazione mettano in pericolo l’intero sistema finanziario, costringendo i diversi attori protagonisti del mercato del trasferimento del rischio di credito a valutare più attentamente i rischi.

Da tempo il management aziendale della Capitalfin S.p.a., nella piena consapevolezza del fenomeno, ha adottato un piano strategico diretto alla massimizzazione del valore dell’impresa ma soprattutto diretto a perseguire un armonico equilibrio tra i diversi interessi degli stakeholders coinvolti.

Capitalfin e il trasferimento del rischio di credito ultima modifica: 2015-04-24T11:07:06+00:00 da Pubbliredazionale

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