Capitalfin e gli adempimenti degli intermediari finanziari in vista delle scadenze fissate dalla circolare 288 della Banca d’Italia 

Capitalfin LogoCapitale sociale minimo più elevato e un lungo elenco di scadenze da rispettare per gli intermediari finanziari, quale effetto della riforma del titolo V del Testo unico bancario, disposta dal D.lgs. 141/2010, attuata con il regolamento Mef contenuto nel decreto 53/2015 e con la circolare della Banca d’Italia 288 del 3 aprile 2015. La riforma del titolo V del T.u.b. ha razionalizzato la disciplina e l’assetto dei controlli cui sono soggetti gli intermediari finanziari e gli altri soggetti operanti nel settore finanziario. In particolare sono state apportate modifiche nei seguenti ambiti:

-riserva di attività degli intermediari finanziari alla sola concessione di finanziamenti;

– istituzione di un albo unico degli intermediari.

– sarà permessa l’iscrizione all’albo indicato dall’articolo 106 del Tub ai confidi di maggiori dimensioni.

Le nuove disposizioni sono pensate per poter controllare la complessità operativa, dimensionale e organizzativa degli intermediari. In concreto, è stato anzitutto disposto che l’autorizzazione (necessaria per lo svolgimento dell’attività di concessione di finanziamenti, di riscossione dei crediti ceduti e dei servizi di cassa e di pagamento nell’ambito di operazioni di cartolarizzazione) deve essere richiesta prima dell’iscrizione nel registro delle imprese.

Viene poi previsto un innalzamento del capitale sociale minimo, che viene attestato in 2 milioni di euro per gli intermediari finanziari che esercitano attività di concessione di finanziamento senza rilascio di garanzie. È questo il caso di Capitalfin.

Entro il 13 aprile 2016 i soggetti iscritti nell’elenco 106 del T.u.b. devono presentare istanza di autorizzazione per l’iscrizione all’albo 106, ovvero nell’elenco dell’articolo 111 T.u.b. o nell’elenco dell’articolo 112, comma 1 del T.u.b..

I soggetti che non ottengono l’accoglimento delle istanze di iscrizione (o che non le presentino) dovranno deliberare la liquidazione della società oppure dovranno modificare il proprio oggetto sociale, eliminando il riferimento alle attività riservate ai sensi di legge. Per le società fiduciarie il mancato accoglimento dell’istanza comporterà la decadenza dell’autorizzazione all’esercizio dell’attività fiduciaria prevista dall’articolo 2 della legge 1939/1966.

Per l’iscrizione al nuovo albo la Capitalfin S.p.a. ha attuato un radicale riassetto organizzativo avvalendosi di operatori esperti nel settore al fine di rispettare i requisiti economico-organizzativi-patrimoniali richiesti. Attraverso un programmatico sviluppo aziendale, sorretto da un’adeguata patrimonializzazione della struttura operante, la società dimostrando grande professionalità, risulta essere organizzata e in linea con la tempistica indicata dal Legislatore per l’iscrizione alla categoria dei grandi intermediari nel rispetto delle normative vigenti.

Capitalfin e gli adempimenti degli intermediari finanziari in vista delle scadenze fissate dalla circolare 288 della Banca d’Italia  ultima modifica: 2015-07-31T12:38:49+00:00 da Redazione

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