Carte revolving a rischio sanzioni. Il richiamo di Draghi

Il precedente

Non è la prima volta che l’attenzione dell’organo di vigilanza si sofferma sulle carte di debito. Già lo scorso 9 aprile Draghi aveva comunicato l’adozione di sanzioni nei confronti di American Express, Diners e Amex. Le prime due erano accusate di avere sistemi informatici esposti ai tentativi di riciclaggio; la terza, di anatocismo e cioè di calcolare gli interessi, contrariamente a quanto prevede la legge, sull’intero capitale e non su quello non rimborsato alla scadenza. Un sistema che fa lievitare gli interessi, che finiscono per oltrepassare i limiti consentiti dai livelli di usura. Per le banche è scattato perciò il divieto ad emettere carte di credito nel nostro paese.

Le violazioni più diffuse

Questa volta il governatore ha inviato a banche e finanziarie una comunicazione nella quale invita gli operatori attivi nel comparto delle carte di credito revolving ad una “scrupolosa e non formale applicazione della normativa”. L’invito è dunque a correggere le anomalie più diffuse nel sistema,

evidenziate dai controlli della Banca d’Italia. Si tratta di:

Usura: I controlli della Banca d’Italia hanno riscontrato “l’addebito alla clientela di interessi e altri oneri complessivamente superiori alla soglia di usura e l’applicazione di interessi di mora con effetti anatocistici, senza che sia intervenuto un blocco automatico da parte delle procedure informatiche dell’intermediario”. Il governatore ha perciò richiamato gli intermediari ad assicurare, tramite le competenti funzioni aziendali, che le procedure operative e i sistemi di controllo garantiscano il  rispetto della normativa civilistica e di quella in materia di usura. In particolare, devono applicare correttamente gli interessi di mora per inadempimento, evitando il computo degli stessi sull’intero debito residuo anziché sulla rata scaduta e impagata.

Trasparenza: Le comunicazioni inviate periodicamente alla clientela non sono risultate sempre conformi alle disposizioni in materia di trasparenza. I fogli informativi non sempre risultano completi e aggiornati. L’organo di vigilanza ha chiesto perciò il rispetto della legge, fornendo alla clientela una chiara e semplice informativa sulle caratteristiche del prodotto collocato e sulle condizioni applicate. E si è soffermato sull’obbligo per gli intermediari di adottare procedure interne per assicurare che tali caratteristiche e condizioni siano comprensibili al cliente.

Invio carte non richieste: È stata riscontrata la prassi di inviare alla clientela carte di credito revolving o ad opzione, peraltro talvolta già attive. Draghi ricorda che l’art. 8, comma 1, lett b) del D.Lgs. 11/2010 stabilisce che “il prestatore di servizi di pagamento che emette uno strumento di pagamento ha l’obbligo di astenersi dall’inviare strumenti di pagamento non specificamente richiesti, a meno che lo strumento di pagamento già consegnato all’utilizzatore debba essere sostituito”. Perciò in assenza di esplicita richiesta del cliente, attestata dalla sottoscrizione di apposito e separato contratto, gli intermediari non possono inviare alla clientela strumenti di pagamento. Tale divieto si applica anche nel caso in cui lo strumento di pagamento venga inoltrato inattivo.

Collocamento di polizze assicurative nei contratti di finanziamento: Anche nel comparto del credito revolving sono state rilevate politiche aziendali finalizzate ad incrementare i ricavi attraverso il collocamento di polizze assicurative, mediante la retrocessione all’intermediario di larga parte del premio assicurativo. L’invito per le banche e finanziarie è a riportare un elenco completo delle condizioni economiche applicate alla clientela anche nel caso di offerta di servizi accessori o di prodotti commercializzati congiuntamente. Devono inoltre specificare la natura facoltativa o obbligatoria dei servizi e descrivere in modo chiaro l’onerosità complessiva del contratto e la quota di premio retrocessa dall’impresa di assicurazione al proponente. Le caratteristiche della polizza in termini di rischi coperti devono essere adeguate alle reali esigenze del cliente, e non sproporzionate. Inoltre, il contenuto della polizza deve essere chiaramente illustrati dagli addetti alla vendita, anche accertando che il cliente abbia avuto modo di valutare adeguatamente la documentazione informativa.

Promozione e conclusione di contratti di finanziamento: È stata riscontrata la prassi di utilizzare la rete di esercizi commerciali convenzionati, anche appartenenti alla grande distribuzione, per la promozione e conclusione di contratti di finanziamento non finalizzati, tra i quali rientrano le carte di credito revolving. L’attività di promozione e conclusione di contratti di credito revolving non configura un credito finalizzato e non può pertanto essere affidata a fornitori di beni e servizi, ma soltanto ai richiamati agenti in attività finanziaria. Si richiamano pertanto gli intermediari ad uno scrupoloso rispetto della normativa vigente.

La comunicazione di Draghi.

Carte revolving a rischio sanzioni. Il richiamo di Draghi ultima modifica: 2010-04-23T10:22:56+00:00 da Flavio Meloni

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