Nomisma, si stabilizza la domanda di abitazioni. Frena la discesa dei prezzi

I settori coinvolti

La stabilizzazione riguarda però solo il settore delle abitazioni, mentre è ancora bassa la richiesta di spazi per le attività di impresa. La causa è da individuarsi nella lentezza della ripresa economica e nella perdurante incertezza sulla evoluzione della congiuntura che influiscono sul clima di fiducia. Sono state 141.770 le compravendite di abitazioni concluse nel I trimestre dell’anno in corso, con un incremento del 4,2% rispetto al dato del 2009, ma si tratta di un livello di scambi di circa il 30% inferiore a quello di inizio 2007.

Per gli immobili non residenziali si registrano ancora diminuzioni nei volumi scambiati, sebbene contenuti (intorno ad un punto percentuale), attutendo il ritmo di caduta che per tutto il 2009 è stato a doppia cifra.

L’intervento delle banche

Aumenta la quota di compravendite che non sono finanziate da mutui, percentuale che oggi sfiora il 30%. Sono sempre di più gli acquirenti che comprano solo se possono sostenere da soli l’acquisto, a causa dei filtri imposti dalle istituzioni bancarie nei criteri di elargizione dei finanziamenti.

Diminuiscono gli acquisti per investimento

Rispetto all’anno passato si è rafforzata la componente di prima casa, a scapito delle esigenze di investimento, mentre le altre motivazioni hanno mantenuto pressoché invariata la propria quota. Il fatto che la componente di investimento abbia perso oltre tre punti percentuali, passando da circa il 17% a poco più del 13% può essere ricondotto alla circostanza che l’accesso al credito bancario per finanziare l’acquisto sia ancora piuttosto difficile non agevolando, pertanto, una forma di impiego così onerosa. Chi acquista casa, quindi, lo fa sempre più perché deve soddisfare un bisogno primario, purché vi siano le condizioni per finanziare l’acquisto.

I prezzi

Continuano a scendere i valori immobiliari, anche se in misura minore rispetto ai mesi precedenti. La riduzione semestrale si è fermata all’1%, con una variabilità compresa fra lo 0,2% di Torino (unica realtà non preceduta dal segno “meno”) e il -2,3% di Genova, che si porta ad una flessione del 2,6% su base annua. Si tratta della riduzione semestrale più contenuta degli ultimi tre semestri, e potrebbe indicare “che si è intrapresa, ancorché lentamente, la strada della ripresa e che comunque dovremo aspettare qualche semestre (almeno uno) per vedere i prezzi stabilizzarsi sui livelli raggiunti” precisa l’Osservatorio di Nomisma. Al momento l’effetto della crisi si sostanzia nella circostanza che i valori attuali, al netto dell’impatto inflativo, corrispondano sostanzialmente a quelli che si erano toccati 5 anni fa, in seguito ad una flessione nominale del 6% nell’ultimo biennio che si traduce in una riduzione reale di poco più dell’8%.

Gli sconti

Il ribasso applicato al prezzo di compravendita si attesta mediamente sul 13%, segnando la prima lieve riduzione dopo diversi semestri di progressivo incremento. Il dato medio varia a seconda della localizzazione degli immobili: nelle zone più pregiate e contermini al centro della città, lo sconto ferma la propria corsa dopo aver toccato livelli record; in periferia i venditori devono invece accettare condizioni di prezzo ridotte rispetto alle proprie aspettative.

I tempi di vendita

Rimane stabile il tempo necessario per vendere un immobile. Si attesta ancora poco sopra i 6 mesi, su livelli record. Tornano invece a crescere i tempi di locazione: dopo alcuni semestri in cui presentavano una riduzione, si sono fermati a 3 mesi e mezzo. In questo contesto le abitazioni nuove ricalcano il trend generale: calo degli sconti, sostanziale arresto della crescita dei tempi medi di vendita ed ampliamento di quelli di locazione.

Nomisma, si stabilizza la domanda di abitazioni. Frena la discesa dei prezzi ultima modifica: 2010-07-21T07:10:00+00:00 da Flavio Meloni

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