Case, aumentano le vendite. I dati di Banca d’Italia e Tecnoborsa

Il 71% degli agenti immobiliari ha venduto almeno un immobile nei primi mesi del 2010. È il valore più alto da gennaio 2009. Secondo le rilevazioni dell’Agenzia del Territorio il numero di case vendute è aumentato di oltre il 12% rispetto al periodo precedente, in linea con i segnali di stabilizzazione già emersi nello scorcio dell’anno. I dati sono contenuti nel Supplemento al bollettino Statistico n. 27, contenente il Sondaggio congiunturale sul mercato delle abitazioni in Italia, condotto congiuntamente da Banca d’Italia e Tecnoborsa.

Il sondaggio effettuato tra il 6 aprile e il 3 maggio ha riguardato l’attività di compravendita nel primo trimestre dell’anno e ha evidenziato come il recupero abbia riguardato prevalentemente le aree non urbane del Nord.

Prezzi delle abitazioni

Nel primo trimestre del 2010 è proseguito il calo della quota di agenti che segnalano una diminuzione dei prezzi, scesa al 42,6% dal 45,4% rilevato a fine 2009. È invece aumentata la quota di coloro che ne riscontrano una stabilità, che per il terzo trimestre consecutivo si colloca sopra il 50%, rispetto al 37,1% registrato per il primo trimestre 2009. Nel complesso, il saldo negativo tra le percentuali di risposte “in aumento” e “in diminuzione” si è ulteriormente ridotto (–41%, contro –43,2% nello scorcio del 2009). Le opinioni al ribasso si confermano prevalenti nelle regioni del Sud e del Nord Est, salendo in misura più pronunciata al Centro, dove sono al 44%.

Incarichi a vendere

Il saldo positivo tra le risposte che segnalano l’aumento o la diminuzione congiunturale delle giacenze di incarichi a vendere è salito a 17,2 punti percentuali (12,7% nella precedente rilevazione), interrompendo il progressivo calo registrato dall’avvio del sondaggio. Si è associato un deciso aumento del saldo tra le indicazioni di aumento e di diminuzione dei flussi dei nuovi incarichi, salito al 14,8%, dal 4,5% di tre mesi prima. Permane la divergenza tra i prezzi di offerta e di domanda: tra le cause di cessazione dell’incarico a vendere, il 64,2% degli agenti indica che la motivazione principale è rappresentata dall’assenza di proposte di acquisto a fronte di richieste del venditore ritenute troppo elevate (63,2% alla fine del 2009); inoltre sono di nuovo aumentate le percentuali di coloro che segnalano un ritiro dell’incarico dovuto ad attese di prezzi più favorevoli o a proposte di acquisto a prezzi troppo bassi per il venditore.

Trattative e tempi di vendita

Nel primo trimestre del 2010 il margine di riduzione del prezzo di vendita è leggermente diminuito (11,7%, contro 12,1% rilevato nell’inchiesta svolta in gennaio); la tendenza ha interessato principalmente le aree non urbane del Nord Est e del Centro. I tempi che intercorrono tra il conferimento dell’incarico e la vendita effettiva si sono lievemente ridotti (6,4 mesi rispetto ai 7 della precedente rilevazione), risultando più contenuti nei centri di maggiori dimensioni.

Modalità di finanziamento degli acquisti

La quota di acquisti di abitazioni effettuata con accensione di un mutuo ipotecario è diminuita a circa il 66%, contro il 70% della rilevazione precedente, con una flessione più accentuata nelle aree non urbane del Nord. Il rapporto tra il prestito erogato e il valore dell’immobile si è stabilizzato intorno al 71%.

Le prospettive del mercato in cui operano le agenzie

Migliorano le opinioni degli operatori sulle condizioni del mercato di riferimento, con un saldo positivo tra giudizi “favorevoli” e “sfavorevoli” di 8 punti percentuali (3,3% nel trimestre precedente). Un maggiore ottimismo si riscontra nei centri di maggiori dimensioni. È risultato stabile, sui 13 punti percentuali, il saldo tra le attese di aumento e di diminuzione del numero di nuovi incarichi a vendere, come pure il saldo, negativo, tra attese di aumento e di riduzione dei prezzi nel trimestre in corso (–33%), con una percentuale di attese di calo dei prezzi particolarmente elevata (superiore al 40%) al Sud e nelle Isole.

Le prospettive del mercato nazionale

In deciso aumento l’incidenza delle attese di stazionarietà della situazione generale del mercato immobiliare a breve termine rispetto all’inchiesta precedente (al 65,2% dal 59,5%. Vi ha contribuito in larga misura una riduzione della quota di agenti che anticipano prospettive più favorevoli (all’11,8% dal 15,8% dell’ultimo trimestre del 2009), che ha determinato un ampliamento del saldo negativo tra attese di miglioramento e di peggioramento. Anche nel medio termine emerge un quadro più incerto rispetto alla rilevazione precedente: le prospettive per i prossimi due anni sono giudicate positive dal 60,4% delle agenzie, contro il 66,1% dell’inchiesta precedente, e in peggioramento dal 14,5% (contro il 12,2%).

Case, aumentano le vendite. I dati di Banca d’Italia e Tecnoborsa ultima modifica: 2010-05-31T07:34:17+00:00 da Flavio Meloni

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