Survey: in un mercato che sembra ripartire il problema maggiore è l’abusivismo

 

Continuano le indagini di SimplyBiz sul mondo della mediazione creditizia. Nel mese di aprile abbiamo chiesto a mediatori e agenti quali fossero secondo loro le priorità per il 2013; questa volta abbiamo deciso di soffermarci sui temi della vigilanza e dell’abusivismo, certamente percepiti come centrali dalla maggioranza degli operatori in questa delicata fase di transizione che l'entrata in vigore del secondo correttivo al D.Lgs. 141/2010 ha aperto.

Il campione su cui si basa la nostra ricerca è costituito da 820 soggetti, suddivisi, come spiega il grafico sottostante, in questo modo: il 49% sono mediatori creditizi, il 28% agenti in attività finanziaria, il 10% collaboratori, il 6% istituti finanziari, con un 7% di appartenenti ad altre categorie, quali liberi professionisti, promotori finanziari e società di consulenza.


La prima cosa che abbiamo cercato di capire è come sono andati, secondo l'opinione degli intervistati, i primi tre mesi del 2013. Il quadro che emerge, come si può desumere dal grafico qui in basso, non è assolutamente dei migliori. A fronte di un 29% del campione che dichiara che la situazione è stabile, il 22% registra un forte peggioramento, il 15% un peggioramento, il 13% un lieve miglioramento, il 7% un miglioramento e solo un timido 3% percepisce un forte miglioramento. Nonostante un quadro che sembra negativo, invece il dato confortante è che il 23% ha una visione ottimistica e oltre la metà del campione ci dice che i primi tre mesi non sono andati male.

Banca d’Italia, i punti salienti del documento in consultazione pubblica sulla trasparenza delle operazioni...

La Banca d’Italia ha posto in consultazione pubblica un documento dal titolo "Trasparenza delle operazioni e dei servizi bancari e finanziari. Correttezza delle relazioni tra intermediari e clienti contenete alcune modifiche alle disposizioni in materia di trasparenza delle operazioni e dei servizi bancari e finanziari e correttezza delle relazioni tra intermediari e clienti (provvedimento della Banca d'Italia del 29 luglio 2009, e successive modificazioni)".

Queste modifiche recepiscono le innovazioni normative intervenute negli ultimi anni, realizzano un’ulteriore semplificazione dei documenti informativi, e forniscono chiarimenti sulla disciplina attuale. Particolarmente rilevanti sono gli interventi che riguardano: la disciplina degli intermediari finanziari non bancari e degli altri soggetti operanti nel settore, la commercializzazione di polizze assicurative e conti correnti insieme a un finanziamento, la Cessione di quote del salario, dello stipendio o della pensione, i mediatori creditizi e i confidi minori.

Del Vecchio, Fimec: “Drammatici i numeri post riforma. La normativa va modificata”

I dati post riforma delle nostre categorie (mediatori creditizi ed agenti in attività finanziaria) sono a dir poco drammatici: da circa 200.000 iscritti alla Banca d’Italia siamo arrivati a circa 7.800 iscritti all’Oam, dei quali effettivamente operativi al 18 aprile 2013 solo 2.455.

Un nuovo competitor per gli operatori della mediazione creditizia: il commercialista

Se da qualche mese si inneggia a un riconoscimento ben definito della professione di mediatore creditizio, grazie all’istituzione di un preciso elenco - Organismo degli agenti in attività finanziaria e mediatori creditizi - e in virtù di peculiari adempimenti formativi e di sostanza, ecco che si affaccia un nuovo competitor per gli operatori del settore: il commercialista.

Le priorità per il mercato dell’intermediazione creditizia in Italia

L’obiettivo di questa ricerca, condotta da SimplyBiz nel mese di aprile 2013, è stato quello di comprendere le tre priorità del 2013 per i mediatori creditizi, gli agenti in attività finanziaria e le finanziarie (ex 106).

Il campione, come è riportato nella tabella, è costituito da 1.064 rispondenti, di cui il 46% sono agenti in attività finanziaria, il 44% mediatori creditizi, il 7% istituti finanziari/banche, il 2% promotori finanziari e il restante 1% sono compagnie di assicurazione.


Credit crunch, tra contesto ed opportunità

Che l’economia reale, con PMI e Microimprese in primis, sia in un periodo di recessione e che viva una fase involutiva, è ben evidente. Così come risulta evidente che alcuni attori economici soffrano più di altri a causa di una accentuata fase di contrazione del ciclo creditizio.
Il perdurare del clima di sfiducia, peraltro, unitamente alla gran capacità produttiva inespressa rende attendiste anche le imprese in migliori condizioni circa le proprie scelte e decisioni di investimento.
Dagli ultimi dati ufficiali desumibili dal Bollettino Economico della Banca d’Italia si rappresenta uno scenario in cui le PMI hanno non solo una maggiore difficoltà di accesso al credito, ma pagano anche lo scotto di tassi più elevati sui finanziamenti ricevuti. La differenza, nel primo trimestre 2013, si attesta all’1,8%. A ciò si aggiunga che gli importi medi erogati verso le PMI e le Microimprese sono decisamente più bassi e le scadenze accordate più brevi.

Angeletti, Fimaa: “Serve uno sforzo per la ripresa del settore immobiliare”

Con la presentazione del Rapporto Immobiliare 2013 da parte dell’Agenzia delle Entrate (già Agenzia del Territorio), in collaborazione con l’Abi, sembra che tutti i media abbiano scoperto una pesante realtà che, mese dopo mese, trimestre dopo trimestre, Fimaa e tutte le altre associazioni del comparto immobiliare hanno lamentato, evidenziato e gridato, cercando di far porre l’attenzione su un settore in crescente difficoltà pur se vitale per l’economia italiana.

Sozio, Assofinmed: “La lotta contro la violazione delle regole stabilite dal D. Lgs. 141/2010...

Come noto, il 31 ottobre 2012 è entrata in vigore la nuova disciplina in tema di mediazione creditizia. L’art. 128 sexies del D.Lgs. 385/93 (Testo unico bancario), come modificato dal D.Lgs 141/10, dispone che è mediatore creditizio il soggetto che mette in relazione, anche attraverso attività di consulenza, banche o intermediari finanziari con la potenziale clientela per la concessione di finanziamenti sotto qualsiasi forma. Il mediatore creditizio può svolgere esclusivamente l’attività sopra indicata nonché attività a essa connesse o strumentali.

La riforma degli Intermediari ex art. 106: un potenziale effetto negativo sulla congiuntura economica

Il D.Lgs. 141/2010 (e successive modifiche) recante la nuova disciplina in materia di intermediari finanziari, ha quale proprio orientamento quello di rafforzarne gli obblighi patrimoniali e le relative regole di vigilanza.

In sostanza, le società finanziarie attualmente iscritte all’Elenco Generale del TUB, sono spinte ad un “progressivo appiattimento” verso la struttura patrimoniale ed organizzativa propria delle società finanziarie iscritte nell’Elenco Speciale del medesimo Testo Unico, nonché verso una ben definita tipologia di sistemi di Corporate Governance e Controllo Interno.

Il nuovo scenario che si compone, vede collocarsi sul mercato degli operatori finanziario-creditizi un’unica tipologia di società di ‘seconda generazione’, che riprende le caratteristiche peculiari degli intermediari iscritti all’Elenco Speciale (art. 107 TUB) ed evolve verso un modello di ‘quasi banca’.

La Consulenza nella Mediazione Ceditizia

Nota del Direttore Caro Lettore, con questo contributo inauguriamo una nuova sezione di SimplyBiz: La Riflessione. In questo spazio ospiteremo esclusivamente contributi di tipo...

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