Stefano Baronti, Genio Diligence: “Il nostro obiettivo è offrire servizi all’intera filiera del credito...
Genio Diligence spa è una società del Gruppo Genio che si occupa di certificazione documentale con finalità antifrode. La società è nata a Lucca nel 2010 dal management del gruppo Gest (ceduto nel 2007 a Crif) con l'obiettivo di distribuire un servizio che nessuno forniva e di cui però un parte del mercato sentiva l’esigenza: consentire agli organi deliberanti di una banca di decidere il merito creditizio relativo al prodotto mutui basandosi su una documentazione attendibile al cento per cento. Dopo due anni di piena operatività Genio è divenuta società per azioni e ha raddoppiato i dipendenti e le sedi, seppure in un contesto di mercato tutt’altro che semplice. Con Stefano Baronti, responsabile della direzione commerciale, parliamo delle sfide che sta affrontando la società e dei suoi progetti per il futuro.
Quali servizi offrite ai vostri clienti?
Attualmente al classico menù dei nostri servizi, che comprende la certificazione di treni documentali per pratiche di mutuo, prestito personale e Cessione del quinto dello stipendio, si sono aggiunti anche i servizi di certificazione delle reti di collaboratori (D. Lgs. 141/2010) e la certificazione dei curricolum per alti profili professionali. I servizi sono fruibili attraverso piattaforma web e sono coperti da garanzia. Genio, cioè, risponde in solido dell'attendibilità e della veridicità della certificazione.
Speciale 2013: la cessione del quinto
Il 2012 è stato un anno nero per l’intero settore dei prestiti. Secondo gli ultimi dati dell’Assofin, il calo registrato nell’erogazione di finanziamenti è stato complessivamente del 15% rispetto all’anno precedente, per un ammontare equivalente a 48,07 miliardi. I prestiti personali sono diminuiti del 15,5%, mentre quelli finalizzati del 13,5%. La contrazione peggiore, però, l’ha subita la cessione del quinto dello stipendio, arretrata del 20,7%. Proprio quest’ultimo dato offre lo spunto per una riflessione sul radicale cambiamento cui il mercato delle cessioni e i suoi equilibri interni sono andati incontro negli ultimi anni.
Speciale 2013. Le rappresentanze sindacali: sarà un anno di grandi cambiamenti. Lavoriamo per costruire...
Il 2013 sarà un anno difficile, in cui gli addetti ai lavori del settore della mediazione creditizia si troveranno a sperimentare concretamente sulla propria pelle gli effetti della riforma stabilita dal D.Lgs. 141 del 2010. Quello che li attende è un periodo di transazione e profondi cambiamenti, durante il quale si definiranno in dettaglio i requisiti e le competenze delle figure professionali richieste dal mercato e si instaureranno nuovi legami e relazione tra banche e reti distributive. Alla fine nulla sarà più come prima. In questo scenario i sindacati hanno davanti un lavoro enorme, che li porterà a prestare sostegno a un numero crescente di operatori in difficoltà e a cercare di trovare soluzioni concrete per le molte domande che ancora non hanno risposta e i numerosi problemi che continuano a pesare sul futuro di mediatori creditizi e agenti in attività finanziaria.
Mauro Danielli, presidente MedioFimaa: ” Un modello imprenditoriale vincente deve puntare sulla specializzazione”
Questa intervista a Mauro Danielli, presidente di MedioFimaa, società di mediazione creditizia e servizi assicurativi partecipata da Fimaa, federazione che rappresenta tutto il comparto della mediazione, agenti immobiliari, mediatori creditizi e mediatori merceologici (socio effettivo di Confcommercio) e da Unicredit e Allianz, vuole chiarire come mai il mercato riconosce a questa società la qualità dell’innovazione. Per questo partendo dal premio vinto, abbiamo chiesto a quilai saranno le innovazione che medioFimaa metterà in campo per questo anno.
Il 2012 è terminato con il riconoscimento, da parte del mercato, dell’innovativo modello di business di MedioFimaa. Il premio all’innovazione consegnatovi ai Leadership Awards è un punto di partenza o di arrivo?
È una prova del fatto che la strada iniziata è quella giusta! Il 2012 è stato un anno di turbolenza, denso di cambiamenti per gli operatori del credito, ma che su 1.800 professionisti di questo settore la maggioranza abbia votato MedioFimaa come società innovativa, ci rende paghi degli sforzi profusi. Il riassetto societario, la riorganizzazione della struttura e la creazione del primo network italiano di Promotori Creditizi sono stati passi ponderati, ma audaci, che evidentemente sono stati valutati come un buon prodromo per il futuro.
Mediazione creditizia, le associazioni di categoria: Il 2013 sarà un anno difficile, carico di...
Inauguriamo questa settimana una serie di approfondimenti sugli scenari che attendono il settore della mediazione creditizia nel 2013. Attraverso la voce degli operatori, delle associazioni di categoria e datoriali, delle rappresentanze sindacali, delle banche e delle istituzioni tenteremo di delineare un quadro quanto più possibile dettagliato dei cambiamenti cui il mercato e la professione andranno incontro nei prossimi mesi, evidenziando le sfide che attendono gli addetti ai lavori, gli investimenti chiave per affrontarle e indagando sulle eventuali possibilità di crescita e di sviluppo.
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Le associazioni di categoria: Il 2013 sarà un anno difficile, carico di sfide e incognite. Ma anche di opportunità per chi saprà adattarsi al mercato e investire sulla professionalità il parere di Andafin, Assofin, Assofinmed, Assomea, Assoprofessional, Fiaip, Fimaa, Ufi.
Che dal punto di vista macroeconomico nel 2013 le cose non andranno bene è un dato ormai assodato e su cui tutti si trovano d’accordo. L’ennesima conferma è arrivata pochi giorni fa dal bollettino mensile della Bce: “La debolezza dell’economia nell’area dell’euro dovrebbe protrarsi. Gli aggiustamenti di bilancio necessari nei settori finanziario e non finanziario, nonché la persistente incertezza seguiteranno a gravare sull’attività economica”. Parole che fanno da eco alle previsioni della Banca d’Italia, che parlano di una contrazione dell’1% del Pil, e a quelle dell’Abi, che calcolano nella misura dell’1% il calo dei consumi delle famiglie, dopo il 3,2% dei dodici mesi passati, con una disoccupazione in crescita al 10,8%. Numeri non certo positivi con cui il settore della mediazione creditizia sarà costretto a fare i conti, mentre sulla testa dei suoi operatori pesano una serie di incognite relative alle norme di dettaglio che dovrebbero completare e rendere definitivamente operativa la tanto attesa e altrettanto criticata riforma introdotta dal D. Lgs 141 del 2010. A completare il quadro, un ulteriore interrogativo che contribuisce a rendere ancora più fitta la nebbia che si addensa all’orizzonte: quello sul risultato delle prossime elezioni politiche, che decideranno quali forze governeranno il Paese nel prossimo periodo, quali saranno gli obiettivi economici e quali strade saranno scelte per perseguirli.
Massimo Congiu, presidente dell’Unapass, Unione nazionale agenti di assicurazione: “La crisi non ha portato...
Mentre gli effetti della crisi continuano a mietere vittime in tutti gli ambiti del credito ai privati, dai mutui al finanziamento dei consumi, non risparmiando i prestiti, il settore assicurativo sembra tenere meglio degli altri, senza riuscire a crescere ma contenendo le perdite. "È normale che in un momento di difficoltà come quello che il Paese sta attraversando singoli e famiglie tentino il più possibile di limitare i danni, almeno quelli che si possono prevedere e che è dunque possibile "gestire". L'assicurazione serve appunto a questo: è uno strumento che consente di prevenire un rischio". Per Massimo Congiu, presidente dell'Unapass, l'Unione nazionale agenti di assicurazione, la negativa congiuntura economica che l'Italia sta affrontando non ha portato solo problemi e incertezze ma anche opportunità e margini di guadagno per chi sarà in grado di adattarsi alle nuove dinamiche che vanno delineandosi nel mercato. Insieme a Congiu discutiamo degli scenari futuri del settore delle assicurazioni e delle recenti novità legislative che riguardano gli addetti ai lavori.
In un momento in cui molti parlano di crisi irreversibile lei parla di nuove possibilità di crescita. Ci può spiegare con precisione cosa intende?
Questa crisi sta mettendo in discussione il modello di welfare che abbiamo conosciuto fino a questo momento, e questo dovrebbe garantire al settore assicurativo nuovi margini di sviluppo. Sotto questo aspetto sono profondamente ottimista. Anche recentemente qualche ministro ha ravvisato la necessità di trasferire al settore privato i rischi collegati alla sanità o connessi alle calamità naturali. Quel privato non può che essere il soggetto assicurativo. Come intermediari guardiamo dunque con fiducia ai nuovi spazi di mercato che si apriranno nel prossimo futuro. Verosimilmente quello che andrà a ridursi come volume di affari sarà il settore auto, sul quale la stragrande maggioranza delle agenzie ha fondato il proprio business e la propria organizzazione. Da questo punto di vista sono sempre più convinto che gli effetti dei vari decreti legge che sono stati approvati porteranno a un abbassamento del costo dei sinistri. Questo vale ad esempio per la nuova agenzia antifrode prevista dalla legge. Tutto ciò si tradurrà necessariamente in un abbassamento delle tariffe assicurative.
Samuele Lupidii, vice presidente nazionale Fiaip: “Stabilendo l’incompatibilità tra agente immobiliare e mediatore creditizio,...
Samuele Lupidii, vice presidente nazionale Fiaip: “Stabilendo l’incompatibilità tra agente immobiliare e mediatore creditizio,...
“Il Governo ha penalizzato il risparmio delle famiglie e quindi la proprietà immobiliare per favorire esclusivamente i beni mobiliari e gli impieghi finanziari. Le tasse sulla casa sono aumentate e hanno danneggiato oltre che le transazioni immobiliari, il ceto medio e i piccoli risparmiatori in generale”. Nei giorni scorsi, durante l’ultimo consiglio nazionale, i vertici della Fiaip sono tornati a criticare la politica attuata dall’esecutivo Monti nel settore del mattone. Citando uno studio commissionato dalla Confedilizia, la Federazione italiana degli agenti immobiliari professionali ha sottolineato come già nel 2009, tra imposte dirette e indirette sulla casa, in Italia il livello di tassazione degli immobili fosse all’1,45% del Pil, contro l’1,44% della media Ocse, l’1,32% dei Paesi Ue e l’1,26% dell’Eurozona. A causa dell’introduzione dell’Imposta municipale unica, hanno aggiunto i portavoce dell’associazione, l’imposizione fiscale sugli immobili oggi arriva al 1,7%, e dall’inizio della crisi nel comparto sono stati persi più di 360mila posti di lavoro posti. Abbiamo raggiunto al telefono Samuele Lupidii, vice presidente nazionale della Fiaip con delega alla mediazione creditizia, e gli abbiamo rivolto alcune domande per capire quali sono le proposte della federazione per uscire da questa situazione.
Quello attuale non è certo un buon momento per il mercato immobiliare. Gli ultimi dati dell’Agenzia del territorio parlano di una caduta del 26,8 per cento nel terzo trimestre di quest’anno. Ma la colpa è tutta del governo?
Noi riteniamo che se non cambia qualcosa a livello di legislazione, con provvedimenti mirati che possano supportare la possibilità di acquisto e di compravendita, le previsioni nel breve e nel lungo periodo non siano affatto positive. Senza dubbio la ragione principale del blocco delle compravendite deve essere individuata nell’attuale sistema di tassazione, che appare per certi versi addirittura vessatorio. Il Governo, in questa fase delicata che il Paese sta attraversando, chiede continuamente che vengano formulate proposte di risanamento “a saldo zero”. A questo proposito vorrei richiamare l'attenzione su un dato: rispetto a due o tre anni fa il numero di compravendite è calato di circa 300-350mila unità, passando più o meno da 700mila alle attuali 400mila. Conseguenza diretta di ciò è una contrazione sensibile del gettito, contrazione che non è certo stata compensata dalle entrate ottenute tramite le nuove tasse sugli immobili. È necessario rendersi conto che far ripartire il mercato immobiliare è una priorità, dato che se questo settore si rimettesse in moto, sarebbe l’intero sistema economico a trarne beneficio.
Claudio Demozzi presidente nazionale dello Sna: “Il sindacato e le compagnie assicurative devono dialogare...
Claudio Demozzi presidente nazionale dello Sna: “Il sindacato e le compagnie assicurative devono dialogare...
Gli ultimi dati pubblicati da Tecnocasa e Cf Assicurazioni confermano quanto noto da tempo: il mercato delle assicurazioni è quasi totalmente fermo. Non sta subendo grandi perdite, ma la crescita ormai è solo un ricordo lontano. Per tentare di risollevare il settore il governo ha proposto alcune modifiche alla disciplina vigente, introducendo nel “decreto sviluppo bis” la possibilità per gli intermediari assicurativi di collaborare tra loro. Un’opportunità già prevista fino al 2005, poi eliminata e da un lustro a questa parte richiesta a gran voce dall’intero comparto. Claudio Demozzi presidente nazionale dello Sna, il Sindacato nazionale agenti di assicurazione, ci racconta come il mondo delle assicurazioni sta affrontando la crisi e quali sono le prospettive per il futuro.
I mutui sono precipitati. Il credito al consumo vacilla. Qual è lo stato di salute del mercato assicurativo?
Storicamente il settore delle assicurazioni ha sempre avuto un andamento più piatto rispetto agli altri, sia nelle fasi di crescita che in quelle di ridimensionamento. Così, quando l’economia conosce uno sviluppo importante, le assicurazioni sperimentano un aumento più contenuto rispetto ai mutui e al credito al consumo; viceversa quando si affronta una contrazione il nostro comparto retrocede più lentamente. Questo non vuol dire che il momento attuale che stiamo attraversando non sia difficile: basta osservare i numeri per capire che il mercato assicurativo non sta crescendo e che la redditività è fortemente diminuita rispetto al passato. Ad essere colpito è soprattutto il ramo “vita”, che comprende una serie di strumenti che possono essere considerati più finanziari che assicurativi: si parla di un ridimensionamento a due cifre. Migliore è la situazione nel ramo “danni”, dove il fatturato è pressoché stabile. Scendendo più nel dettaglio, si deve distinguere tra la tenuta del mercato, e dunque del fatturato, delle imprese assicurative e quella delle imprese distributive, vale a dire gli intermediari professionali, agenti e broker. Le imprese riescono con relativa facilità ad agire sulla leva dei costi, riducendoli, mentre per i secondi questa possibilità è del tutto marginale. Per tale ragione i maggiori osservatori prevedono una riduzione di qualche migliaio di operatori nel prossimo periodo.













