
La nuova Direttiva sul credito ai consumatori, recepita in chiusura d’anno dal nostro legislatore, richiede un salto di qualità, non solo professionale, ma anche etico. A sostenerlo è il presidente dell’Oam Francesco Alfonso nell’editoriale del primo numero dell’Oam Magazine del 2026.
“Le regole, che verranno applicate entro la fine del 2026, capovolgono infatti la prospettiva delle tutele per la clientela mettendo l’interesse del debitore al centro della disciplina. Siamo convinti che i nostri vigilati sapranno cogliere lo spirito della normativa, consci del loro ruolo sul mercato della concessione dei finanziamenti”, afferma Francesco Alfonso.
Maggiori tutele per i consumatori
Come è noto, la Direttiva punta a potenziare significativamente il livello di tutela dei consumatori con previsioni di massima armonizzazione e ha tra le sue finalità anche quella di promuovere lo sviluppo di un mercato unico del credito.
Emblematica la norma in base alla quale “ferme le finalità di sana e prudente gestione previste dalla normativa prudenziale ove applicabile ai finanziatori, il finanziatore effettua la valutazione anche nell’interesse del consumatore, per evitare pratiche irresponsabili in materia di concessioni di prestiti e sovraindebitamento e tiene conto dei fattori pertinenti per verificare le prospettive di adempimento da parte del consumatore degli obblighi stabiliti dal contratto di credito”.
Non a caso anche “gli obblighi di diligenza, correttezza e trasparenza” da parte di finanziatori e intermediari vanno rispettati “tenendo conto dei diritti e degli interessi dei consumatori”. Per rispettare tali obblighi questi soggetti “forniscono gratuitamente ai consumatori le informazioni, compresi i chiarimenti adeguati; si astengono dal praticare condizioni discriminatorie in relazione alla richiesta, alla conclusione o alla titolarità di un contratto di credito da parte dei consumatori soggiornanti legalmente nell’Unione europea, per motivi inerenti la cittadinanza, il luogo di residenza o qualsiasi altra situazione menzionata all’articolo 21 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea”.
L’Oam farà la sua parte
Il presidente Alfonso precisa inoltre che anche l’Oam farà la sua parte, come autorità di vigilanza.
“L’Organismo agenti e mediatori, riconosciuto come autorità di riferimento dal decreto legislativo di recepimento, intende fare la sua parte per garantire che le nuove tutele non rimangano sulla carta. L’ampliamento dei poteri che potremo esercitare ci consentiranno di alzare ulteriormente il livello e la qualità della vigilanza, convinti che un mercato trasparente e competitivo rappresenti la condizione per lo sviluppo di un credito sostenibile e virtuoso”, precisa.
Un approfondimento sui nuovi poteri dell’Organismo e sulle novità previste dal decreto legislativo di recepimento della CCD2 è contenuto nel numero 1 del 2026 dell’Oam Magazine.






















