
Negli ultimi 10 anni sono aumentati i sinistri legati a consulenza e obblighi informativi e quelli dovuti alle frodi dei collaboratori degli intermediari assicurativi nei confronti di clienti e imprese assicurative. Parallelamente è cresciuto il peso economico delle richieste di risarcimento. Si rendono dunque sempre più necessari nuovi strumenti di prevenzione e controllo per intercettare tempestivamente possibili comportamenti fraudolenti.
A fare il punto sul comparto è la decima edizione dell’Annual report del Cesia (Centro studi sulla intermediazione assicurativa degli intermediari promosso da Cgpa Europe nel 2016), presentato lo scorso 21 maggio a Roma.
Dall’analisi dei sinistri denunciati dagli intermediari assicurativi a Cgpa Europe emergono due tendenze principali:
- il consolidamento dell’incremento dei sinistri riconducibili a presunti difetti di consiglio, consulenza e obblighi informativi rispetto a quelli derivanti da errori amministrativi e gestionali;
- il mantenimento di livelli particolarmente rilevanti, soprattutto sotto il profilo economico, dei sinistri causati da comportamenti fraudolenti dei collaboratori degli intermediari, in particolare degli iscritti alla sezione E del Rui, ai danni di clienti e imprese assicurative.
Difetto di consiglio/consulenza e obblighi informativi, principale causa di sinitro
Secondo il report 2026 del Cesia, negli ultimi 10 anni la principale causa di sinistro continua a essere rappresentata dal difetto di consiglio, consulenza e informazione, fenomeno attribuibile in particolare a:
- il crescente ruolo centrale degli intermediari nell’attività distributiva, con conseguente aumento delle responsabilità;
- il rafforzamento delle tutele normative a favore dei clienti;
- una maggiore consapevolezza degli assicurati rispetto agli obblighi gravanti sugli intermediari;
- la crescente complessità dei rischi, della loro evoluzione e dei prodotti assicurativi;
- criticità nella tracciabilità della relazione tra intermediario e cliente.
“L’aumento di questa tipologia di sinistri rende necessario un rafforzamento delle attività di prevenzione, attraverso: il monitoraggio dei comportamenti maggiormente esposti al rischio, la conformità nelle modalità di erogazione della consulenza professionale, l’analisi della normativa e degli orientamenti giurisprudenziali, nonché una più efficace tracciabilità della relazione con il cliente”, si legge nell’analisi.
Truffe dei collaboratori, in 10 anni passati dal 17% al 21% del totale
Particolare attenzione, secondo il Cesia, meritano i sinistri derivanti dalle truffe poste in essere dai collaboratori degli intermediari ai danni di clienti e compagnie assicurative.
Al 31 dicembre 2016, tali sinistri rappresentavano il 17,65% del totale per numero e il 22,50% per valore economico. Dieci anni dopo, tali percentuali sono salite rispettivamente al 21,50% e al 28,90%.
Tra i principali fattori che alimentano il fenomeno lo studio ne evidenzia quattro:
- l’elevato numero di collaboratori presenti in Italia, il più alto a livello europeo;
- l’insufficienza dei presidi organizzativi e gestionali, sia da parte degli intermediari sia delle imprese assicurative, che limita l’efficacia dei controlli sulle attività dei collaboratori;
- la diffusione dei fenomeni di riciclaggio, che favoriscono la circolazione del contante e incrementano i casi di appropriazione indebita;
- la crescente falsificazione della documentazione assicurativa mediante strumenti tecnologici.
In tema di responsabilità per le truffe commesse dai collaboratori degli intermediari, assume particolare rilievo una recente pronuncia della Corte di Cassazione (16 marzo 2026, n. 5911), che ha riconosciuto la responsabilità solidale delle compagnie assicurative insieme all’intermediario per gli illeciti commessi dal subagente.
“Gli illeciti riconducibili ai subagenti evidenziano, oltre all’urgenza di un aggiornamento della disciplina di settore, come il comparto assicurativo non abbia ancora raggiunto livelli di controllo comparabili a quelli adottati nell’industria dei servizi finanziari personali. Ne deriva la necessità di intervenire sul governo e sull’organizzazione delle reti secondarie, coinvolgendo anche le compagnie mandanti, alla luce del recente orientamento giurisprudenziale”, precisa il Cgpa Europe.
I principi operativi della prevenzione
Dal 2013, anno di ingresso in Italia di Cgpa Europe, compagnia di Cgpa, gruppo specializzato nell’assicurazione della responsabilità civile professionale degli intermediari del settore assicurativo, la mission è stata “prevenire anziché gestire ex post”.
Nel corso degli anni, con il contributo del Cesia, la società ha consolidato i 4 principi fondamentali della prevenzione:
- analisi dei comportamenti a maggiore esposizione al rischio;
- conformità e adeguatezza nell’erogazione dell’attività di consulenza professionale;
- monitoraggio della normativa e degli orientamenti giurisprudenziali;
- adozione di strumenti di tracciabilità, attraverso la formalizzazione scritta (anche mediante supporti digitali) dell’attività di consulenza resa al cliente, così da documentare l’offerta proposta e conservare evidenza dell’attività professionale svolta.
Per prevenire i rischi connessi alle reti secondarie, Cgpa Europe ha inoltre avviato un programma d’intervento che, oltre alla formazione, punta a coinvolgere direttamente le imprese mandanti (anche attraverso le associazioni degli intermediari assicurati) nella definizione di sistemi condivisi di controllo e verifica preventiva sulle reti secondarie. L’obiettivo è sviluppare strumenti basati su specifici indicatori di rischio, capaci di intercettare tempestivamente possibili comportamenti fraudolenti, riducendone l’incidenza o prevenendone la realizzazione.






















