Cessione del quinto, corso Crif sugli impatti operativi e gestionali sul protocollo Assofin-consumatori

Credito Cessione del QuintoDi fronte a un’aula di professionisti provenienti dai principali operatori del settore, l’annuale corso Crif Academy sulla cessione del quinto ha approfondito gli impatti operativi e gestionali del protocollo d’intesa a tutela dei consumatori promosso da Assofin-associazioni dei consumatori, nel quale si è reso obbligatorio l’accesso ai Sistemi di informazioni creditizie (Sic).

La giornata di formazione si è aperta con le analisi e i trend di mercato del Crif Market Outlook, mettendo in evidenza come nell’ultimo triennio la cessione del quinto è stata protagonista di una maggiore crescita rispetto ad altri finanziamenti del credito al consumo, complice soprattutto le caratteristiche di minor rischiosità e di migliore marginalità.

A seguire è intervenuto Fabio Picciolini, consulente Credito e Finanza, esperto consumerista, che durante il suo intervento ha esaminato l’importanza dell’utilizzo del Sic nel processo di valutazione del soggetto richiedente un finanziamento contro cessione del quinto dello stipendio/pensione (o delega di pagamento), e l’impiego di modelli analitici per la valutazione del merito creditizio e della sostenibilità del pricing dell’operazione.

Nell’intervento successivo è stato presentato da Paolo Rossi, direttore marketing e partnership di Pitagora, e Fabio Capra, direttore Operations di Pitagora, il business case sull’equilibrio tra rischio e responsable lending.

“Il protocollo di Intesa Assofin-associazioni dei consumatori ha richiamato l’attenzione sulla necessità della valutazione del merito creditizio, del livello di indebitamento e della sostenibilità finanziaria dell’operazione del soggetto, in ottica responsible lending. Inoltre, vanno considerate le coperture assicurative e un’attenta valutazione all’amministrazione terza ceduta (Atc). Se a prima vista l’analisi del merito creditizio può sembrare un appesantimento dell’operatività tradizionale, in realtà è un elemento strategico che permette non solo il rispetto di quanto richiamato dal protocollo, ma la possibilità di comporre un’offerta di maggiore appeal attraverso un miglior prezzo al consumatore, con una logica di risk base pricing”, ha sottolineato Paolo Rossi.

“Le regole del protocollo prevedono parametri stringenti sotto il profilo della remunerazione delle reti distributive, remunerazione che verrà calcolato sul cosiddetto delta montante (differenza tra il nuovo finanziamento e il finanziamento da estinguere, entrambi valori in euro montante lordo) applicando una percentuale inferiore alla prima pratica di cessione del quinto – ha aggiunto Fabio Capra -. I vincitori del nuovo mercato saranno gli operatori, banche e intermediari, in grado di organizzare e gestire modelli di business multicanali capaci di acquisire sempre più clienti nuovi al prodotto e presidiare le proprie reti di vendita”.

Da ultimo il corso Crif Academy ha evidenziato come il percorso di autoregolamentazione avviato a tutela del cliente passi obbligatoriamente dalla massima standardizzazione del prodotto, in linea con quanto avviene per gli altri comparti del credito al consumo. Per questo motivo, risulta centrale non solo la diffusione di buone prassi, ma anche l’utilizzo di strumenti in grado di valutare in modo automatico, veloce e complessivo tutti gli attori coinvolti (Atc, soggetto, richiedente, componente assicurativa). In particolare, vi è la necessità di adottare modelli quantitativi capaci di stimare il merito creditizio e la sostenibilità dell’operazione nel tempo, in ottica responsible lending e a tutela del consumatore come richiamato dal protocollo.

Cessione del quinto, corso Crif sugli impatti operativi e gestionali sul protocollo Assofin-consumatori ultima modifica: 2017-03-27T11:56:38+00:00 da Redazione

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