Cessione del quinto e segnalazioni: Banca d’Italia detta le regole per datori di lavoro e intermediari finanziari

De Gennaro, Fide

Aurelio de Gennaro, presidente della Fide Spa, specializzata in cessioni del quinto

Datori di lavoro, mediatori creditizi e agenti in attività finanziaria. Banca d’Italia prevede per tutti nuove responsabilità in tema di segnalazioni riguardanti le operazioni di finanziamento a fronte di cessione del quinto dello stipendio. Ciò in ragione delle specifiche caratteristiche del prodotto finanziario e per correggere alcune anomalie in tema di segnalazioni di vigilanza e in centrale rischi da tempo evidenziate da clienti e associazioni di categoria.

In questi giorni è stata infatti posta in pubblica consultazione un documento con il quale Bankitalia propone nuove regole e stabilisce modalità univoche di segnalazione per uniformare i comportamenti di tutti i soggetti coinvolti in questa particolare forma di finanziamento.

Ricordiamo, in via preliminare, che le operazioni di cessione del quinto dello stipendio o pensione prevedono il rimborso del finanziamento concesso al lavoratore o al pensionato da parte del datore di lavoro (o dell’ente pensionistico), il quale è delegato a trattenere dallo stipendio o dalla pensione l’ammontare della rata da versare al creditore (direttamente o tramite un soggetto terzo che si interpone nella gestione), fino all’estinzione del finanziamento.

La prassi quotidiana ha purtroppo evidenziato che spesso si verificano dei casi in cui al lavoratore viene regolarmente trattenuta la rata del prestito dallo stipendio (o dalla pensione), ma tale rata non viene versata nei tempi e nei modi dovuti all’ente creditore facendo scattare le segnalazioni in centrale rischi e le dovute segnalazioni di vigilanza “in capo” al cliente stesso. Ora, Banca d’Italia ha precisato che in caso di ritardo nella retrocessione delle rate regolarmente trattenute, le segnalazioni devono essere effettuate sulla base di specifici criteri che prevedono alla scadenza della rata una traslazione in capo al soggetto terzo interposto (ad esempio l’intermediario finanziario incaricato dell’incasso), o al datore di lavoro stesso. Questi criteri stabiliti da Banca d’Italia vorrebbero assicurare una più corretta rappresentazione dell’esposizione del dipendente/pensionato al quale non può essere imputata la mancata retrocessione delle rate. Le conseguenti segnalazioni in centrale rischi come pure le segnalazioni di vigilanza dovranno quindi essere effettuate, a seconda dei casi, a nome del datore di lavoro o del soggetto terzo che non ha provveduto a versare la rata. E non più a nome dell’inconsapevole dipendente o pensionato al quale la rata è stata già trattenuta.

Sono fatti salvi i casi in cui l’ente finanziatore titolare del credito accerti, sulla base di informazioni in suo possesso o comunque acquisite nell’ambito del rapporto con il soggetto terzo interposto o con il datore di lavoro (o ente pensionistico), che l’inadempimento è avvenuto per causa del dipendente o del pensionato (ad esempio per morte, licenziamento, intervenuta Cig, riduzione di stipendio ecc.).

Ricordiamo che la normativa di settore (D.P.R. 180/1950) prevede che i finanziamenti ottenuti con cessione del quinto devono essere obbligatoriamente assistiti dalla stipula di una assicurazione (per rischio morte e rischio impiego), che assicuri il recupero del credito nei casi di morte, cessazione o riduzione dello stipendio. Viene spesso previsto, inoltre, il rilascio di una garanzia convenzionale detta “riscosso per non riscosso”, che comporta l’obbligo per la società finanziaria incaricata dell’incasso di corrispondere al creditore l’importo delle rate scadute e impagate anche in caso di ritardato riversamento delle somme regolarmente trattenute dal datore di lavoro. Anche per le segnalazioni di vigilanza e le segnalazioni in centrale rischi delle garanzie che assistono le operazioni di cessione del quinto Banca d’Italia ha dettato precise modalità cui tutti i soggetti coinvolti devono obbligatoriamente adeguarsi.

Favorevole all’introduzione di meccanismi di segnalazione “univoci” è Aurelio de Gennaro, presidente della Fide Spa, società specializzata nell’erogazione di finanziamenti a favore di lavoratori dipendenti o pensionati mediante cessione o delegazione di pagamento di quote della retribuzione o pensione. La Fide opera in tutta Italia e si avvale anche di una qualificata rete di agenti in attività finanziaria. “La prassi seguita finora dagli operatori del credito in materia di cessione del quinto – spiega de Gennaro – era disorganizzata e confusa. C’erano diverse disfunzioni che portavano a bollare come “inadempiente” il lavoratore o il pensionato pur avendo lo stesso regolarmente onorato il pagamento della rata dovuta. Recentemente l’Ufi (Unione Finanziarie Italiane, un’associazione costituta con lo scopo di tutelare gli interessi generali degli Intermediari finanziari non bancari) ha avanzato alla Banca d’Italia alcune osservazioni e chiesto che la questione fosse chiarita. Devo dire che l’autorità di vigilanza ha svolto un buon lavoro perché, nel momento in cui al lavoratore è stata effettuata la trattenuta dallo stipendio, eventuali inadempienze o ritardi non potranno essere più a lui attribuiti. Le segnalazioni in Centrale Rischi e le segnalazioni di vigilanza debbono quindi correttamente evidenziare le responsabilità del datore di lavoro o del soggetto terzo interposto che non abbiano provveduto a pagare la rata nei termini previsti.  Naturalmente, si deve sempre accertare che non sia intervenuto qualcosa nello svolgimento del rapporto di lavoro che abbia impedito di trattenere le rate dovute, come per esempio un licenziamento, la messa in cassa integrazione, un sinistro”.

Un primo passo è dunque stato compiuto almeno in tema di segnalazioni, ma secondo il Presidente della Fide de Gennaro alcune altre questioni dovrebbero essere affrontate: “L’Italia è un paese sommerso dalle norme e dalla burocrazia che regolamentano tutto per iscritto. Ma, molte volte, l’operatore scopre che la questione pratica che deve affrontare non trova risposta nelle tantissime pagine della minuziosa normativa. Quando accade che qualcosa non è stato espressamente disciplinato si apre il varco alle interpretazioni. E le interpretazioni possono sempre essere messe in discussione o talvolta addirittura far scattare sanzioni. Sarebbe quindi auspicabile per il futuro che venissero chiariti anche altri aspetti tuttora oggetto di libertà di interpretazione da parte degli operatori che intervengono in questa tipologia di finanziamenti”.

Cessione del quinto e segnalazioni: Banca d’Italia detta le regole per datori di lavoro e intermediari finanziari ultima modifica: 2014-10-29T19:48:19+00:00 da Valentina Petracca

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