Cessione del quinto e sentenza Corte di Giustizia Europea: le opinioni dell’Oam, degli operatori e dei consumatori

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Mediatori Creditizi Credito Cessione del Quinto Prestito Microfinanza Mediazione Creditizia Leasing Credito CooperativoLa sentenza della Corte di Giustizia Europea sul rimborso dei costi dovuto al consumatore in caso di estinzione anticipata della cessione del quinto preoccupa gli intermediati creditizi, che continuano a interrogarsi e confrontarsi sui possibili effetti della decisione dei giudici di Lussemburgo. SimplyBiz ha raccolto le voci dell’Oam, di alcuni operatori e dei consumatori per capire cosa pensano e quali sono le loro aspettative.

Antonio Catricalà, OamCatricalà, presidente Oam, Organismo agenti e mediatori
In linea generale le sentenze dovrebbero aiutare l’esercizio dell’attività di impresa e non ostacolarla. La decisione della Corte di Giustizia Europea è stata emessa in riferimento al caso di uno speculatore polacco e sarebbe paradossale che andasse a determinare effetti deleteri in Italia, dove lo strumento della cessione del quinto ha sempre funzionato senza particolari problemi e con la massima trasparenza. Guardando alla sentenza posso dire che non la approvo né come giurista né come cittadino. Nella prima veste devo innanzitutto notare che nei Paesi in cui esiste già una regolamentazione del settore della cessione del quinto, come in Itala, la decisione della Corte non può avere effetti retroattivi. Inoltre è opportuno sottolineare che la provvigione spetta al mediatore creditizio per il suo lavoro di messa in contatto delle parti e che è dunque errato pensare che questo compenso debba essere restituito in caso di estinzione anticipata. Anche perché questo avrebbe effetti sul fisco, dato che il mediatore avrebbe diritto alla restituzione delle tasse pagate sulla provvigione nel caso in cui dovesse restituirla. Da cittadino europeo mi aspetto un chiarimento legislativo, attraverso una norma interpretativa. Il problema potrebbe essere affrontato anche tramite la legge finanziaria, proprio per gli effetti che la sentenza potrebbe avere a livello fiscale.

Spiezia We-UnitAngelo Spiezia, responsabile organizzazione consulta mediatori creditizi della Fimaa
La sentenza desta preoccupazione per tutto il settore dell’intermediazione. Come Fimaa ci muoveremo per attivare tutti gli strumenti in nostro possesso per evitare eventuali effetti dannosi per il comparto. Siamo comunque fiduciosi che si possano trovare delle soluzioni per limitare al minimo i potenziali rischi.

Baldassin, CredipassMauro Baldassin, amministratore delegato Credipass
La sentenza non desta a nostro avviso particolare preoccupazione e anzi potrebbe da un certo punto di vista rivelarsi foriera di nuove opportunità per i mediatori creditizia che sapranno coglierle.

 

Fabio Picciolini, consumerista
In un primo momento la sentenza sembrava estremamente chiara. Andandola ad analizzare nel dettaglio, però, si nota che ci sono diversi aspetti delicati, come ad esempio quello della fiscalità collegato alla restituzione dei costi e alle provvigioni percepite dai mediatori creditizi in caso di estinzione anticipata e quello dell’eventuale retroattività della decisione. È evidentemente necessario un intervento da parte del legislatore per fare chiarezza su una sentenza che rischia di creare più problemi di quelli che va risolvere. In questo contesto è anche importante tutelare i consumatori nei confronti di quei soggetti che potrebbero promettere loro cose impossibili da ottenere.