Cgpa Europe ha presentato l’Osservatorio europeo degli intermediari assicurativi. In leggera flessione il numero dei broker

Cgpa Europe LogoÈ stato presentato il 19 ottobre a Milano l’Osservatorio europeo degli intermediari assicurativi di Cgpa Europe, compagnia specializzata nell’assicurazione dei rischi di responsabilità civile professionale degli intermediari.

Oltre ai dati sull’evoluzione della demografia degli intermediari e del business assicurativo, l’ottava edizione dell’Osservatorio contiene approfondimenti sulle implicazioni giuridiche del covid-19 per il settore assicurativo, in particolare sulla copertura dei danni provocati da interruzione di attività. L’Osservatorio riporta anche le principali sentenze del 2020 e del 2021 in materia d’intermediazione assicurativa e una raccolta delle opinioni di esperti sulle nuove sfide che attendono l’attività distributiva.

Le nuove sfide per l’attività distributiva degli intermediati assicurativi europei

Gestire l’impatto, sui modelli organizzativi, di gestione e sviluppo del business della digital transformation. Dare risposte efficaci alla nuova domanda di tutela assicurativa d’imprese e individui originata dalla pandemia, che arriva anche da soggetti fin qui rimasti estranei alle soluzioni assicurative. Affrontare le incertezze di diversa natura che l’emergenza sanitaria ha diffuso globalmente. L’attività distributiva di agenti e broker è chiamata a fronteggiare tutte queste sfide. Nell’Osservatorio europeo degli intermediari assicurativi di Cgpa Europe sono raccolte le opinioni dei responsabili dei Paesi in cui opera CGPA Europe.

Implicazioni giuridiche del covid-19: intermediari europei al riparo dai rischi

Uno degli approfondimenti dell’Osservatorio è dedicato alle implicazioni giuridiche del covid-19 per il settore assicurativo, in particolare alla copertura dei danni provocati da interruzione di attività. Dall’analisi emerge una situazione relativamente omogenea in Europa: la maggior parte delle controversie ha interessato gli assicuratori mentre sono state marginali le richieste di risarcimento legate alla responsabilità degli intermediari assicurativi.

L’ottava edizione dell’Osservatorio di Cgpa Europe ha completato l’analisi, iniziata lo scorso anno, delle sentenze rilevanti per il settore dell’intermediazione assicurativa del 2020 e 2021 emesse in sette Paesi (Francia, Italia, Germania, Spagna, Regno Unito, Irlanda e Belgio). La principale causa di richieste di risarcimento è stata il mancato rispetto dell’obbligo d’informazione e del dovere di consiglio e consulenza, dato che conferma l’importanza per gli intermediari di documentare lo scambio d’informazioni e la consulenza prestata ai clienti.

Nel 2020 la raccolta premi mondiale si è fermata, ma la ripresa è già in corso  

L’Osservatorio europeo degli intermediari assicurativi di Cgpa Europe riporta inoltre dati sull’andamento del business assicurativo e sull’evoluzione della popolazione europea degli intermediari. “La raccolta premi del 2020 è stata penalizzata dalla crisi economica originata dalla pandemia, il cui impatto è risultato tuttavia inferiore a quello della crisi finanziaria del 2008. Il dato mondiale registra una flessione dell’1,3%, esito di una diminuzione del 4,4% nella raccolta premi del ramo Vita e di un incremento dell’1,5% nei premi del ramo Danni. Gli Stati Uniti restano il principale mercato con una quota del 40,3%, seguiti a lunga distanza da Cina (10,4%), Giappone (6,6%) e Regno Unito (5,4%). L’Italia (2,6%) è all’ottavo posto”, si legge nel report.

La ripresa, innescata dalle misure di sostegno all’economia dei governi e dal superamento dell’emergenza sanitaria, sta consentendo al settore assicurativo di recuperare il terreno perduto. Si prevede una crescita della raccolta mondiale del 3,3% nel 2021 e del 3,9% nel 2022, anno in cui, per la prima volta, il volume complessivo dei premi globali potrebbe superare 7.000 miliardi di dollari.

Tende a crescere in Italia il peso del canale agenziale

Alla fine del 2020 gli iscritti al Registro Unico degli Intermediari erano 242.936 (contro i 239.204 del dicembre 2019), dato che colloca l’Italia al primo posto in Europa per numero d’intermediari.

La categoria più numerosa (200.884 iscritti) è quella composta dai collaboratori degli intermediari assicurativi (agenti, broker, banche, intermediari finanziari ex art. 106 del Testo Unico Bancario) che svolgono l’attività d’intermediazione in nome e per conto così come al di fuori dei locali dei loro preponenti. È questa l’unica categoria in crescita (gli iscritti erano 195.923 nel 2019).

Il numero degli agenti è diminuito da 27.441 (2019) a 26.912 (31 dicembre 2020) confermando una tendenza pluriennale, anche se nell’ultimo triennio l’intensità della flessione è stata relativamente più contenuta. In leggera flessione (dai 5.735 del 2020 ai 5.702 del 2019) il numero dei broker: si è quindi arrestata la tendenza al rialzo che aveva caratterizzato gli ultimi tre anni.

Nell’ultimo anno, nel ramo danni e nel ramo vita, il peso relativo dei diversi canali distributivi è rimasto sostanzialmente inalterato. I dati, tuttavia, segnalano una tendenza al rialzo, nonostante l’impatto della crisi, delle quote di mercato detenute dagli intermediari. Nel ramo danni, il canale agenziale resta saldamente il principale con il 77,5% dei premi. La crescita rispetto al 2019 (77,1%) è lieve ma è la prima volta che si verifica dal 2012, anno in cui era iniziata una costante (anche se limitata) flessione. Più chiara la tendenza al rialzo del canale agenziale nella raccolta dei premi del ramo Vita, in crescita dal 23,8% del 2019 al 25% del 2020. Lentamente, ma progressivamente, il canale agenziale sta riducendo negli anni la differenza rispetto agli sportelli bancari, che restano tuttavia ancora nettamente leader (59%)”, conclude l’Osservatorio europeo degli intermediari assicurativi di Cgpa Europe.