Cipriana Zorzoli, direttore generale Confidi Lombardia: “A partire dal primo gennaio 2016 i confidi lombardi opereranno come un unico soggetto aggregato”

Zorzoli, Confidi Lombardia“Nel corso del 2014 le richieste di garanzia hanno registrato una contrazione di circa il 10% sui dodici mesi. Per quanto riguarda gli importi di garanzie richieste, ci attestiamo intorno ai 109.000 euro, mentre quelle deliberate si collocano intorno ai 75 milioni. Anche in questo caso c’è stata una riduzione rispetto ai 121.000 euro richiesti e agli 87 milioni deliberati nel 2013. Ciononostante ci possiamo ritenere abbastanza soddisfatti, perché, visto il periodo estremamente complesso che tutto il settore dei confidi sta attraversando, il calo poteva essere molto maggiore, soprattutto se si considera l’aumento dell’operatività da parte del Fondo centrale di garanzia”. Cipriana Zorzoli, direttore generale di Confidi Lombardia, non si nasconde dietro un dito: quello attuale per i consorzi di garanzia fidi è un momento molto delicato, che per essere affrontato richiede non solo un grande sforzo organizzativo ed economico ma anche una riscoperta del ruolo che i confidi possono giocare nella filiera del credito, riscoperta di cui i confidi stessi devono farsi promotori.

A che punto è il processo di fusione in atto tra i confidi lombardi?

La Regione Lombardia ha spinto molto per favorire il processo aggregativo, preferendo interagire con pochi soggetti efficienti e solidi dal punto di vista patrimoniale piuttosto che con una miriade di entità estremamente frammentate e senza grandi garanzie di stabilità. Nel 2013 la Regione ha affidato a Federfidi il compito di effettuare una due diligence su tutti i confidi lombardi. Sulla base di questa analisi sono state elaborate delle linee guida, seguendo le quali si è istituito un bando per la ripatrimonializzazione dei consorzi di garanzia fidi tramite le imprese socie. Il bando, uscito a settembre dello scorso anno, ha riconosciuto un punteggio a ciascuno confidi basato su criteri da un lato territoriali e dall’altro economico-patrimoniali-reddituali. Per accedere era necessario raggiungere un punteggio soglia fissato a 3.000 punti, con un tetto massimo di 5.000. In tale contesto si è stabilito di assegnare un “premio” di 300 punti alle aggregazioni di confidi. Al momento siamo quindi coinvolti in un processo aggregativo che interessa sei soggetti: Confidi Lombardia, Confidi Province Lombarde, Artigianfidi Lombardia, Confiab, Federfidi, Cofal, confidi promossi dalla Confindustria, Confartigianato e Confagricoltura.

Quando prevedete di completare la fusione?

Ci siamo dati come limite il primo gennaio del 2016. A partire da quella data lavoreremo come un unico soggetto. Un soggetto che, sulla base dei bilanci 2013, può contare su 73.400 imprese socie, di cui 29.000 hanno garanzie in essere, con un capitale sociale di 87 milioni, finanziamenti in essere per 1.870 milioni e garanzie in essere per 887 milioni e controgaranzie in essere per 890 milioni.

Quante sono le risorse messe a disposizione dal bando?

Venticinque milioni provenienti dalla Regione Lombardia, cui si aggiungono altri 7-8 milioni che arrivano dal sistema camerale. Questi fondi verranno ovviamente ripartiti sulla base del punteggio ottenuto.

A questo proposito, però, non sono mancate le polemiche. In particolare Fidialtitalia ha presentato ricorso al Tar e chiesto una sospensiva, ritenendo che il bando avrebbe finito per garantire l’accesso la credito a un ridotto numero di imprese, escludendo tutte le altre…

Sì, anche se la richiesta di sospensione è stata respinta dal tribunale. Ora vedremo quali esiti avrà questa vicenda. Quello che mi sembra che possa essere affermato al di fuori di ogni dubbio è che il contesto attuale in cui ci troviamo a lavorare è profondamento diverso da quello a cui eravamo abituati cinque o sei anni fa. Credo che sia fondamentale prendere atto di questo cambiamento. Negli ultimi anni le risorse pubbliche si sono notevolmente assottigliate e le banche hanno iniziato a rivolgersi direttamente al Fondo centrale di garanzia, “svuotando” in parte i confidi del loro “ruolo storico”. Stando così le cose sono convinta che la Regione Lombardia abbia fatto un buon lavoro, muovendo un primo importante passo nella giusta direzione. Chiaramente a questo ne dovranno seguire altri. Ci auguriamo che in futuro vengano studiati degli strumenti per favorire il credito che tengano in considerazione le possibilità che i confidi offrono al tessuto produttivo regionale.

Che progetti avete per i prossimi mesi?

Sicuramente saremo molto impegnati con l’aggregazione che stiamo portando avanti. Al contempo lavoreremo per cercare di recuperare spazi e quote di mercato che sono andati persi in questi anni di crisi e per guadagnarne di nuovi. Infine ci dedicheremo ad armonizzare e omogeneizzare i processi interni, in modo da aumentare l’efficienza e favorire il risparmio di risorse.

Cipriana Zorzoli, direttore generale Confidi Lombardia: “A partire dal primo gennaio 2016 i confidi lombardi opereranno come un unico soggetto aggregato” ultima modifica: 2015-03-12T19:17:05+00:00 da Paolo Tosatti

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