Claudio Demozzi presidente nazionale dello Sna: “Il sindacato e le compagnie assicurative devono dialogare e stabilire insieme la strada da seguire per tornare a crescere”

Gli ultimi dati pubblicati da Tecnocasa e Cf Assicurazioni confermano quanto noto da tempo: il mercato delle assicurazioni è quasi totalmente fermo. Non sta subendo grandi perdite, ma la crescita ormai è solo un ricordo lontano. Per tentare di risollevare il settore il governo ha proposto alcune modifiche alla disciplina vigente, introducendo nel “decreto sviluppo bis” la possibilità per gli intermediari assicurativi di collaborare tra loro. Un’opportunità già prevista fino al 2005, poi eliminata e da un lustro a questa parte richiesta a gran voce dall’intero comparto. Claudio Demozzi presidente nazionale dello Sna, il Sindacato nazionale agenti di assicurazione, ci racconta come il mondo delle assicurazioni sta affrontando la crisi e quali sono le prospettive per il futuro.

I mutui sono precipitati. Il credito al consumo vacilla. Qual è lo stato di salute del mercato assicurativo?
Storicamente il settore delle assicurazioni ha sempre avuto un andamento più piatto rispetto agli altri, sia nelle fasi di crescita che in quelle di ridimensionamento. Così, quando l’economia conosce uno sviluppo importante, le assicurazioni sperimentano un aumento più contenuto rispetto ai mutui e al credito al consumo; viceversa quando si affronta una contrazione il nostro comparto retrocede più lentamente. Questo non vuol dire che il momento attuale che stiamo attraversando non sia difficile: basta osservare i numeri per capire che il mercato assicurativo non sta crescendo e che la redditività è fortemente diminuita rispetto al passato. Ad essere colpito è soprattutto il ramo “vita”, che comprende una serie di strumenti che possono essere considerati più finanziari che assicurativi: si parla di un ridimensionamento a due cifre. Migliore è la situazione nel ramo “danni”, dove il fatturato è pressoché stabile. Scendendo più nel dettaglio, si deve distinguere tra la tenuta del mercato, e dunque del fatturato, delle imprese assicurative e quella delle imprese distributive, vale a dire gli intermediari professionali, agenti e broker. Le imprese riescono con relativa facilità ad agire sulla leva dei costi, riducendoli, mentre per i secondi questa possibilità è del tutto marginale. Per tale ragione i maggiori osservatori prevedono una riduzione di qualche migliaio di operatori nel prossimo periodo.

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