Compass chiude il primo semestre con l’utile più alto di sempre: 370 milioni, +32%

Compass LogoCompass ha chiuso il primo semestre dell’anno registrando l’utile netto più alto di sempre (370 milioni, +32%), che si riflette su una profittabilità best in class (ROAC@ 33%). La crescita dell’erogato (7,7 miliardi contro 6,5 miliardi dello scorso anno) e l’ottima qualità dell’attivo, si legge in una nota, hanno permesso di raggiungere un margine operativo record (pari a 553 milioni, risultato più alto di sempre) superando ampiamente le metriche economiche e patrimoniali pre-pandemia. L’eccellente dinamica dei tassi di default e dei recuperi ha consentito una riduzione del costo del rischio a 142bps (198bps lo scorso anno) e, contestualmente, un aumento degli indici di copertura.

Il buon andamento dei prestiti personali è stato sostenuto dall’ampliamento della rete distributiva che nell’esercizio ha visto l’apertura di 15 nuove unità territoriali, portando a 246 il totale degli sportelli (di cui 65 agenzie caratterizzate da una minore incidenza sui costi).

Nel dettaglio, nei dodici mesi, Compass ha ulteriormente rafforzato la propria piattaforma distributiva multicanale rafforzando la presenza territoriale con 15 nuove aperture oltre per un totale di 246 unità, di cui 65 gestite da agenti, cui si aggiungono 57 punti vendita Compass Quinto (specializzati nella commercializzazione della cessione del quinto). Per estendere ulteriormente la copertura territoriale, nel luglio scorso, Compass Link ha avviato la propria attività come agente in attività finanziaria focalizzato sull’offerta di prodotti fuori sede. Alla fine di giugno 2022 la società si avvale della collaborazione di 90 agenti.

Prioritario il continuo rafforzamento dei canali digitali che hanno intermediato il 27% dei volumi dei prestiti personali del canale diretto con più dell’80% delle richieste evase in un giorno.

Nell’esercizio è inoltre proseguita l’attività di innovazione digitale volta sia a potenziare i canali digitali esistenti (i prestiti personali intermediati via web consuntivano a circa 650 milioni) sia a sviluppare il business della Dilazione di Pagamento (“Buy Now Pay Later”, “Bnpl”) attraverso la soluzione proprietaria Pagolight che, nell’esercizio, ha erogato quasi 70 milioni di finanziamenti, conseguendo circa 5 milioni di ricavi. L’offerta Compass sul prodotto Bnpl si contraddistingue per una rateazione fino a 12 mesi, ampliamento della gamma prodotti con soluzioni a tasso cliente ed una sempre maggior aderenza alla normativa di riferimento in un contesto in forte evoluzione.

Compass sta inoltre finalizzando l’acquisizione di talune realtà distintive per competenze tecnologiche e accordi commerciali nel comparto “BNPL”, che permetteranno di aumentare la base clienti e la diversificazione geografica e di migliorare ulteriormente gli standard tecnologici e commerciali: grazie alla combinazione delle competenze di risk managament di Compass con l’agilità di innovazione tecnologica dei partner fintech selezionati, Compass punta ad accrescere il peso del Bnpl come motore di acquisizione di nuovi clienti per finalità di cross-selling; per sua natura, il modello di business Bnpl porta una efficace diversificazione dei profili dei nuovi clienti
acquisiti.

Il mercato del credito al consumo evidenzia nei primi 6 mesi del 2022 un aumento del 16% trainato dai prestiti personali (+28%), dai prestiti finalizzati (+10%) e dalla CQS (+10%) mentre cala il prodotto auto (-10%). La quota di mercato di Compass si mantiene al 10% con i PP al 13%, finalizzato e auto attorno al 20% e la CQS al 7%.

Nel corso dell’esercizio appena concluso Compass, grazie all’ampio franchise e alle consolidate capacità di valutazione e apprezzamento del rischio, ha consuntivato un erogato pari a 7,7 miliardi (+18,5%). I prestiti personali trainano la crescita (+24%) con un crescente apporto del canale diretto (+33% da 1,8 a 2,4 miliardi) seguiti dal finalizzato (+18%) e dall’auto (+5%) che sconta un rallentamento dovuto alla crisi della supply chain (sia del nuovo che dell’usato). In forte ripresa la Cessione del Quinto dello Stipendio (+56%) grazie alla spinta commerciale attuata nell’ultimo anno ed il transato delle Carte di Credito (+9%).

I dodici mesi consuntivano un utile netto di 370,4 milioni (+33% rispetto allo scorso anno). Il positivo andamento dell’attività commerciale ha permesso agli impieghi di raggiungere il livello più alto di sempre (13,8 miliardi che si confronta con 12,9 miliardi lo scorso giugno) garantendo la crescita del margine di interesse (da 878,8 a 934,3 milioni). L’evoluzione virtuosa dei costi (Cost/Income da 31% a 30%), favorita dai minori costi di recupero che hanno più che compensato il limitato aumento dei costi operativi e degli investimenti, e la rischiosità stabilmente ai minimi storici, 138bps nel quarto trimestre che si traduce in un costo del rischio nei dodici mesi pari a 142 bps (198bps lo scorso anno), hanno permesso il mantenimento di un ROAC elevato (33%).

Nel dettaglio:

  • i ricavi dei dodici mesi crescono da 1.001,8 a 1.058,2 milioni (+ 5,6%) grazie al positivo
    andamento del margine di interesse, che passa da 878,8 a 934,3 milioni (+6,3%), ed alla tenuta
    delle commissioni (da 123 a 123,5 milioni) grazie alle minori retrocessioni a reti terze ed alle
    prime contribuzioni di Pagolight a fronte dell’attesa riduzione della componente da vendita di
    prodotti assicurativi;
  • i costi di struttura saldano a 314,8 milioni, stabili rispetto allo scorso anno (314,2 milioni) grazie
    alla limitata crescita fisiologica del costo lavoro (+1,6% da 104,2 a 105,9 milioni anche in
    relazione all’allargamento della rete commerciale) ed ai costi amministrativi mantenuti sotto
    stretto controllo (-0,5% da 210 a 208,9 milioni) con i minori costi di recupero che più che
    compensano investimenti in tecnologia, nuovi prodotti (Pagolight) ed aumento dei volumi
    operativi;
  • le rettifiche su crediti si riducono del 26,2%, da 257,6 a 190,1 milioni, registrando sui dodici mesi
    uno dei livelli più bassi di sempre con un costo del rischio che si attesta a 142bps (198bps lo
    scorso anno) grazie a un andamento trimestrale stabilmente inferiore ai 150bps per tre trimestri
    consecutivi. I livelli di copertura risultano crescenti (NPL da 75,8% all’78,8%; bonis da 3,62% a
    3,75%) a fronte di overlays in leggera crescita (a 215,4 milioni).

    Le attività deteriorate lorde sono in calo in valore assoluto (a 858 milioni da 971 milioni a giugno
    21) e relativo (incidenza sugli impieghi da 6,9% a 5,7%) grazie ai bassi tassi di default, ai buoni flussi
    di recupero ed alle cessioni periodiche di stock avvenute nei mesi di novembre e maggio (per un
    totale di 134 milioni). L’aumento delle coperture (da 75,8% a 78,8%) riduce ulteriormente
    l’esposizione netta (da 235 a 182 milioni) con un’incidenza che scende dal 1,8% all’1,3% degli
    impieghi. Le sofferenze nette rimangono inferiori ai 10 milioni (rappresentando lo 0,1% degli
    impieghi) e mostrano un tasso di copertura stabile al 97,2%.