Confidi Friuli, 28,3 milioni di patrimonio netto nel 2018

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Confidi Friuli ha archiviato il 2018 con 80 milioni di erogazioni, 229 milioni di fidi, 101 milioni di garanzie in essere, 28,3 milioni di patrimonio netto.

Dopo la fusione di Confidi Friuli e Confidi Pordenone si è costituita una realtà con attività finanziarie per oltre 160 milioni di euro. La fusione era mirata anche alla possibilità di operare come confidi “maggiore”, nel ristretto gruppo con soglia dimensionale fissata a 150 milioni. L’iter per l’inserimento nell’Albo dei confidi vigilati da Banca d’Italia è partito, hanno annunciato i vertici, e si dovrebbe concretizzare a partire dal primo gennaio dell’anno prossimo.

Del bilancio si evidenzia la copertura delle partite deteriorate al be una forza patrimoniale di molto superiore a quella di molti vigilati attuali. L’indice di solidità patrimoniale CeT1 Ratio ammonta al 31 dicembre al 36,5%, «con notevoli spazi per futuri investimenti nell’attività di rilascio di garanzie e in operatività accessorie consentite» sottolinea una nota del Confidi che  conta attualmente 7.000 soci, il 9% del totale delle imprese attive in regione, escluso il comparto agricolo, e il 12,5% nelle province di Udine e Pordenone.

In conseguenza dell’applicazione di criteri di valutazione dei titoli secondo le norme di contabilità internazionale Ias, il bilancio presenta presunte variazioni negative per 540.000 euro, già in parte recuperate nel primo trimestre 2019 con la vendita dei titoli in un contesto positivo di mercato.

Nella sua relazione, il presidente Cristian Vida ha posto l’accento su “l’ottimo rapporto con le banche del territorio, anche in provincia di Pordenone, dove già abbiamo iniziato a lavorare con impegno e risultati. Un territorio nel quale puntiamo a crescere”.