Nel 2023 è diminuito il numero dei confidi in Italia. Nel dettaglio il numero dei confidi maggiori è rimasto stabile, sono invece stati cancellati dall’elenco Ocm (Organismo confidi minori) 10 confidi e ne sono stati iscritti 2. Mentre nel 2022 è diminuito del 7% lo stock di garanzie in essere. A fare il punto sul comparto è il Comitato Torino Finanza, che dal 2005 realizza presso la Camera di commercio di Torino una ricerca sull’andamento del mercato italiano delle garanzie fidi, anche alla luce dell’evoluzione normativa, e propone alcuni spunti di discussione sulle politiche pubbliche di cui questi intermediari sono destinatari.
In Italia 192 confidi nel 2023
Secondo il report di Comitato Torino Finanza, a fine 2023 il numero dei confidi si è attestato a 192. Di questi, 32 sono maggiori, iscritti nell’albo ex art. 106 TUB e soggetti alla vigilanza di Banca d’Italia, e 160 minori, di cui all’art. 112 decreto legislativo 1 settembre 1993, numero 385, iscritti nell’elenco Ocm, soggetti alla vigilanza dell’Organismo confidi minori. Il numero è in diminuzione di 8 unità rispetto al 31 dicembre 2022: nel corso del 2023 sono infatti stati cancellati dall’elenco 10 confidi e ne sono stati iscritti 2; il numero dei confidi maggiori è invece rimasto stabile.
Confidi maggiori più presenti al Nord; minori, prevalentemente al Sud
Per lo studio del mercato delle garanzie, l’osservatorio fa riferimento ai confidi di entrambe le tipologie che risultavano iscritti nei rispettivi elenchi al 31/12/2022 e che non sono stati cancellati nel corso del 2023. Al 31 dicembre i confidi italiani con bilancio 2022 depositato risultano essere complessivamente 190, 32 confidi maggiori e 158 confidi minori.
Metà dei confidi ha sede legale nell’area del Mezzogiorno (95 confidi sul totale di 190); circa un terzo sono localizzati nelle regioni del Nord (67 confidi) e il restante 15% nelle regioni del Centro Italia (28 confidi).
I confidi maggiori sono presenti soltanto sul territorio di 15 regioni italiane e sono concentrati soprattutto al Nord (63% del totale, 20 confidi su 32); poco più di un terzo dei confidi maggiori è localizzata nelle regioni del Centro e del Mezzogiorno (19% del totale in entrambe le aree, 6 nelle regioni del Centro e 6 nelle regioni del Mezzogiorno).
I confidi minori sono invece distribuiti sull’intero territorio nazionale; almeno uno dei 158 confidi minori è presente in ogni regione.
Specularmente rispetto alla distribuzione dei confidi maggiori, la maggior parte dei confidi minori è localizzata nelle regioni del Mezzogiorno (56% del totale, 89 confidi su 158); seguono le regioni del Nord (47 confidi minori, 30% del totale) e del Centro (22 confidi minori, 14% del totale).
Stock di garanzie in essere in calo del 7% nel 2022
Al 31/12/2022 i confidi italiani detenevano complessivamente 8,4 miliardi di euro di stock di garanzie, in calo del 7% rispetto al 2021 (stock cumulato 2021: 9,1 miliardi di euro). La distribuzione dei confidi sul territorio nazionale per stock di garanzie in essere appare molto diversa da quella per localizzazione.
I confidi del Nord Italia pur rappresentando soltanto il 35% del sistema (67 confidi su 190) detengono il 51% dello stock complessivo (4,3 miliardi di euro su un totale di 8,4). Specularmente le regioni del Mezzogiorno sebbene vedano localizzati sul loro territorio il 50% dei confidi italiani, detengono soltanto il 21% dello stock complessivo.
I dati evidenziano una profonda differenza fra il mercato delle garanzie del Nord e Centro Italia da un lato, dominato da player di grandi dimensioni che detengono stock di garanzia mediamente molto elevati, e il mercato delle garanzie del Mezzogiorno, che presenta invece una struttura più frammentata con un gran numero di player di dimensioni medie e piccole che detengono stock di garanzie mediamente più modesti.
Nelle regioni del Nord sebbene siano localizzati soltanto un terzo dei player italiani sono presenti 20 dei 32 confidi maggiori (62,5% del totale) i quali detengono l’80% dello stock totale d’area. Specularmente nelle regioni del Mezzogiorno sebbene siano localizzati la metà dei confidi italiani (95 confidi su 190) sono presenti soltanto 6 confidi maggiori (19% del totale) i quali detengono meno della metà dello stock totale d’area (49%). Come si può osservare da questi dati la forte concentrazione degli stock nelle regioni del Nord Italia è correlata al maggior numero di confidi maggiori che si trovano in questa area geografica rispetto alle regioni del Centro e, soprattutto, del Mezzogiorno.
Venendo al confronto fra gli stock di garanzia dei confidi maggiori e dei confidi minori per verificare eventuale sovrapposizione tra i confidi maggiori “più piccoli” e i confidi minori “più grandi”, notiamo quest’anno una conferma della tendenza già osservata negli ultimi anni: nel 2019 erano 15 i confidi minori che si ponevano, nella classifica degli stock, al di sopra dell’ultimo dei confidi maggiori, nel 2020 erano scesi a 6 e poi ancora scesi a 3 nel 2021, numero confermato nel 2022.
Per spiegare questa tendenza alla contrazione degli stock dei confidi minori, l’analisi del Comitato Torino Finanza fa riferimento a due fattori:
- l’arretramento dei confidi minori, dovuto in parte anche all’esaurirsi delle misure straordinarie, messe in campo per fronteggiare gli effetti della pandemia, che in alcune realtà locali avevano comportato un coinvolgimento diretto dei confidi favorendone un incremento anche notevole dell’attività. Proprio questo incremento ha indotto un confidi minore, che aveva superato la soglia dei 150 milioni di euro, ad attuare un’operazione di scissione che ha dato origine a tre diversi soggetti;
- il processo di consolidamento del sistema dei confidi maggiori, che ha favorito anche un irrobustimento di alcuni soggetti sotto il profilo degli stock, ferma restando la crescente diversificazione del business che vede le attività “residuali” sempre più importanti per le strategie aziendali e per la sostenibilità economico-finanziaria delle strutture.
Dai confidi del Nord il 57% del flusso di garanzie complessive nel 2022
Nel corso del 2022 i confidi italiani hanno emesso complessivamente circa 2,8 miliardi di garanzie. La ripartizione del sistema per flussi di garanzie emesse rispecchia quella già osservata per gli stock di garanzie in essere (forte concentrazione nelle regioni del Nord Italia), ma con valori ancora più polarizzati.
Anche in questo caso i confidi del Nord Italia, pur rappresentando soltanto un terzo del totale, nel 2022 hanno erogato il 57% del flusso complessivo (1,6 miliardi di euro su un totale di 2,8). Specularmente le regioni del Mezzogiorno, sebbene vedano localizzati sul loro territorio la metà dei confidi italiani, hanno erogato soltanto il 14% delle garanzie.
I confidi maggiori hanno concesso l’85% delle garanzie totali nel 2022
Analizzando i valori di flusso 2022 in base al soggetto erogante si evidenzia che i confidi maggiori hanno concesso l’85% delle garanzie totali nel corso del 2022 (2,4 miliardi su un totale di 2,8) mentre la quota di garanzie erogate dai confidi minori si limita al 15%.
“Dal momento che i flussi di garanzie di un anno contribuiscono a determinare il valore dello stock di garanzie in essere non solo nell’anno di erogazione ma anche nei successivi, i dati sulle dinamiche dei flussi sembrerebbero suggerire una tendenza a una sempre maggiore concentrazione degli stock di garanzie presso i confidi maggiori e, di conseguenza, presso le regioni del Nord Italia. Già nel 2022 i dati sulla distribuzione dei flussi per aree geografiche evidenzia una polarizzazione dei risultati più marcata rispetto a quella osservata per lo stock di garanzie in essere: le regioni del Mezzogiorno, che al 31/12/2022 detenevano il 21% degli stock, nel corso del 2022 hanno emesso solo il 14% dei flussi. Specularmente le regioni del Nord Italia, che al 31/12/2021 detenevano il 51% degli stock, nel corso del 2022 hanno emesso il 57% dei flussi”, conclude il report del Comitato Torino Finanza.



















