
Un confidi sempre più “di sistema” e sempre più punto di riferimento per l’asse Marche–Abruzzo–Umbria: è l’immagine che esce dall’assemblea generale di Confidicoop Marche, che ha rinnovato la governance ed eletto per la prima volta una donna alla presidenza, Francesca Capecci, la più giovane presidente tra i confidi vigilati.
La nuova squadra nasce con una missione chiara: rafforzare il radicamento nelle Marche e, al tempo stesso, consolidare il presidio già attivo in Umbria e Abruzzo, dove Confidicoop sta costruendo relazioni stabili con imprese, banche e corpi intermedi.
Il nuovo consiglio di amministrazione, espressione delle principali associazioni di categoria regionali, conferma il ruolo di Confidicoop come attore di sistema al servizio dell’economia reale. “Non vogliamo essere solo un soggetto che facilita l’accesso al credito, ma un vero attore di sistema. Il nostro obiettivo è fare da ponte tra imprese, banche, istituzioni e professionisti, semplificando e digitalizzando i processi, rafforzando la consulenza alle pmi, dando priorità a giovani, donne e aree interne e rendendo davvero accessibili le transizioni verde e digitale”, ha dichiarato Francesca Capecci.
Il contesto
Il contesto resta complesso: post pandemia, guerre e tensioni geopolitiche frenano la crescita, con tassi e inflazione in risalita e costi elevati di energia e materie prime. Ne deriva un mercato più rischioso e selettivo, che pesa in particolare sui sistemi produttivi manifatturieri di Marche, Umbria e Abruzzo.
“In questo scenario le imprese devono anticipare le scelte: rafforzare la liquidità, diversificare le fonti di finanziamento, investire in efficienza energetica, digitalizzazione e nuovi mercati. Confidicoop vuole essere un compagno di strada delle pmi, in sinergia con Regioni, sistema bancario e istituzioni locali”, ha affermatoggiunto la direttrice generale Emanuela D’Angelo.
I risultati del 2025 e il piano 2026-2028
Nel 2025 le garanzie concesse da Confidicoop hanno raggiunto 57,07 milioni di euro, per oltre mille operazioni, concentrate su industria, servizi (inclusa la cooperazione sociale), commercio, agricoltura e trasporti. L’80% dei flussi è rimasto nelle Marche (45,50 milioni), ma il restante 20% ha interessato le regioni limitrofe, con una presenza particolarmente significativa in Umbria (3,03 milioni, 5% del totale) e in Abruzzo (2,15 milioni, 4%). Numeri che descrivono un confidi radicato nelle Marche ma sempre più riconosciuto anche oltre confine come interlocutore stabile del sistema produttivo e delle banche.
“Il nostro Piano triennale 2026-2028 è improntato a prudenza e sostenibilità e prevede il consolidamento dell’attività di garanzia nelle Marche e un rafforzamento proprio in Umbria, Romagna e Abruzzo”, ha precisato Emanuela D’Angelo.
Su questo asse si inserisce la strategia commerciale, come sottolineato anche dal responsabile commerciale Dante Torresi, che conferma l’obiettivo di esportare il modello marchigiano in Abruzzo e Umbria, territori che condividono un tessuto produttivo simile e le medesime sfide: accesso al credito, caro energia e internazionalizzazione.
“Vogliamo essere il ponte tra le imprese e le grandi opportunità d’investimento, offrendo vicinanza operativa e competenze specifiche per sfruttare strumenti complessi come la Zes e i fondi europei”, ha aggiunto Dante Torresi.























