Confindustria Assoimmobiliare: sette proposte per rilanciare gli ecoincentivi

Sette proposte per implementare la normativa attuale in materia di ecoincentivi. Le ha presentate ieri la presidente di Confindustria Assoimmobiliare, Silvia Rovere, in audizione presso le Commissioni Ambiente e Attività Produttive della Camera dei Deputati sull’applicazione del Superbonus 110%.

Riteniamo che il Superbonus 110% sia una misura assolutamente positiva per la riqualificazione energetica e allo stesso tempo il rilancio dell’edilizia, ma che tuttavia presenti una serie di criticità che è necessario risolvere per far sì che lo strumento sia davvero efficace e quanto più utilizzato – ha dichiarato Rovere nel corso dell’audizione -. Com’è noto, l’applicazione Superbonus 110% è attualmente prevista limitatamente agli gli immobili ad uso abitativo, ne consegue che restano esclusi tutti gli ambiti di rigenerazione urbana che andrebbero perseguiti prioritariamente, ovvero circa il 10% del mercato immobiliare italiano in termini di valore e quasi il 15% in termini di stock. Un altro forte limite all’efficacia del Superbonus 110% risiede nell’esclusione degli investitori immobiliari professionali tra i beneficiari dell’agevolazione, determinando così l’esclusione dagli incentivi di un patrimonio immobiliare del valore pari circa 96 miliardi di euro e inibendo al contempo quegli investimenti in grado di generare un potenziale moltiplicatore del 3,5 del Pil tra diretto, indiretto e indotto. Permane, infine, una criticità significativa in merito alla durata particolarmente limitata dell’incentivo che proponiamo di superare rendendo strutturali le agevolazioni previste per un arco temporale di almeno 10 anni, ovvero il tempo necessario affinché il mercato riesca a trasformare da trend a norma la necessità di rendere gli edifici performanti da un punto di vista energetico”.

Confindustria Assoimmobiliare ha quindi individuato sette misure urgenti che ritiene necessario implementare alla normativa attuale sull’applicazione dell’incentivo:

1) estendere il Superbonus 110% a tipologie diverse di asset class oltre a quelle residenziali (alberghiero, logistica, uffici, ecc.); solo intervenendo in maniera omogenea su tutto il parco immobiliare italiano riusciremo a centrare il target al 2030 di riduzione delle emissioni di almeno il 55%, con priorità agli interventi per l’efficienza energetica.

2) rendere strutturali le agevolazioni, garantendone la certezza della fruizione per un arco temporale di almeno 10 anni; l’estensione temporale incrementerebbe la capacità del Sistema Paese di rispettare i target di riduzione previsti dal Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima (PNIEC), in attuazione del Regolamento (Ue) 2018/2019; 

3) ridurre in modo graduale gli incentivi secondo un principio di proporzionalità decrescente, incentivando il ricorso immediato agli stessi e garantendone comunque la fruizione nel corso del tempo;

4) estendere gli incentivi alle categorie di utilizzatori come OICR, Fondi e SIIQ, ovvero gli operatori immobiliari professionali che possono dare un impulso decisivo al rinnovo del parco immobiliare italiano;

5) snellire i processi burocratici per l’accesso al contributo, in un’ottica di semplificazione; 

6) abbreviare i tempi di controllo da parte dell’Agenzia delle Entrate; 

7) estendere il Superbonus 110% agli immobili caratterizzati da interventi di edilizia libera e con difformità minori (quali aumenti di superfici entro il 5% della superficie assentita, opere come coperture e balconi, aperture di vani su facciata e difformata dei prospetti).