Covid-19 e smart working: i consigli dell’esperto per allestire una postazione di lavoro in casa tutelando la salute

Postazione di lavoro in casaGli esperti di lavoro sono tutti concordi: lo smart working continuerà a far parte della nostra vita per tutto il periodo dell’emergenza dovuta al Coronavirus e anche oltre. Allora, piuttosto che lavorare scomodi in soluzioni di fortuna create in fretta e furia, ecco come mediatori creditizi e agenti in attività finanziaria possono allestire una postazione di lavoro che salvaguardi il benessere di occhi, schiena, collo e sistema circolatorio. Bastano pochi accorgimenti per creare un ambiente confortevole e sicuro anche in casa.

Aria e luce

Due caratteristiche fondamentali per garantire la salubrità dell’ambiente di lavoro sono il ricambio d’aria e un’illuminazione adeguata. La buona notizia è che non serve necessariamente la luce naturale quindi, se non abbiamo a disposizione una stanza libera da adibire a studio, possiamo trovare un angolo confacente in qualsiasi punto della casa. “Si richiede che l’illuminazione sia sufficiente e che fornisca un contrasto adeguato, in relazione ai compiti da svolgere (indipendentemente che sia naturale o artificiale). Inoltre la postazione di lavoro deve essere disposta rispetto alle fonti di luce, sia naturali che artificiali, in modo tale da evitare riflessi, abbagliamenti o eccessivi contrasti di luminanza. Anche le superfici delle finestre, delle pareti, delle attrezzature presenti e del piano di lavoro devono essere tali da evitare riflessi e abbagliamenti. Inoltre le finestre devono essere fornite di schermi per attenuare l’eccessiva luminosità”, spiega Davide Bianchini, safety manager di Saltech, società attiva in tutta Italia nel settore della sicurezza sul lavoro.

Negli ambienti deve essere inoltre garantito un adeguato ricambio dell’aria, che può avvenire tramite aperture verso l’esterno (finestre, porte, altre aperture) o attraverso impianti di ventilazione che captano l’aria esterna, eventualmente filtrandola e modificandone la temperatura.

Il piano di lavoro

Anche il piano di lavoro può adattarsi allo spazio disponibile. Secondo le previsioni normative, la superficie deve essere di ampiezza tale da poter disporre convenientemente tutti gli strumenti necessari all’attività, consentendo la necessaria libertà di movimento per utilizzarli agevolmente, e permettere l’appoggio delle mani e delle braccia. “In altre parole serve garantire uno spazio di appoggio per le mani e le braccia di circa 10-20 cm – chiarisce Bianchini -. Tutti i dispositivi e i materiali necessari all’attività devono poter essere disposti ordinatamente sul piano di lavoro in modo da non renderne difficoltoso l’utilizzo e permettere che venga mantenuta la postura corretta durante l’attività”.

La postura corretta

La posizione corretta da tenere al computer è quella che non affatica la vista e non causa traumi al sistema muscoloscheletrico, permettendo di mantenere la schiena diritta e sorretta da un adeguato appoggio lombare.

La testa deve essere diritta, non inclinata verso l’alto o verso il basso (lo schermo non deve essere più in alto degli occhi), e la disposizione di video, tastiera o altri elementi deve essere frontale all’operatore, per non richiedere posizioni ruotate della testa.

Nel dettaglio, le braccia devono essere verticali, senza che vi sia la necessità di tenere le spalle sollevate, gli avambracci devono poter restare orizzontali, paralleli al piano di lavoro, appoggiandosi su questo o sui braccioli, e le mani sono parallele sulla tastiera, che deve essere abbastanza ampia da non costringere a piegare i polsi lateralmente. Se si usa un mouse, deve esserci la possibilità di un appoggio dell’avambraccio, evitando in ogni caso l’appoggio forzato sul polso precisa.

Il sedile deve essere regolato in modo che sia sostenuto il tratto lombare, che deve formare un angolo con la seduta di 90-100°. Al di sotto del piano di lavoro i piedi devono avere un appoggio stabile, eventualmente grazie all’uso di un poggiapiedi regolabile, mantenendo un angolo di 90 gradi alla caviglia, e le ginocchia devono formare un angolo di 90° tra cosce e gambe. “Al di sotto del piano deve esserci sufficiente spazio perché durante il lavoro sia possibile cambiare posizione, distendere le gambe, muovere le caviglie – precisa il safety manager di Saltech -. I poggiapiedi sono necessari nel caso l’altezza della sedia non permetta di avere un comodo appoggio al suolo (poggiapiedi piani) o per variare la posizione di gambe e piedi mantenendo sia l’appoggio che una comoda angolazione di gamba e caviglia (poggiapiedi inclinati o regolabili). I poggiapiedi devono avere una superficie non scivolosa e non devono spostarsi involontariamente durante l’uso”.

Cambiare posizione e rispettare le pause

Le posizione non deve essere tenuta fissa, né deve essere troppo rigida, per garantire sia che non si accumuli stress muscoloscheletrico, sia che non ci siano problemi circolatori, soprattutto a carico delle gambe: è possibile cambiare posizione, inclinandosi in avanti, appoggiandosi indietro, spostando le gambe e le braccia”, aggiunge.

Inoltre, anche se siamo a casa, ricordiamoci di prenderci una pausa di almeno quindici minuti ogni due ore trascorse davanti al monitor. “Il concetto di pausa prevede un qualsiasi cambiamento di attività, purché questa non preveda un impegno in visione ravvicinata continua, movimenti ripetitivi degli arti superiori o una postura stabile e/o uguale a quella mantenuta durante il lavoro al videoterminale” afferma Bianchini. Quindi niente cellulare, né ricerche personali al pc. Meglio alzarsi e guardare fuori dalla finestra.

Consigli pratici per allestire la postazione di lavoro in casa
La postazione di lavoro deve essere facilmente accessibile, senza il rischio di urti contro gli arredi o inciampi in materiale a terra. Se possibile è bene raccogliere i cavi con canaline o avvolgerli su ganci per ridurre il rischio di inciampi e rendere più facile la pulizia degli spazi.

Tutta la strumentazione della postazione di lavoro deve essere facilmente accessibile. “Mettere le attrezzature da ufficio (fax, scanner, stampanti) vicino alla postazione di lavoro permette di raggiungerle facilmente, possibilmente senza alzarsi dalla postazione e senza richiedere movimenti estremi del corpo. Possono essere tenute separate o distanti dalla postazione nel caso in cui l’utilizzo sia occasionale – conclude -. Infine, all’interno dell’ambiente il livello di rumore deve essere tale da non causare disturbo a chi lavora. Il disturbo si caratterizza come sensazione di fastidio, che compromette le prestazioni e la capacità cognitiva, e intralcio alla comunicazione verbale tra le persone o alla capacità di distinguere segnali acustici. Si considera in genere che la rumorosità nell’ambiente dovrebbe restare al di sotto dei 55 dB e tra 35 e 45 dB nei luoghi in cui vengono svolti compiti che richiedono concentrazione”.