Credem chiude il 2017 con un utile netto consolidato in crescita del 41,4%

Credem LogoIl cda di Credem ha approvato in data odierna i risultati individuali e consolidati preliminari del 2017. Solidità ai massimi livelli del sistema con un CET1 Ratio pari a 13,32%, circa sei punti percentuali superiore al 7,375% minimo assegnato da Bce per il 2018, redditività in ulteriore miglioramento con utile netto consolidato in progresso del 41,4% a/a a 186,5 milioni di euro (dopo aver spesato 19,8 milioni di euro al lordo dell’effetto fiscale ai fondi nazionali ed europei di salvataggio) e proposta preliminare di dividendo 0,20 euro per azione (+33% a/a), prestiti ai clienti in crescita del 4,4% a/a con qualità dell’attivo tra le più elevate del sistema (rapporto crediti problematici lordi su impieghi lordi a 5,2%), continui investimenti sulle persone con 256 assunzioni, crescita costante dei clienti (oltre 100 mila nuovi clienti nel 2017) e della raccolta (+4,1 miliardi di euro in più nel 2017).

La proposta di dividendo sarà definitivamente approvata dal cda del 15 marzo 2018 e sarà sottoposta all’assemblea degli azionisti di Credem prevista in prima convocazione il prossimo 27 aprile.

Risultati economici consolidati di Credem
A fine 2017 il margine di intermediazione si attesta a 1.148 milioni di euro rispetto a 1.106,7 milioni di euro nel 2016 (+3,7% a/a). All’interno dell’aggregato, il margine finanziarioraggiunge 488,1 milioni di euro, +7,1% rispetto a 455,8 milioni di euro a fine 2016. Per quanto riguarda invece il margine servizi , la posta raggiunge 659,9 milioni di euro rispetto a 650,9 milioni di euro nell’anno precedente (+1,4% a/a). All’interno dell’aggregato, le commissioni nette registrano una crescita del 3,9% a/a attestandosi a 525 milioni di euro con, in dettaglio, 347,4 milioni di euro di contributo dalle commissioni da gestione ed intermediazione in progresso del 9,6% a/a. In contrazione risultano invece le commissioni da servizi bancari che si attestano a 177,6 milioni di euro (-5,7% a/a), anche a causa degli oneri derivanti dalla liquidità in eccesso depositata presso la Banca centrale europea.

I costi operativi si attestano a 719,5 milioni di euro, sostanzialmente in linea con 713,2 milioni di euro di fine 2016 (+0,9% a/a), nonostante gli investimenti sulla crescita commerciale, anche in termini di aumento del personale, e l’adeguamento alle evoluzioni normative. Nel dettaglio, le spese amministrative raggiungono 221,8 milioni di euro (-0,8% a/a), mentre le spese relative al personale sono pari a 497,7 milioni di euro (+1,7% a/a).

Il cost/income risulta pari a 62,7% in riduzione rispetto al 64,4% dell’anno precedente.

Il risultato lordo di gestione raggiunge i 428,5 milioni di euro rispetto ai 393,5 milioni di euro (+8,9% a/a). Gli ammortamenti ammontano a 49,9 milioni di euro rispetto ai 45,7 milioni di euro a fine 2016 (+9,2% a/a).

Il risultato operativo si attesta a 378,6 milioni di euro rispetto a 347,8 milioni di euro nel 2016 (+8,9% a/a).

Gli accantonamenti per rischi ed oneri sono pari a 9,3 milioni di euro, in netto calo rispetto ai 27,3 milioni di euro di fine 2016. Le rettifiche nette di valore su crediti sono pari a 81,4 milioni di euro, in crescita rispetto a 73,7 milioni di euro nel 2016 (+10,4% a/a) a seguito di specifiche azioni che hanno permesso la riduzione dello shortfall(6), con il conseguente miglioramento dei coefficienti patrimoniali.

Il saldo delle componenti straordinarie(15) è pari a -16 milioni di euro (-50,1 milioni di euro a fine 2016) e comprende, tra l’altro, -19,8 milioni di euro, al lordo dell’effetto fiscale, come contributi al Fondo di Risoluzione Unico e al Fondo Nazionale di tutela dei depositi (DGS).

L’utile ante imposte raggiunge 271,9 milioni di euro rispetto a 196,7 milioni di euro a fine 2016 (+38,2% a/a), mentre le imposte sul reddito ammontano a 85,4 milioni di euro (64,8 milioni di euro nel 2016, +31,8% a/a).

L’utile netto consolidato si attesta a 186,5 milioni di euro rispetto a 131,9 milioni di euro dell’anno precedente (+41,4% a/a).

Il Roeconsolidato a fine 2017 è pari a 7,4% (5,4% nel 2016).

Credem chiude il 2017 con un utile netto consolidato in crescita del 41,4% ultima modifica: 2018-02-09T18:16:25+00:00 da Redazione

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