Credem, nel 2018 utile di 187 milioni. Miglior risultato degli ultimi 10 anni

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Credem LogoIl consiglio di amministrazione di Credem ha approvato oggi i risultati individuali e consolidati preliminari del 2018. Con l’utile netto consolidato pari a 186,7 milioni di euro (+0,1% a/a), il risultato più alto degli ultimi 10 anni, che non considerando la contribuzione ai fondi di risoluzione e di tutela dei depositi sarebbe pari a 205 milioni di euro, il Gruppo ribadisce ulteriormente la capacità di generare una consistente e solida redditività.

È proseguita inoltre con vigore la strategia di crescita con l’acquisizione di oltre 102 mila nuovi clienti a conferma della fiducia che le famiglie e le imprese italiane continuano ad accordare all’istituto. Il Gruppo ha continuato a sostenere l’economia del Paese, con i prestiti in crescita del 3,1% a/a (rispetto al sistema che segna +1,6% nello stesso periodo) raggiungendo 25,5 miliardi di euro. Il progresso è avvenuto mantenendo la qualità dell’attivo ai vertici del mercato, con il rapporto tra crediti problematici lordi ed impieghi lordi (NPL Ratio) al 4,4% rispetto al 9,4% della media delle banche significative italiane, ed adottando livelli di copertura ai vertici del sistema (livello di copertura comprensivo dello shortfall al 64,8% sui crediti problematici ed al 82,6% sulle sofferenze). La raccolta diretta da clientela è in progresso del 5,5% a/a e si attesta a 23,9 miliardi di euro. Si rafforza la vocazione assicurativa del Gruppo con la raccolta assicurativa in crescita dell’1,1% a/a a 6,9 miliardi di euro, pur a fronte di mercati finanziari negativi; l’utile netto cumulato di Credemvita e Credemassicurazioni è pari a 39,8 milioni di euro (+11,2% a/a) con il contributo alla redditività complessiva del Gruppo in incremento al 19,2% rispetto al 17,3% del 2017. Confermata inoltre la solidità patrimoniale, già ai vertici del sistema bancario. Il CET1 Ratio, che include una proposta preliminare di dividendo di 0,20 euro per azione, si è attestato a 12,7% con oltre 500 bps di margine rispetto al livello minimo assegnato da Bce per il 2018 (SREP) pari a 7,375%, il requisito più basso tra le banche italiane vigilate da Bce. Sono proseguiti anche gli investimenti sulle persone, con 290 assunzioni di cui il 73,1% giovani, ed erogate in media oltre sei giornate procapite di formazione. Cresce infine la diffusione del remote working utilizzato nel 2018 da oltre 1.200 persone (più che raddoppiate rispetto all’anno precedente) pari ad oltre il 30% dell’organico potenzialmente interessato (20,5% dell’organico complessivo del Gruppo). I risultati 2018 saranno presentati alla comunità finanziaria dal Direttore Generale Nazzareno Gregori domani nel corso di una conference call alle 10.30 (CET).

A fine 2018 il margine di intermediazione si attesta a 1.157,4 milioni di euro, il miglior risultato degli ultimi 10 anni, rispetto a 1.148 milioni di euro nel 2017 (+0,8% a/a). All’interno dell’aggregato, il margine finanziario raggiunge 492,4 milioni di euro, +0,9% rispetto a 488,1 milioni di euro a fine 2017. Il margine da servizi è pari a 665 milioni di euro, +0,8% rispetto a 659,9 milioni di euro dell’anno precedente. Più in dettaglio le commissioni nette ammontano a 533,2 milioni di euro (+1,6% a/a), di cui 355,7 milioni di euro di commissioni da gestione ed intermediazione (+2,4% a/a) e 177,5 milioni di euro di commissioni da servizi bancari (-0,1% a/a). Il trading in titoli, cambi e derivati si attesta a 50,4 milioni di euro, -18,4% a/a. Il risultato dell’attività assicurativa del ramo vita raggiunge infine i 60 milioni di euro (+13,6% a/a). I costi operativi(15) si attestano a 739,2 milioni di euro rispetto a 719,5 milioni di euro nel 2017 (+2,7% a/a). Nel dettaglio, le spese amministrative ammontano a 234,5 milioni di euro (+5,7% a/a), mentre le spese relative al personale sono pari a 504,7 milioni di euro (+1,4% a/a). Il cost/income risulta pari a 63,9% rispetto al 62,7% di fine 2017. Il risultato lordo di gestione è pari a 418,2 milioni di euro rispetto a 428,5 milioni di euro nell’anno precedente (-2,4% a/a). Gli ammortamenti, influenzati dalla forte politica di investimento del Gruppo, sono pari a 53,1 milioni di euro rispetto a 49,9 milioni di euro a fine 2017 (+6,4% a/a). Il risultato operativo si attesta a 365,1 milioni di euro rispetto a 378,6 milioni di euro a fine 2017 (-3,6% a/a). Gli accantonamenti per rischi ed oneri sono pari a 12,1 milioni di euro rispetto a 9,3 milioni di euro nell’anno precedente. Le rettifiche nette di valore su crediti sono in riduzione del 24,9% a/a e si attestano a 61,1 milioni di euro rispetto a 81,4 milioni di euro nel 2017.

Il saldo delle componenti straordinarie(15) è pari a -21,5 milioni di euro (-16 milioni di euro a fine 2017) e comprende tra l’altro 27,3 milioni di euro, al lordo dell’effetto fiscale, di contributo al Fondo di Risoluzione Unico (compresa la quota straordinaria richiamata nel secondo trimestre) e al Fondo di Tutela dei Depositi. L’utile ante imposte raggiunge 270,4 milioni di euro rispetto a 271,9 milioni di euro a fine 2017 (- 0,6% a/a), mentre le imposte sul reddito ammontano a 83,7 milioni di euro (85,4 milioni di euro a fine 2017, -2% a/a). L’utile netto consolidato si attesta a 186,7 milioni di euro rispetto a 186,5 milioni di euro nello stesso periodo dell’anno precedente (+0,1% a/a). Il Roe consolidato a fine 2018 è pari a 7,3% (7,4% nel 2017).