Crediti deteriorati delle Sme, Cetif: il miglioramento della gestione delle posizioni anomale passa attraverso la standardizzazione

Cetif LogoLa crisi economica, che ha colpito principalmente il mondo delle piccole medie imprese, si è tradotta anche in un peggioramento della qualità del credito erogato alle aziende. Ciò comporta una maggiore attenzione delle banche ai processi gestionali atti al presidio del rischio di credito, i cui principi organizzativi mostrano ambiti di inefficienza e criticità. I processi sono spesso non sufficientemente formalizzati e “auditabili”, lasciati alla discrezionalità individuale oppure gestiti da regole e sistemi non sufficientemente sofisticati a supportare la complessità e la eterogeneità delle diverse situazioni. Questa è una delle principali evidenze emerse dalla ricerca condotta da Cetif ed Exprivia “La gestione dei crediti deteriorati delle Sme: Implicazioni strategiche e gestionali alla luce delle nuove indicazioni regolamentari”, che ha coinvolto nove intermediari finanziari del nostro Paese (Alba Leasing,Banca Agricola Popolare di Ragusa, Banca Carige, Banco Popolare, Banca Popolare di Sondrio, Banca Sella,Credito Emiliano, Ifitalia, UBI Banca).

“Il cambiamento – ha sottolineato Chiara Frigerio, professoressa di Organizzazione aziendale e segretario generale della Cetif, Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano – implica necessariamente un nuovo modo di lavorare da parte degli specialisti e del personale del credito e passa attraverso investimenti sul ridisegno del processo e sui sistemi informativi; in particolare, sarà necessario che i gestori ai vari livelli di delega imparino ad impostare strategie di gestione in modo preventivo e codificato anche in funzione di dati storici messi loro a disposizione dai sistemi informativi. Non c’è, infatti, strategia che possa essere definita correttamente senza una base di informazioni aggiornata, non riguardante unicamente gli aspetti bilancistici, ma anche di mercato, di compagine azionaria e di natura organizzativa”.

Inoltre sarà necessario che i gestori, ai vari livelli di delega, imparino ad impostare le strategie di gestione in modo preventivo e codificato, non solo attraverso l’analisi della singola pratica, ma anche in funzione dei dati storici messi loro a disposizione dai sistemi informativi per imparare dal passato e impostare miglioramenti per il futuro. Ricercare e definire le modalità di analisi dei dati (ma soprattutto di sintesi) per ottenere il cosiddetto “so what” sarà pertanto una competenza da sviluppare fortemente.

“La ricerca realizzata – ha spiegato Roberta Gulden, direttore area credit & risk management di ExpriviaSpA – ha confermato come la gestione del credito deteriorato sia una  attività complessa, difficile da formalizzare, impellente per i tempi in cui deve essere svolta con risorse dedicate, limitate e spesso anche non specializzate. Ciò comporta la necessità di soluzioni it che aiutino le banche nei processi decisionali per garantire la qualità e l’efficacia dell’operato: nei processi operativi per migliorare l’efficienza e nella fase di reporting per la condivisione dei risultati e per il presidio dei processi.”“L’uso spinto della tecnologia”, prosegue Roberta Gulden “si impone, dati i volumi in gioco, sia in termini di importo dei crediti deteriorati (e delle eventuali perdite), che di numero e costo delle risorse impiegate per la gestione dei medesimi.Il ricorso all’information technology, quando questa impiega sistemi ‘intelligenti’, può contribuire a colmare il gap formativo delle risorse, fungendo come strumento di formazione e veicolando ‘regole di conoscenza’ dove servono, oppure, più semplicemente, amplificare le potenzialità operative delle strutture in essere e garantirne al contempo la qualità dell’operato”.

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Crediti deteriorati delle Sme, Cetif: il miglioramento della gestione delle posizioni anomale passa attraverso la standardizzazione ultima modifica: 2014-01-30T15:47:36+00:00 da Redazione

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