Crediti deteriorati, Serrini (Prelios): “Estendere le Gacs ai crediti utp per sostenere economia reale”

Chiediamo da tempo l’estensione della garanzia pubblica Gacs ai crediti utp, unlikely to pay. Questo è il mondo in cui andiamo a riportare in bonis le aziende, a salvarle, a sostenere economia reale e occupazione”. Lo ha dichiarato Riccardo Serrini, ceo del gruppo Prelios, intervenuto oggi alla tavola rotonda “Npe nel post covid: si può uscire dal dilemma tra cessioni e svalutazioni?” organizzata da Chiomenti e Prelios nell’ambito della Digital Finance community week 2020.

Nel corso dell’iniziativa Serrini si è soffermato sulla Garanzia cartolarizzazione sofferenze (conosciuta anche come Gacs), una garanzia che lo Stato offre in caso di insolvenza dei crediti deteriorati che sono stati oggetto di operazioni di cartolarizzazione da parte degli istituti di credito, sottolineando l’importanza di estenderla dagli npl (dall’inglese non performing loans, cioè prestiti non performanti) ai crediti utp (unlikely to pay, le inadempienze probabili). A tale proposito ha dichiarato: “Ritengo importante che la Gacs generi un circolo virtuoso di deleveraging anche negli utp, perché con gli npl si è dimostrata strumento estremamente efficace e innovativo: trovo che sia un ottimo esempio di intervento pubblico, market friendly. Io sono dell’opinione che il pubblico debba intervenire quando il mercato non funziona, o quando fa fatica a ripartire. Il mondo delle cartolarizzazioni pubbliche di npl era bloccato da nove anni. La Gacs è stata il catalizzatore per far ripartire questo mercato, aiutando il sistema bancario nel deleveraging di quasi 80 miliardi di euro di npl, risultato che altrimenti non si sarebbe assolutamente mai potuto raggiungere, attraendo investitori istituzionali da tutto il mondo. A livello europeo, la Gacs è stata al momento “copiata” dalla Grecia. Se ne è discusso molto in diverse sedi, alla Bce e anche in sede Ue, e questo mi fa pensare che verrà utilizzata anche in altri mercati, proprio perché ha già funzionato molto bene: l’Italia in questo caso, come mercato degli npl, si è rivelata un modello da seguire”.

L’ad del gruppo Prelios si è inoltre soffermato sulla situazione delle piccole e medie imprese e sul ruolo degli utp: “Nel 2020, l’anno della pandemia, il gruppo Prelios con il proprio team utp ha riportato in bonis quasi quattrocento aziende, con orgoglio e con grandissima voglia di fare sempre meglio e continuare in questo processo virtuoso. C’è un forte elemento di responsabilità sociale nell’attività di portare l’azienda da un momento di difficoltà verso il ritorno in carreggiata. Quello che notiamo in questa fase è che le categorie più critiche ed esposte sono le piccole e medie imprese, con percentuali di scivolamento nel mondo degli npl più elevate rispetto al large corporate”.