Credito, Abi: a gennaio prestiti a famiglie e imprese giù dell’1,8%

Abi Logo BuonoA gennaio 2015 l’ammontare dei prestiti alla clientela erogati dalle banche operanti in Italia, 1.827 miliardi di euro è nettamente superiore, di quasi 116 miliardi, all’ammontare complessivo della raccolta da clientela, 1.711 miliardi di euro. Lo si apprende dall’ultimo bollettino mensile dell’Abi.

Il report sottolinea i segnali positivi che giungono dalle nuove erogazioni di prestiti bancari: i finanziamenti alle imprese hanno segnato nel quarto trimestre del 2014 rispetto all’analogo periodo del 2013 un incremento su base annua del 12,1%. In termini di nuove erogazioni di mutui per l’acquisto di immobili nell’intero 2014 si è registrato un incremento annuo del 32,5%, mentre, nello stesso periodo, il flusso delle nuove operazioni di credito al consumo ha segnato un incremento su base annua di +9,2%. A gennaio 2015 il totale dei finanziamenti a famiglie e imprese ha presentato una variazione annua del meno 1,8%, lo stesso valore del mese precedente e migliore rispetto al meno 4,5% di novembre 2013, quando aveva raggiunto il picco negativo. Questo di gennaio 2015 per i prestiti bancari a famiglie e imprese è il miglior risultato da agosto 2012. Dalla fine del 2007, prima dell’inizio della crisi, ad oggi i prestiti all’economia sono passati da 1.673 a 1.827 miliardi di euro, quelli a famiglie e imprese da 1.279 a 1.405 miliardi di euro.

A gennaio 2015, i tassi di interesse sui prestiti si sono posizionati in Italia su livelli ancora bassi. Il tasso medio sul totale dei prestiti è risultato pari al 3,69% (3,67% il mese precedente; 6,18% a fine 2007). Il tasso medio sulle nuove operazioni di finanziamento alle imprese si è ridotto al 2,46% (il valore più basso da agosto 2010) dal 2,56% di dicembre 2014 (5,48% a fine 2007). Il tasso medio sulle nuove operazioni per acquisto di abitazioni si è attestato al 2,90% (2,88% il mese precedente e segnando il valore più basso da novembre 2010; 5,72% a fine 2007).

A seguito del perdurare della crisi e dei suoi effetti, la rischiosità dei prestiti in Italia è ulteriormente cresciuta, le sofferenze lorde sono risultate a fine 2014 pari a quasi 183,7 mld, dai 181,1 mld di novembre. Il rapporto sofferenze lorde su impieghi è del 9,6% a dicembre (8,1% un anno prima; 2,8% a fine 2007), valore che raggiunge il 16,1% per i piccoli operatori economici (14% a dicembre 2013; 7,1% a fine 2007), il 16,2% per le imprese (13,3% un anno prima; 3,6% a fine 2007) ed il 6,9% per le famiglie consumatrici (6,5% a dicembre 2013; 2,9% a fine 2007). Le sofferenze nette registrano a fine 2014 una lieve diminuzione, passando da 84,8 miliardi di novembre agli 84,5 miliardi di dicembre. Il rapporto sofferenze nette su impieghi totali è risultato pari al 4,64% a dicembre dal 4,67% di novembre 2014 (4,31% a dicembre 2013; 0,86%, prima dell’inizio della crisi).

Diminuisce, su base annua, la raccolta a medio e lungo termine cioè tramite obbligazioni, (a gennaio 2015: -13,3%, segnando una diminuzione su base annua in valore assoluto di quasi 68 miliardi di euro) il che penalizza l’erogazione dei prestiti a medio e lungo termine. Mentre i depositi aumentano – sempre a fine gennaio 2015 – di quasi 61 mld di euro rispetto all’anno precedente (su base annua, +5%, +4,1% a dicembre 2014). L’andamento della raccolta complessiva (depositi da clientela residente + obbligazioni) registra a gennaio 2015 una diminuzione di circa 7,2 mld di euro rispetto ad un anno prima, manifestando una variazione su base annua di -0,4% (-1,2% a dicembre 2014), risentendo della dinamica negativa della raccolta a medio e lungo termine. Dalla fine del 2007, prima dell’inizio della crisi, ad oggi la raccolta da clientela è passata da 1.513 a 1.711,3 miliardi di euro, segnando un aumento – in valore assoluto – di quasi 199 miliardi.

A gennaio 2015 il tasso medio sul totale della raccolta bancaria da clientela (somma di depositi, obbligazioni e pronti contro termine in euro a famiglie e società non finanziarie) in Italia si è collocato all’1,47% (1,50% a dicembre 2014; 2,89% a fine 2007). Il tasso praticato sui depositi (conti correnti, depositi a risparmio e certificati di deposito) si è attestato allo 0,68% (0,73% a dicembre 2014), quello sui PCT all’1,15% (1,15% anche a dicembre 2014). Il rendimento delle obbligazioni è risultato pari al 3,15% dal 3,16% del mese precedente (cfr. Tabella 5).

Lo spread fra il tasso medio sui prestiti e quello medio sulla raccolta a famiglie e società non finanziarie permane in Italia su livelli particolarmente bassi, a gennaio 2015 è risultato pari a 222 punti base (217 punti base a dicembre 2014). Prima dell’inizio della crisi finanziaria tale spread superava i 300 punti (329 punti % a fine 2007).

Consulta la sintesi del rapporto dell’Abi

Credito, Abi: a gennaio prestiti a famiglie e imprese giù dell’1,8% ultima modifica: 2015-02-18T18:14:01+00:00 da Redazione

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