Credito, Abi: a gennaio prestiti a famiglie e imprese su dell’1,1%. Mutui +1,9%

Abi Banche Logo BuonoA gennaio i prestiti a famiglie e imprese sono cresciuti del’1,1% su base annua, in accelerazione rispetto allo 0,9% del mese precedente, confermando la prosecuzione del miglioramento della dinamica dello stock dei finanziamenti. Lo rileva l’Abi nel suo rapporto mensile.

L’analisi dell’Abi mostra che il mese scorso l’ammontare totale dei mutui in essere delle famiglie ha registrato una variazione positiva dell’1,9% rispetto a fine 2015, quando già si erano manifestati segnali di miglioramento.

TASSI DI INTERESSE SUI PRESTITI

A gennaio stabili sui molto bassi livelli raggiunti sono risultati i tassi di interesse applicati sui prestiti alla clientela: il tasso medio sul totale dei prestiti è risultato pari al 2,85%, minimo storico (lo stesso valore del mese precedente e a 6,18% prima della crisi, a fine 2007).

Il tasso medio sulle nuove operazioni di finanziamento alle imprese si è posizionato all’1,55%, era pari a 1,54% il mese precedente (5,48% a fine 2007). Il tasso medio sulle nuove operazioni per acquisto di abitazioni si è attestato al 2,10%, (2,02% a dicembre 2016, minimo storico e 5,72% a fine 2007). Sul totale delle nuove erogazioni di mutui circa i due terzi sono mutui a tasso fisso.

QUALITÀ DEL CREDITO

Le sofferenze nette (cioè al netto delle svalutazioni già effettuate dalle banche con proprie risorse) a fine 2016 si collocano a 86,9 miliardi di euro, registrando una riduzione di oltre il 2% rispetto al picco di 89 miliardi di fine novembre 2015.

Il rapporto sofferenze nette su impieghi totali è risultato pari al 4,89% a dicembre 2016 (era il 4,91% a fine 2015 e lo 0,86% prima dell’inizio della crisi).

DINAMICA DELLA RACCOLTA DA CLIENTELA

In Italia i depositi (in conto corrente, certificati di deposito, pronti controtermine) sono aumentati, a fine gennaio 2017, di circa 49 miliardi di euro rispetto a un anno prima (variazione pari a +3,7% su base annuale), mentre si conferma la diminuzione della raccolta a medio e lungo termine, cioè tramite obbligazioni, per quasi 66,5 miliardi di euro in valore assoluto negli ultimi 12 mesi (pari a -17,8%). La dinamica della raccolta complessiva (depositi da clientela residente + obbligazioni) ha registrato a gennaio 2017 una variazione su base annua pari a -1%, era -0,6% il mese precedente (cfr. Tabella 2). Dalla fine del 2007, prima dell’inizio della crisi, ad oggi la raccolta da clientela è cresciuta da 1.513 a 1.665,9 miliardi di euro, segnando un aumento – in valore assoluto – di oltre 153 miliardi.

TASSI DI INTERESSE SULLA RACCOLTA

A gennaio il tasso di interesse medio sul totale della raccolta bancaria da clientela (somma di depositi, obbligazioni e pronti contro termine in euro a famiglie e società non finanziarie) in Italia si è collocato allo 0,97% (0,98% il mese precedente e in flessione dal 2,89% a fine 2007) ad effetto:

  • del tasso praticato sui depositi (conti correnti, depositi a risparmio e certificati di deposito), che si è attestato allo 0,40% (0,41% a dicembre);
  • del tasso sui PCT pari a 0,80% (dallo 0,56% di dicembre);
  • del rendimento delle obbligazioni, pari al 2,71%, 2,74% il mese precedente.

MARGINE TRA TASSO SUI PRESTITI E TASSO SULLA RACCOLTA

Il margine (spread) fra il tasso medio sui prestiti e quello medio sulla raccolta a famiglie e società non finanziarie permane in Italia su livelli particolarmente bassi, a gennaio 2017 risultava pari a 188 punti base (187 punti base il mese precedente), in marcato calo dagli oltre 300 punti base di prima della crisi finanziaria (329 punti base a fine 2007). In media nel 2016 tale differenziale è risultato pari a 1,98 p.p (2,12 p.p. nel 2015).

Credito, Abi: a gennaio prestiti a famiglie e imprese su dell’1,1%. Mutui +1,9% ultima modifica: 2017-02-14T15:00:39+00:00 da Redazione

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