Credito, Abi: nei primi 9 mesi dell’anno nuovi mutui in crescita del 92,1%. Finanziamenti alle imprese su del 16,2%

Abi Logo BuonoNei primi nove mesi dell’anno le nuove erogazioni di finanziamenti alle imprese hanno segnato un incremento di circa il 16,2% sul corrispondente periodo dell’anno precedente. Parallelamente le nuove erogazioni di mutui per l’acquisto di immobili hanno fatto registrare un aumento del 92,1%. L’incidenza delle surroghe sul totale dei nuovi finanziamenti è stata di circa il 30%. Sono alcune delle principali evidenze contenute nell’ultima edizione del rapporto mensile dell’Abi, elaborato sulla base di un campione di 78 banche, che rappresentano circa l’80% del mercato.

Secondo l’analisi a ottobre 2015 il totale dei finanziamenti in essere a famiglie e imprese ha presentato una variazione prossima allo zero (-0,3%) nei confronti di ottobre 2014, -0,3% anche il mese precedente e migliore rispetto al -4,5% di novembre 2013, quando aveva raggiunto il picco negativo. Questo di ottobre 2015 per i prestiti bancari a famiglie e imprese è il miglior risultato da aprile 2012.

Positiva a fine ottobre la variazione annua del totale prestiti all’economia (che include anche la pubblica amministrazione), +0,2%. Dalla fine del 2007, prima dell’inizio della crisi, ad oggi i prestiti all’economia sono passati da 1.673 a 1.814,5 miliardi di euro, quelli a famiglie e imprese da 1.279 a 1.408 miliardi di euro.

L’ammontare dei prestiti alla clientela erogati dalle banche operanti in Italia, 1.814,5 miliardi di euro è nettamente superiore, di quasi 122 miliardi, all’ammontare complessivo della raccolta da clientela, 1.692,6 miliardi di euro.

I tassi di interesse sui prestiti si sono posizionati in Italia su livelli ancora più bassi. Il tasso medio sul totale dei prestiti è risultato pari al 3,33%, minimo storico (3,34% il mese precedente; 6,18% a fine 2007). Il tasso medio sulle nuove operazioni per acquisto di abitazioni si è attestato al 2,61% il valore più basso da luglio 2010 (2,67% il mese precedente; 5,72% a fine 2007). Sul totale delle nuove erogazioni di mutui circa i due terzi sono mutui a tasso fisso. Il tasso medio sulle nuove operazioni di finanziamento alle imprese si è collocato all’1,90%, 1,82% il mese precedente (5,48% a fine 2007).

A seguito del perdurare della crisi e dei suoi effetti, la rischiosità dei prestiti in Italia è ulteriormente cresciuta, le sofferenze lorde sono risultate a settembre 2015 pari a 200,4 mld, dai 198,5 mld di agosto 2015. Il rapporto sofferenze lorde su impieghi è del 10,5% a settembre 2015 (9,3% un anno prima; 2,8% a fine 2007), valore che raggiunge il 17,4% per i piccoli operatori economici (15,6% a settembre 2014; 7,1% a fine 2007), il 17,9% per le imprese (15,4% un anno prima; 3,6% a fine 2007) ed il 7,2% per le famiglie consumatrici (6,7% a settembre 2014; 2,9% a fine 2007). Anche le sofferenze nette registrano a settembre 2015 un aumento, passando da 85,9 miliardi di agosto a 87,1 miliardi di settembre. Il rapporto sofferenze nette su impieghi totali è risultato pari al 4,84% a settembre 2015 dal 4,79% di agosto 2015 (4,49% a settembre 2014; 0,86%, prima dell’inizio della crisi). Sulla base dell’ultimo dato disponibile, a giugno scorso il numero complessivo degli affidati in sofferenza era pari a 1.188.401 (in prevalenza imprese e famiglie).

In Italia diminuisce, su base annua, la raccolta a medio e lungo termine cioè tramite obbligazioni, (ad ottobre 2015: -13%, segnando una diminuzione su base annua in valore assoluto di 58,6 miliardi di euro), mentre i depositi aumentano, sempre a fine ottobre 2015, di 61,1 mld di euro rispetto all’anno precedente (su base annua, +4,9%, +3,2% a settembre). L’andamento della raccolta complessiva (depositi da clientela residente + obbligazioni) registra ad ottobre 2015 un aumento di circa 2,5 mld di euro rispetto ad un anno prima, manifestando una variazione su base annua di +0,2% (-1,5% il mese precedente). Dalla fine del 2007, prima dell’inizio della crisi, ad oggi la raccolta da clientela è passata da 1.513 a 1.692,6 miliardi di euro, segnando un aumento, in valore assoluto, di quasi 180 miliardi. 6. Ad ottobre 2015 il tasso medio sul totale della raccolta bancaria da clientela (somma di depositi, obbligazioni e pronti contro termine in euro a famiglie e società non finanziarie) in Italia si è collocato all’1,22% (1,25% il mese precedente; 2,89% a fine 2007). Il tasso praticato sui depositi (conti correnti, depositi a risparmio e certificati di deposito) si è attestato allo 0,53% (0,56% il mese precedente), quello sui Pct allo 0,87% (0,89% il mese precedente). Il rendimento delle obbligazioni è risultato pari al 3%, 3,03% il mese precedente.

Lo spread fra il tasso medio sui prestiti e quello medio sulla raccolta a famiglie e società non finanziarie permane in Italia su livelli particolarmente bassi, ad ottobre 2015 è risultato pari a 211 punti base (209 punti base il mese precedente). Prima dell’inizio della crisi finanziaria tale spread superava i 300 punti (329 punti % a fine 2007).

Consulta la sintesi del rapporto

 

Credito, Abi: nei primi 9 mesi dell’anno nuovi mutui in crescita del 92,1%. Finanziamenti alle imprese su del 16,2% ultima modifica: 2015-11-17T16:37:53+00:00 da Redazione

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